Una piazza «mite». Capace «di farsi domande». Con idee diverse sì, ma «tutte europeiste». Plurale fin dai colori: «Avere la sola bandiera blu è stato il sogno di un minuto...ci saranno quelle della pace e ucraine, tutto legittimo. Spero che quelle europee siano più numerose delle altre», ci scherza su alla sede della Stampa estera Michele Serra, il giornalista e scrittore che ha lanciato l’idea della grande piazza per l’Europa su Repubblica 20 giorni fa e ieri accanto al sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha presentato l’evento di domani, piazza del Popolo, ore 15.
Un palco di intellettuali, artisti. Personalità della cultura, associazioni per i diritti. Testimonianze video arriveranno dai senatori a vita Liliana Segre e Renzo Piano, dal professore Gustavo Zagrebelsky, dal cantante Jovanotti, da Luciana Littizzett…
Una piazza «mite». Capace «di farsi domande». Con idee diverse sì, ma «tutte europeiste». Plurale fin dai colori: «Avere la sola bandiera blu è stato il sogno di un minuto...ci saranno quelle della pace e ucraine, tutto legittimo. Spero che quelle europee siano più numerose delle altre», ci scherza su alla sede della Stampa estera Michele Serra, il giornalista e scrittore che ha lanciato l’idea della grande piazza per l’Europa su Repubblica 20 giorni fa e ieri accanto al sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha presentato l’evento di domani, piazza del Popolo, ore 15.
Un palco di intellettuali, artisti. Personalità della cultura, associazioni per i diritti. Testimonianze video arriveranno dai senatori a vita Liliana Segre e Renzo Piano, dal professore Gustavo Zagrebelsky, dal cantante Jovanotti, da Luciana Littizzetto, dallo scrittore spagnolo Javier Cercas, l’olandese Jan Brokken, il francese Daniel Pennac, Pif, la scrittrice Dacia Maraini. Sul palco, accanto a Serra che aprirà l’evento (dopo l’Inno alla gioia eseguito dal Quartetto Indaco), figure internazionali, rifugiati politici, società civile: tra gli altri il sindaco di Barcellona Jaume Collboni, il presidente Anci Gaetano Manfredi, la rifugiata afghana Rahel Saya, l’attivista iraniana Pegah Pour, la senatrice a vita Elena Cattaneo, Corrado Augias, Antonio Scurati, Paolo Virzì, Claudio Amendola, Lella Costa, Corrado Formigli, Gianrico Carofiglio, Claudio Bisio, Alessia Crocini delle famiglie arcobaleno, Francesca Vecchioni, il padre cantautore Roberto, e poi Renata Colorni, traduttrice, cresciuta con Altiero Spinelli. Organizzatori i sindaci di 14 città che hanno raccolto la scintilla di Serra. Attesi leader di partito (Schlein, Fratoianni, Bonelli, Renzi, Calenda), sindacali (Landini, Fumarola e Bombardieri di nuovo insieme), associazionismo (ieri si è aggiunta Oxfam), imprenditoria (ha aderito Diego Della Valle). Centinaia i pullman attesi a Roma.
«Non una piazza contro il governo ma per l’Europa. Dei cittadini, di festa. Di sindaci con le fasce tricolore» rivendica Gualtieri. «Spero che la manifestazione dimostri che esiste un’opinione pubblica democratica ed europeista che chiede di più, a quella bandiera d’Europa. Mi piacerebbe trovarmi davanti una piazza mite, che non vuol dire debole. E riflessiva, perché il dubbio fa parte della cultura europea. Il clima sembra positivo, empatico, le persone hanno capito» ritiene Serra. Vero però che le divisioni assillano il campo delle sinistre: «Il leader M5S Conte che non viene? Il mio appello è rivolto ai cittadini, uno per uno, che siano imperatori del mondo o uomini qualunque. Capisco il travaglio e lo rispetto ma non mi riguarda. Rispetto anche Meloni, chiaro che i nazionalisti guardino con ostinatezza alla piazza», dice Serra precisando che non esiste una piattaforma politica, piuttosto un movente «sentimentale», di «risposte non univoche»: «È innegabile che ci sia un senso di paura dovuto a questo nuovo bipolarismo autocratico. Dopo Trump mi sento una giubba rossa, canadese e Inuit» ironizza. Il piano di riarmo Ue? «Amiamo i valori non le armi. Ma la difesa comune è un percorso da attivare», insiste Serra. Che sia una piazza da cui possa nascere un movimento? «Che l’abbia dovuta organizzare io significa che un problema di rappresentanza c’è. Comunque io da domenica sparisco» ride Serra. Anche il comitato di redazione di Repubblica sarà in piazza: «Il ruolo di un giornale come il nostro non è solo informare ma anche prendere posizione. Giusto farlo per un’Europa democratica e di pace».