Difende Elon Musk, con tanto di dossier contro i francesi rivali di Eutelsat, ed è pronto a invitare Viktor Orbán e Marine Le Pen (o in alternativa Jordan Bardella) al congresso che a inizio aprile lo incoronerà per la terza volta segretario della Lega. Matteo Salvini riunisce per due volte in 24 ore lo stato maggiore del Carroccio. Nel primo vertice, al ministero dei Trasporti, con il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti di fianco, il vicepremier mette a punto la strategia del partito sul Rearm Eu, in vista della votazione in Parlamento di martedì e mercoledì. Ma non si parla solo di questo. Il capo lumbard discute a lungo di Starlink, la società dei satelliti di Musk con cui il governo sta trattando, nonostante le riserve di Forza Italia e anche di alcuni ministri di FdI, dopo le minacce a Kiev del magnate di Tesla. Salvini non solo ribadisce quanto detto in questi giorni, che fosse per lui bisognerebbe «firmare domani» l’intesa con il colosso Usa, ma chiede un approfondimento…
Difende Elon Musk, con tanto di dossier contro i francesi rivali di Eutelsat, ed è pronto a invitare Viktor Orbán e Marine Le Pen (o in alternativa Jordan Bardella) al congresso che a inizio aprile lo incoronerà per la terza volta segretario della Lega. Matteo Salvini riunisce per due volte in 24 ore lo stato maggiore del Carroccio. Nel primo vertice, al ministero dei Trasporti, con il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti di fianco, il vicepremier mette a punto la strategia del partito sul Rearm Eu, in vista della votazione in Parlamento di martedì e mercoledì. Ma non si parla solo di questo. Il capo lumbard discute a lungo di Starlink, la società dei satelliti di Musk con cui il governo sta trattando, nonostante le riserve di Forza Italia e anche di alcuni ministri di FdI, dopo le minacce a Kiev del magnate di Tesla. Salvini non solo ribadisce quanto detto in questi giorni, che fosse per lui bisognerebbe «firmare domani» l’intesa con il colosso Usa, ma chiede un approfondimento su Eutelsat, competitor di SpaceX: nei documenti che circolano tra i leghisti, l’azienda concorrente avrebbe tra i principali azionisti un gruppo di proprietà di un magnate indiano, oltre a società francesi, il governo britannico, nonché un fondo cinese. «Quindi che facciamo? Diciamo no a Musk e sì a questi?», è la tesi di Salvini.
Poco prima, in Senato, il ministro meloniano ai rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rispondeva a un’interrogazione del Pd spiegando che il governo non ha ancora «siglato alcun accordo» con SpaceX, ma che sono in corso «interlocuzioni» per connettere le «aree più remote» del Paese e sono state avviate «sperimentazioni » in Lombardia e in varie sedi diplomatiche, da Beirut e Teheran, «dotate di antenne Starlink», di cui nessuna però al momento risulta «attiva». Insomma, contatti sì, ma con prudenza. Anche se c’è la grana dei «gravi ritardi ereditati dai precedenti esecutivi rispetto ai piani Pnrr» sulle reti ultra- veloci, per cui l’esecutivo dovrà «recuperare terreno». Come? Si vedrà.
Salvini comunque fa capire di non voler mollare la presa, sul dossier Starlink, nonostante la reazione di FI, che ha controbattuto più volte ruvidamente: «Non servono tifoserie». Il vicepremier, nel secondo vertice di ieri, il federale della Lega, ha limato gli ultimi dettagli del congresso nazionale del 5 e 6 aprile, alla Fortezza da Basso di Firenze. È la prima conta interna dal 2017. Ma il leader è ormai convinto che non avrà rivali. Tanto che nel nuovo regolamento, messo a punto da Roberto Calderoli, si parla, in caso di candidatura unica, della possibilità di un voto palese tra i delegati. Senza schede (e senza franchi tiratori). Le regole fissano anche la nuova ripartizione dei 700 delegati che dovranno indicare il segretario: metà saranno espressi dalle regioni in base al numero degli iscritti, metà in base ai risultati delle Europee, col Sud che dovrebbe quindi guadagnare spazio. Salvini ha in testa una kermesse in grande stile, per tentare il rilancio nei sondaggi. E al governo. Ci saranno «ospiti internazionali », fa sapere via Bellerio. Nei prossimi giorni partiranno gli inviti a Orbán, Le Pen, al leader portoghese di Chega, André Venturae all’Afd.