Tornano insieme per l’Europa. Cgil, Cisl e Uil si ritrovano nella piazza di Roma, chiamata da Michele Serra e da Repubblica. Ma alla fine la foto dei tre segretari insieme non c’è. Non ci sarà neanche il Primo Maggio. La festa dei lavoratori, dedicata quest’anno alla sicurezza negata sul lavoro, sarà unitaria a dispetto di qualche voce separista. Ma vedrà Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri in tre città diverse, per raccontare tre tragedie del nostro tempo. Prove di dialogo. Strappi ancora da ricucire.
Come ieri, in piazza del Popolo. Distanti, ma presenti. Per dire sì a «un’Europa dei popoli, del lavoro, del welfare senza ideologie né ingenuità», esordisce la neo segretaria della Cisl Fumarola, avvolta dalla bandiera blu. Colori diversi per la Cgil, dall’altro lato della piazza. Landini arriva presto. Ma preferisce mischiarsi ai suoi, lontano dal palco. Distribuiscono le bandiere della pace e il volantino per spingere i cinque referendum su lavoro e cittadinan…
Tornano insieme per l’Europa. Cgil, Cisl e Uil si ritrovano nella piazza di Roma, chiamata da Michele Serra e da Repubblica. Ma alla fine la foto dei tre segretari insieme non c’è. Non ci sarà neanche il Primo Maggio. La festa dei lavoratori, dedicata quest’anno alla sicurezza negata sul lavoro, sarà unitaria a dispetto di qualche voce separista. Ma vedrà Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri in tre città diverse, per raccontare tre tragedie del nostro tempo. Prove di dialogo. Strappi ancora da ricucire.
Come ieri, in piazza del Popolo. Distanti, ma presenti. Per dire sì a «un’Europa dei popoli, del lavoro, del welfare senza ideologie né ingenuità», esordisce la neo segretaria della Cisl Fumarola, avvolta dalla bandiera blu. Colori diversi per la Cgil, dall’altro lato della piazza. Landini arriva presto. Ma preferisce mischiarsi ai suoi, lontano dal palco. Distribuiscono le bandiere della pace e il volantino per spingere i cinque referendum su lavoro e cittadinanza dell’8-9 giugno, con l’ansia del quorum. Hanno srotolato anche uno striscione arcobaleno trenta metri per sei. Landini si ferma lì: mani da stringere e selfie. Saluta l’ex sindaco Antonio Bassolino. Parlotta con gli ex ministri Rosy Bindi e Fabrizio Barca.
Pierpaolo Bombardieri, di blu vestito come la sua Uil e in omaggio all’Europa, a un certo punto raggiunge Landini. Sintonia confermata, stessa posizione: sì alla difesa comune, no agli 800 miliardi del RearmEu. Per Fumarola quel piano invece «è una scelta obbligata, anche se non la soluzione definitiva». Ironizza Bombardieri: «L’idea di trasformare le aziende che oggi producono auto in aziende che producono missili è assurda: mi fa venire in mente una frase di Fantozzi». Lo ripete al collega Landini che sorride. Proprio mentre arriva Nicola Fratoianni di Avs: «Sono io la vostra Cisl», scherza. «Allora io mi sposto più a destra», ironizza Bombardieri.
Battute. Ma nel merito le posizioni dei sindacati confederali sono distanti. Landini lo dice chiaro, come anche nella lettera inviata a Repubblica: «Sono qui per affermare la cultura della pace e non della guerra. Lo sapevamo anche prima che in questa piazza non pensiamo tutti le stesse cose. Ma questo è un momento in cui stare solo con quelli che la pensano come te non serve a nulla». E la Cgil, al cui interno nei giorni scorsi un po’ di maretta c’è stata sull’adesione o meno all’iniziativa, la pensa così: «No al riarmo». Spiega Landini: «Quando dico che sono contro le spese per il riarmo, non dico che sono contro l’esercito europeo o contro una difesa comune, ma la discussione va fatta in modo diverso. Quei soldi non servono assolutamente a costruire né un’Europa comune né un sistema comune, solo a fare altro debito». Poi scorre il telefono, legge le agenzie di Giorgetti, assai prudente: «Anche il ministro dell’Economia la pensa così». Continua: «Era importante esserci oggi. Ma questa piazza non deve finire. La pace non è un pranzo di gala, si costruisce. Parliamone il 29 marzo in un’assemblea aperta». Nel frattempo appuntamento per domani con i segretari di Cisl e Uil. Attesi in Rai per preparare il Primo Maggio. Insieme.??