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Mattarella mette in guardia: “Gravi danni dai nazionalismi”

Sergio Mattarella

 

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Nuovo richiamo del capo dello Stato sui rischi per la democrazia, a Gorizia con il presidente Pahor
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«Dobbiamo ai cittadini di queste terre il successo di questo percorso: società mature, cresciute in democrazia, con efficaci anticorpi rispetto alle lusinghe sterili e pericolose dei nazionalismi, che hanno arrecato tanti gravi danni».

A Gorizia Sergio Mattarella è tornato a mettere in guardia contro le derive dei sovranismi. Un’altra difesa della democrazia, messa in pericolo dal nuovo ordine geopolitico, come del resto più volte gli è capitato di fare nelle ultime settimane.

L’occasione è stata il conferimento del premio “Santi Ilario e Taziano - Città di Gorizia”, unitamente al presidente emerito della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor. Consiste in una farfalla in acciaio inclinata su un frammento della rete che un tempo divideva Gorizia e Nova Gorica.

«Sono lietissimo di condividere questo premio» con Borut Pahor «con cui, soprattutto, ho avuto il privilegio di condividere un tratto di cammino nell’impegno a favore dell’amicizia tra i nostri due Paesi» ha aggiunto.

«Esperi…

«Dobbiamo ai cittadini di queste terre il successo di questo percorso: società mature, cresciute in democrazia, con efficaci anticorpi rispetto alle lusinghe sterili e pericolose dei nazionalismi, che hanno arrecato tanti gravi danni».

A Gorizia Sergio Mattarella è tornato a mettere in guardia contro le derive dei sovranismi. Un’altra difesa della democrazia, messa in pericolo dal nuovo ordine geopolitico, come del resto più volte gli è capitato di fare nelle ultime settimane.

L’occasione è stata il conferimento del premio “Santi Ilario e Taziano - Città di Gorizia”, unitamente al presidente emerito della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor. Consiste in una farfalla in acciaio inclinata su un frammento della rete che un tempo divideva Gorizia e Nova Gorica.

«Sono lietissimo di condividere questo premio» con Borut Pahor «con cui, soprattutto, ho avuto il privilegio di condividere un tratto di cammino nell’impegno a favore dell’amicizia tra i nostri due Paesi» ha aggiunto.

«Esperienza che abbiamo vissuto non soltanto come dovere civico e istituzionale verso i nostri rispettivi popoli, ma come responsabilità doverosa per la realizzazione di un futuro di pace per il nostro continente. La pericolosa alternativa a questo progetto, Italia, Slovenia, Europa, l’hanno conosciuta in tutta la sua drammaticità».

Mattarella e Pahor sono passati alla storia per quella mano nella mano davanti alla foiba di Basovizza come segno di riconciliazione tra i popoli. Era il luglio del 2020. Il presidente era stato già in città un mese fa, per celebrare la prima capitale europea della cultura transfrontaliera Nova Gorica-Gorizia 2025. Una frontiera di drammi che la saggezza del Dopoguerra ha saputo ricucire. Un esempio nel mondo dilaniato di oggi.

Ha detto Mattarella: «Al presidente Pahor e a me è toccato in sorte felice di assistere in prima persona a un evento straordinario: la progressiva trasformazione di un confine, concepito come traccia divisoria nel cuore di una città e di una popolazione, in luogo di incontro e di condivisione. Questa cerimonia mi sembra possa iscriversi in questo mutamento. Una libertà rinnovata e ritrovata, di movimento, di fraternità, il cui merito non è di singole persone né delle istituzioni - il cui contributo è, naturalmente, prezioso - bensì è frutto delle nostre società civili, che hanno saputo con pazienza ricostruire quei legami di amicizia, di solidarietà, di fiducia reciproca che i funesti eventi del Secondo conflitto mondiale, e degli anni precedenti, avevano reciso in quest’angolo di territorio che aveva visto italiani, slavi, tedeschi, vivere in pace».

Il teatro Verdi è gremito, gli applausi della platea sono prolungati, convinti. La commissione, presieduta dal sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, e dal decano don Nicola Ban, assegna il premio ogni anno, in occasione della festa patronale. Per il 2025 non ci sono stati dubbi: i due presidenti.

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