Martedì sera a Milano, in un locale in zona Navigli si incontrano una trentina di camerati. Sono quasi tutti iscritti a Fratelli d'Italia e ferventi meloniani, qualcuno è nelle istituzioni (due sono vicesindaci, un altro assessore nei comuni dell'hinterland) e condividono una sorta di disagio: la politica estera del partito. «Ai tempi dell'Msi se ne discuteva con libertà, qui adesso sull'argoment…