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I sindaci e la piazza per l’Unione: “La mobilitazione non si fermi”

ROBERTO GUALTIERI SINDACO ROMA, GAETANO MANFREDI SINDACO NAPOLI 

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All’indomani della manifestazione che ha portato 50mila in piazza del Popolo a Roma Michele Serra parla in tv da Fazio: “C’era bisogno di riconoscersi in un’appartenenza”
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L’immagine che ricorda Michele Serra, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su canale Nove, è quella dell’applauso alla parola «democrazia». Il giorno dopo la manifestazione dei 50 mila a piazza del Popolo, il giornalista riflette su quanto il valore della democrazia, oggi, «sia messo a repentaglio: stiamo riscoprendo che a qualcosa serve».

Anche per questo una marea blu ha risposto all’appello che Serra ha lanciato con un articolo dal titolo Una piazza per l’Europa apparso sulla prima pagina di Repubblica. E adesso associazioni, società civile, sindacati e partiti chiedono di non disperdere questo patrimonio. «È andata molto bene. Mai mi sarei aspettato di organizzare una manifestazione», dice lo scrittore. Eppure è successo, perché «c’era bisogno di riconoscersi in un’appartenenza europea e democratica».

L’immagine che ricorda Michele Serra, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su canale Nove, è quella dell’applauso alla parola «democrazia». Il giorno dopo la manifestazione dei 50 mila a piazza del Popolo, il giornalista riflette su quanto il valore della democrazia, oggi, «sia messo a repentaglio: stiamo riscoprendo che a qualcosa serve».

Anche per questo una marea blu ha risposto all’appello che Serra ha lanciato con un articolo dal titolo Una piazza per l’Europa apparso sulla prima pagina di Repubblica. E adesso associazioni, società civile, sindacati e partiti chiedono di non disperdere questo patrimonio. «È andata molto bene. Mai mi sarei aspettato di organizzare una manifestazione», dice lo scrittore. Eppure è successo, perché «c’era bisogno di riconoscersi in un’appartenenza europea e democratica».

Dalla sua prospettiva, dal palco e tra la gente, e dopo settimane di lettere, di messaggi e di mail di adesione, Serra ha potuto osservare che «in piazza erano presenti preoccupazioni e domande. C’è un senso di insicurezza che non è campato in aria. Nel momento in cui Trump dice di essere stufo di spendere soldi per la difesa, è naturale che l’Europa deve capire che deve fare da sola». Ecco, quella di sabato è stata una piazza per «l’indipendenza europea. Nel momento in cui si ha paura di perdere ciò che si ha, subentra l’adrenalina. Quindi la paura può essere un ingrediente necessario» affinché non ci si fermi.

Non a caso nella stessa piazza si sono ritrovati il leader di Azione Carlo Calenda e il segretario di Avs Nicola Fratoianni con le loro idee diverse sul riarmo europeo ma uniti dalla necessità di un’Europa forte. Non solo. Erano presenti anche tutti e tre i sindacati: Cgil, Cisl e Uil.

Poi un ringraziamento ai sindaci, in particolare a quello della Capitale Roberto Gualtieri: «Hanno permesso alla manifestazione di esistere». Altro ricordo nelle parole di Serra: «Quando sono entrati ottanta primi cittadini con la fascia tricolore è stato un momento vero ed emozionante».

E infatti i sindaci si sono mossi, su e giù dal palco, come un corpo solo. E quando si sono salutati, con le fasce tricolori ancora sulla spalla destra, si sono detti che la Piazza per l’Europa sarà solo l’inizio. Pensano già a nuove iniziative «con un doppio taglio». Come spiega il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, l’intenzione è di «proseguire insieme in questo rinnovato impegno per la valorizzazione e la coesione dell’Europa e di spingere per favorire un maggior ruolo delle città nelle politiche europee di sviluppo». Fondamentale sarà anche l’utilizzo dei fondi europei. La piazza di sabato ha dato così un nuovo slancio e nuova linfa nella convinzione che bisogna «ridare centralità alle città, vero avamposto del rapporto con i cittadini», che sabato sono arrivati numerosi da tutta Italia.

Anche il centrosinistra vuol cavalcare quest’onda blu perché, come dice il segretario di +Europa Riccardo Magi, «si è manifestato un sentimento europeista» e c’è uno spazio che, secondo Fratoianni, «va attraversato».

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