Politica

Live

Meloni: il piano di riarmo Ue è roboante. Il Senato approva la risoluzione di maggioranza

Meloni: il piano di riarmo Ue è roboante. Il Senato approva la risoluzione di maggioranza
La premier, in vista del Consiglio europeo di Bruxelles, è intervenuta nell'aula di Palazzo Madama: "Rafforzare la difesa non vuol dire solo comprare armi”. Opposizioni all’attacco. Renzi fa 5 domande. La sua replica: “Esercito europeo non all'ordine del giorno”. Poi esclude manovre correttive
1 minuti di lettura

Giorgia Meloni riferisce al Senato in vista del Consiglio europeo su Ucraina e riarmo Ue di giovedì. "Rafforzare la difesa non vuol dire solo comprare armi”, ha detto la premier. E nella replica dopo aver escluso una manovra correttiva - richiesta da Matteo Renzi, “per la famiglia” - Meloni ha chiuso all’ipotesi di un “esercito europeo”. “Non è all'ordine del giorno”, ha detto la premier precisando che il piano di difesa Ue è “annuncio roboante rispetto alla realtà”. “La sfida europea deve essere costruire un solido pilastro europeo della Nato”, ha continuato la premier. “Da patriota metterò questa nazione in sicurezza”, ha concluso.

Sei le risoluzioni presentate: quella sottoscritta dai gruppi di maggioranza (l’unica su cui il governo ha dato parere favorevole quindi l’unica che si vota a Palazzo Madama), una del Pd, quella proposta dal M5s, una di Italia viva, una di Avs, e un'altra di Azione. In serata il via libera del Senato alla risoluzione di maggioranza con 109 sì.

Senato approva risoluzione di maggioranza sul Consiglio Ue

Con 109 voti favorevoli, 69 contrari e 4 astensioni l'Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sugli impegni del governo al Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Sottoscritto da tutti i gruppi di centrodestra, il documento è stato votato dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Aula. Di conseguenza le altre 5 risoluzioni, proposte da altrettante forze di opposizione, decadono.
La risoluzione si articola in 12 impegni, non cita il piano di riarmo varato dalla Commissione europea e ribadisce, fra l'altro, il sostegno all'Ucraina "per tutto il tempo necessario, fermo restando l'auspicio di una rapida conclusione dei negoziati di pace", l'impegno del governo a "una politica di difesa che rinforzi le capacità operative degli Stati nazionali europei nel quadro dell'alleanza Nato" e rimarca la necessità di opporsi a eventuali proposte di tasse aggiuntive nel negoziato sul prossimo bilancio della Ue.

Malan (FdI): “Difesa riguarda la sicurezza globale della nazione”

La Difesa riguarda la "sicurezza globale della nostra nazione, dei confini, dal terrorismo, dagli attacchi informatici, che possono fare più danni delle bombe". Lo ha detto Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni in vista del consiglio Ue. "Non è una questione di acquisti di armi", assicura Malan. "Tutti i governi hanno sottoscritto l'impegno ai vertici della Nato. Il Conte 2 ha continuato a prendere queto impegno, ha aumentato le spese di 6 miliardi nel 2019", ricorda il capogruppo di Fdi. "Non si tratta di cedere sovranità, ma che l'Europa la usi meglio è quanto detto dal presidente Meloni", sottolinea. "Invece parte dell'opposizione chiede di cedere ulteriori pezzi di sovranità", dice ancora.

Romeo (Lega): “Lega contro RearmEu e vedo anche gruppi opposizione”

"Come Lega, ci siamo opposti subito a questo piano che è stato presentato senza alcun negoziato con nessuno e dalle cifre astronomiche. Come mai ora che si sta andando verso una soluzione diplomatica improvvisamente si vogliono spendere tutti quei soldi in armi?". Così il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, nella dichiarazione di voto sulle comunicazioni della premier Meloni in vista del Consiglio europeo.

"E' un piano senza visione e con rischio di pesanti ricadute sulle spese sociali che generano ansia e sfiducia - ha aggiunto - E noto che queste perplessità non sono condivise solo dalla maggioranza, magari in forme diverse, ma anche nell'opposizione. Quindi c'è una stragrande maggioranza del Parlamento che vede con perplessità questa corsa agli armamenti". Poi rivolgendosi alla premier, Romeo ha ribadito che la Lega è contraria all'invio di soldati italiani in Ucraina e che "lei, su questo, ha dato ampie rassicurazioni", aggiungendo di preferire l'opzione di zone cuscinetto smilitarizzate. Quindi ha concluso: "Altra questione invece è la necessità di potenziare la sicurezza interna, dei confini nazionali ed esterni" ripetendo che la risoluzione di maggioranza è stata "ben redatta dal governo, è nella filosofia giusta. Speriamo di riuscire a indirizzare il Consiglio europeo su quello che è il nostro obiettivo".

Boccia (Pd): “Meloni tra Europa e Trump ha scelto Trump”

"Tra Trump e l'Europa, Meloni ha scelto Trump". Lo dice il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia in aula a Palazzo Madama nel corso del dibattito sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. "Peggio del suo silenzio imbarazzato da due mesi a questa parte sulla politica estera ci sono solo le parole imbarazzanti di uno dei suoi vicepremier il cui unico obiettivo è diventare più trumpiano di lei. Nello stravolgimento dell'ordine mondiale cui stiamo assistendo, lei Presidente da che parte sta e dove sta portando l'Italia? Il ruolo di pontiere è fallito. Deve decidere se difendere un'alleanza politica a scapito evidente degli interessi europei e quindi nazionali", continua Boccia.

(ansa)

"Credo, infatti, ormai sia chiaro a tutti che per il neo presidente americano, non solo l'Unione Europea non è un interlocutore autorevole, ma è un ostacolo, un impaccio nella sua prepotente corsa egemonica fondata sul dividi et impera. Il presidente americano ha annunciato dal prossimo primo aprile dazi dal 10 al 25 per cento sulle importazioni Ue di acciaio, alluminio e prodotti derivati e minacci dazi al 200 per cento, 200 per cento, sui nostri vini. Dazi che avranno un impatto devastante sulle nostre economie. Sui migranti ci ha detto: parlano i numeri! No signora presidente, non sono numeri ma vite, vite spezzate o umiliate o torturate come quelle finite nelle mani di un torturatore come Almasri poi vergognosamente scarcerato e riportato a casa. A proposito? E'un vostro alleato si o no? Sull'Albania denunciamo ancora lo scandalo. Abbiamo appreso dalle sue parole che i migranti sono più pericolosi della politica dei dazi imposta da Trump e che semmai il problema è la reazione della UE al protezionismo e non l'amministrazione USA che ci taglieggia. Ecco perché tra Trump e l'Europa, lei ha scelto Trump. L'Unione europea sta cercando di rispondere in maniera unitaria con una serie di contromisure per proteggere aziende, lavoratori e consumatori. Deve essere chiaro a tutti che la risposta univoca europea non può e non deve lasciare spazio a tentativi vani e inefficaci di contrattare per via bilaterale le proprie posizioni. Noi siamo convinti che l'Unione Europea debba intervenire con contromisure, applicando dazi a partire dai servizi e i diritti di proprietà intellettuale delle Big Tech. Lei è pronta a mettere i dazi su questi servizi oppure accetterà passivamente che la nostra economia nazionale sia colpita dalle scelte scellerate della presidenza americana? Lei è pronta a far pagare Elon Musk o a pagare devono essere solo i produttori di vino italiani?", conclude l'epsonente Pd.

Patuanelli (M5S): “Maggioranza voterà compattamente sul nulla”

"Questo è il governo più diviso d'Europa: avete avuto tre posizioni diverse e questo mostra la debolezza con cui lei sta in Europa, è alla guida dell'esecutivo più debole che c'è". Lo ha detto il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli durante l'intervento in dichiarazione di voto in Aula al Senato sulle comunicazioni della premier Meloni. "Ha citato l'incremento della spesa in difesa durante il Conte 1 - ha aggiunto - ma era un accordo sottoscritto prima da Renzi e non messo in discussione. Non abbiamo mai sostenuto che non bisogna spendere in difesa, diciamo che bisogna razionalizzare la spesa visto che già così l'Europa spende più della Russia" in questo settore. Ma "questo piano è una follia ed è il contrario di quello che serve oggi all'Europa".

"Anche sulla risoluzione di maggioranza - ha concluso - continuerete a dire che siete compatti ma il testo è completamente vuoto e per la prima volta quando si parla di sostegno all'Ucraina non c'è l'aggettivo 'militare'. Voi voterete compattamente sul nulla". "Ha citato Pericle - ha concluso - io le cito una frase forse erroneamente attribuita ad Aristotele: non dire niente, non fare niente è non essere niente. Evidentemente non dite niente, non fate niente, non siete niente".

Renzi fa consegnare lettera a Meloni: via segreto Stato su vicenda autogrill

Matteo Renzi fa recapitare dagli assistenti di aula in Senato una lettera alla premier Giorgia Meloni nella quale chiede che venga tolto il segreto di Stato sull'incontro tra lui e Marco Mancini, all'epoca dirigente del Dis, nell'autogrill di Fiano Romano. "se davvero credi alla trasparenza delle istituzioni e rispetti le opposizioni, ti chiedo di essere, per una volta, coerente. Ogni giorno che passa ripeti come un mantra la frase che non sei ricattabile. Siccome non lo sono nemmeno io, permettimi di dimostrarlo. Togli il segreto di Stato che è stato apposto sulla 'vicenda autogrill'. Perché è davvero una barzelletta che l'Italia che riporta a casa il criminale libico senza spiegare in che cosa consiste il segreto di Stato, che l'Italia che non riesce a dire chi ha spiato con Paragon un giornalista o un attivista politico, metta il segreto di Stato per una banalissima fermata all'autogrill di un parlamentare dell'opposizione", scrive l'ex premier.

"Io non ho problemi a conoscere la verità. Diceva un predecessore tuo e mio, molto più autorevole di entrambi, Aldo Moro: 'Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta a essere coraggiosi'. Sii coraggiosa, Giorgia, se sei capace. Io non ho nulla da temere. E sotto la mia presidenza non si sono mai verificati strani casi come quello accaduto sotto casa tua, alla macchina del tuo (ex) fidanzato, nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre 2023. Strani casi in cui in un primo momento sono stati chiamati in ballo uomini della tua scorta che poi, casualmente, sono stati allontanati dal tuo dispositivo. Tutte cose che - sia chiaro - a me non interessano. A me non interessa di te, del tuo ex compagno, della tua macchina, della tua scorta. Mi interessa del Paese. L'Italia ha messo il segreto di Stato su una sosta all'autogrill. Non ti sembra ridicolo e assurdo? Togli il segreto, tu puoi farlo. E piuttosto vieni in aula e mettici la faccia, spiegando che cosa hai fatto sulla vicenda Al-Masri e chi ha utilizzato in modo illegittimo Paragon", conclude.

Alfieri (Pd): “Destra non menziona difesa comune e 'Rearm'”

"Nella risoluzione del centrodestra al Senato in vista del consiglio europeo che discuterà soprattutto della sicurezza del nostro continente non c'è alcun riferimento alla difesa europea, al libro bianco o al piano della Von der Leyen. Ma solo un riferimento di due righe ad 'una politica di difesa che rinforzi le capacità degli Stati nazionali europei nel quadro dell'alleanza Nato’. Ma allora la presidente del Consiglio non è mai andata a Bruxelles. Evidentemente la Meloni che ha approvato qualche giorno fa le linee di indirizzo del piano von der Leyen al Consiglio europeo straordinario era una controfigura ". Così su Facebook il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri a Palazzo Madama.

Gasparri: “Sicurezza è all’ordine del giorno, FI auspica soluzione”

"Il tema della sicurezza c'è, è all'ordine del giorno da 70 anni, non da oggi. E non è che lo dovevamo risolvere oggi pomeriggio, è una questione che incombe sull'Europa da qualche tempo e noi di Forza Italia ci auguriamo che si trovi una soluzione". Lo ha detto in Aula il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, nella dichiarazione di voto sulle comunicazioni della premier Meloni per il prossimo Consiglio europeo.

Gasparri rivolgendosi - senza citarlo - al senatore Matteo Renzi che era intervenuto prima, ha detto: "Di sicurezza si parla in un apposito organismo parlamentare (il Copasir, ndr), non si va all'Autogrill a parlare di servizi segreti. Io all'Autogrill ci vado, ma a comprare un panino quando sto in giro, non a parlare della sicurezza". Quindi ribadendo che "Forza Italia è una forza di responsabilità ed europeista", ha concluso: "La difesa è premessa della libertà e della democrazia e noi vogliamo la difesa integrata per essere liberi e democratici".

Renzi replica, ma Meloni non è in Aula, 'scappa e non risponde'

Il fondatore di Italia Viva Matteo Renzi interviene in dichiarazione di voto dopo la replica di Giorgia Meloni, ma la premier ha lasciato l'Aula. E lui ripropone in diretta tv le stesse domande che le aveva rivolto in discussione generale, dopo le comunicazioni rese dalla premier in vista del Consiglio Ue, alle quali lei però aveva detto "di non voler rispondere per non fare pubblicità al libro" scritto da Renzi. E sono soprattutto le domande sul caso Almasri e sullo spionaggio con Paragon del direttore di Fanpage a scatenare la protesta della maggioranza e gli applausi delle opposizioni, Pd compreso. "Fino a quando non risponderete sul perché avete rimpatriato il libico Almasri" con un volo di Stato invece di confermare l'arresto della Digos, "non sarete credibili sul tema dei migranti" grida Draghi rivolgendosi alla poltrona lasciata vuota da Meloni, mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano continua a scrivere con il telefonino senza guardarlo. "Meloni scappa e non risponde", dichiara più volte il senatore di IV. Al termine del suo intervento, breve botta e risposta tra Renzi e il Presidente del Senato Ignazio La Russa. La senatrice di Nm Micaela Biancofiore infatti, attaccando Renzi che aveva accusato la premier di "avere poco coraggio", si rivolge direttamente al fondatore di IV invece che alla presidenza, come prevede invece il regolamento. Così, mentre Renzi grida alla volta di La Russa invitandolo a riprendere Biancofiore, il presidente del Senato gli chiede le ragioni "della protesta". E Renzi, affiancato da Raffaella Paita, grida rivolgendo il braccio verso la presidenza: "E' a te che si deve rivolgere!". La Russa sorride, ma Biancofiore nel frattempo cambia argomento e continua il suo intervento in difesa delle ragioni della presidente del Consiglio. Nel frattempo, concluso anche l'intervento di Biancofiore, Meloni torna a fare il suo ingresso nell'Aula di Palazzo Madama

Calenda: “Meloni al bivio, spero scelga Ucraina e Ue”

"Stiamo vivendo e assistendo alle macerie politiche e morali del bipolarismo ed è inutile che ci buttiamo una coperta sopra: possiamo discutere se nella relazione del Pd la critica a ReArm sia radicale o pesante, possiamo non aver sentito Borghi" su von der Leyen o "sentir dire 'meno armi, più sanità' da tutti i partiti che hanno rifiutato 38 miliardi di Mes sanitario" ma il punto è che "bisogna usare le parole per quelle che sono" e la ragione "per cui in tutta Europa si stanno facendo preparativi per essere più indipendenti è perché non possiamo più contare sugli Stati Uniti d'America. Io sono il più atlantista degli atlantisti, per me la Nato ci ha assicurato la libertà", ma non c'è più quella situazione. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda intervenendo in dichiarazione di voto sulle risoluzioni sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Senato.

La "deriva interna che Trump sta prendendo tradisce tutti i valori delle democrazie liberali", ha aggiunto. "Meloni - ha concluso - ha tenuto la barra dritta sull'Ucraina ma si troverà a un bivio quando quello che emergerà è che Trump lascerà l'Ucraina indifesa e sguarnita e a quel punto quello è il bivio dove dovrà scegliere e spero stia con l'Ucraina e l'Europa".

Renzi: “Meloni non risponde, non ha coraggio, non è libera né felice”

"Dov'è la grande leader dell'opposizione che ci attaccava quando eravamo al governo? Il ponte con Trump è diventato un ponte levatoio, Trump non l'ha ancora ricevuta e va al consiglio europeo senza un linea e senza avere avuto il coraggio di rispondere alle nostre domande, ha citato Pericle ma io le dico che se la felicità e la libertà dipendono dal coraggio Giorgia Meloni non è né felice né libera". Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi intervenendo in Aula al Senato e citando le parole della premier in conclusione del suo discorso.

Fratoianni: “Meloni parla come una componente del governo Trump”

"Quelle al Senato di oggi pomeriggio sembravano parole di una ministra del governo Trump, non certo della presidente del consiglio italiana. Francamente trovo incredibile continuare con un atteggiamento che colloca il nostro Paese dove non dovrebbe stare, per poi giustificare una folle corsa al riarmo”. Così Nicola Fratoianni di Avs commenta le parole di Meloni parlando con i cronisti davanti a Palazzo Madama.

"Ho la netta impressione che la destra del nostro Paese - prosegue il leader di SI - non abbia capito da che cosa dobbiamo difenderci: innanzitutto da una guerra commerciale senza regole scatenata dal suo amico Trump nei confronti della nostra economia. Di fronte a tutto questo nessuna risposta se non la giustificazione del piano di Ursula von der Leyen che ripeto è un piano suicida per la Ue, e che è inutile presentare come un'iniziativa - conclude Fratoianni - che non determinerà tagli ulteriori alla spesa sociale, al welfare e ulteriori conseguenze negative anche sui salari degli italiani. Perché è questo che esattamente accadrà".

Calenda a Meloni, patria si difende in comune con Europa

"Lei si troverà a un bivio, perché Trump lascerà l'Ucraina indifesa e sguarnita. È il bivio della storia dove lei dovrà scegliere. La scelta è riarmarci per garantirci contro un dittatore. La patria è quella che si difende in comune con L'Europa". Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, nell'Aula del Senato.

Parere favorevole del governo alla risoluzione della maggioranza in Senato

Il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha dato a nome del governo parere favorevole sulla risoluzione presentata dalla maggioranza nell'aula del Senato dopo le comunicazioni della presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sul Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. Il ministro ha espresso parere contrario sulle altre cinque risoluzioni, presentate rispettivamente da M5S, Iv, Avs, Pd e Azione. Sono ora iniziate le dichiarazioni di voto prima del voto sul documento.

Meloni: “Da patriota metterò questa nazione in sicurezza”

"Proprio perchè sono una patriota metterò questa Nazione in sicurezza, come dice la Costituzione difendere la Patria è un sacro dovere di un cittadino". Così la premier Giorgia Meloni, concludendo la replica al Senato dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

Meloni: ok Conte a 2% Pil a Difesa per compiacere qualcuno?

"Se il M5S ci dice di essere un partito antimilitarista, ci dice che il ministro Crosetto è un guerrafondaio, io rispetto questa posizione, ma non ho capito: quando il presidente del Consiglio Conte sottoscrisse l'impegno di arrivare al 2% del Pil in Difesa, perché lo fece se non era d'accordo? Io sono d'accordo che l'Italia debba rafforzare la sua difesa, ma se voi non eravate d'accordo perchè lo avete fatto? Dovevate compiacere qualcuno?". Lo ha detto nell'Aula del Senato, rivolgendosi agli esponenti M5s, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì.

Meloni: “Un esercito europeo non è all'ordine del giorno”

"Un esercito europeo non è all'ordine del giorno. I sistemi di difesa sono basati su eserciti nazionali che all'occorrenza si coordinano". Così la premier Giorgia Meloni, replicando al Senato dopo le sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, e citando in particolare il senatore leghista Claudio Borghi che era intervenuto sul tema rivolgendosi alla premier.

Meloni: “Piano difesa Ue annuncio roboante rispetto a realtà”

"Senatore Borghi, sono d'accordo con lei, non funziona la narrazione di dire non ci sono soldi per fare nulla, e poi ci sono all'improvviso 800 miliardi per la difesa. I soldi non ci sono neanche qui, perché non stiamo parlando di nuove risorse dell'Ue, o di soldi tolti ad altri bilanci: parliamo di una ipotetica possibilità che gli Stati possano fare maggiore deficit. È un annuncio molto roboante rispetto alla realtà e alla natura di quanto viene proposto, e bisogna segnalarlo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, in Aula al Senato, in sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo, rispondendo a Claudio Borghi, della Lega.

Meloni: “Manovra correttiva non è nei radar nel governo”

"Una manovra correttiva non è nei radar del governo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle repliche dopo le sue comunicazioni in Aula al Senato rispondendo a una domanda del senatore Matteo Renzi.

Meloni: bandiere della pace non sventolate da estrema destra

"Senatore Casini, non so a chi si riferiva parlando dell'estrema destra pacifista. Le bandiere della pace in Italia non le abbiamo viste sventolare dall'estrema destra e questo è chiaro a tutti". Così la premier Giorgia Meloni, replicando al Senato dopo le sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Dazi: Meloni, ragionare in maniera pragmatica non per istinto

"Non ho certezza, bisogna ragionare in maniera pragmatica più che rispondere per istinto". Lo dice, in sede di replica, la premier Giorgia Meloni dopo la discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue al Senato, parlando del tema dei dazi e delle risposte dell'Europa. "Il rischio è colpire noi stessi", dice la premier.

Meloni, sfida europea è costruire solido pilastro della Nato

"Continuo a ritenere che la sfida europea sia quella di costruire un solido pilastro europeo della Nato. C'è il rischio duplicazione". Lo dice, in sede di replica, la premier Giorgia Meloni dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue al Senato.

Al Senato presentate sei risoluzioni in vista Consiglio Ue

Finita la discussione sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni al Senato, il presidente Ignazio La Russa ha annunciato che sono state presentate sei risoluzioni: quella proposta dal M5s, quella sottoscritta dai gruppi di maggioranza, una di Italia viva, una di Avs, una del Pd e un'altra di Azione.

Ronzulli (FdI): “Investire nella difesa non deve essere un tabù”

"Investire nella difesa non può e non deve essere un tabù, in contrapposizione con le risorse che investiamo nella sanità e nella scuola. Senza la nostra sicurezza le nostre libertà e diritti smettono di esistere. La sicurezza è una precondizione di libertà". Lo ha detto la senatrice Licia Ronzulli (FI) intervenendo nella discussione generale al Senato dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Oggi "a livello internazionale non è il tempo delle passerelle ma il tempo della ragionevolezza. E' la linea del centrodestra, anche oggi ci presentiamo con una risoluzione unitaria nonostante le differenze. Differenze che non vengono soffocate ma che valorizzano l'unità che abbiamo raggiunto in nome della responsabilità. Una risoluzione che consegna a Meloni un mandato forte per rappresentare l'Italia in questi momenti difficili".

Centinaio (Lega): “Per von der Leyen allevare mucche inquina, costruire armi è green”

"Noi dell'Europa ci fidiamo un po’ poco, per fortuna che c'è lei presidente Meloni. L'Europa parla a paroloni di competitività, per fortuna che l'Italia c'è e farà valere gli interessi del nostro paese, perché l'Europa qualche danno ce lo ha creato, pensiamo per esempio all'agricoltura, la von der Leyen ci dice che allevare mucche inquina, costruire armi è green". Lo dice Gian Marco Centinaio, senatore della Lega, intervenendo in Senato in discussione generale dopo le comunicazioni del premier Meloni.

Scurria (FdI): “Centrodestra compatto a differenza del Pd”

"La risoluzione unica che ci apprestiamo a votare oggi mostra la solidità della maggioranza. E questa non è una notizia, perché è da tre anni che la maggioranza vota in modo compatto. La notizia di oggi, piuttosto, è che il Pd ha presentato una risoluzione unica e unitaria, non era affatto scontato viste le divisioni nel partito". Lo dice, nell'Aula del Senato, nella discussione generale a seguito delle comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il senatore di Fratelli d'Italia Marco Scurria.

"Del resto l'articolo 1 di questa risoluzione - prosegue - afferma di continuare a sostenere l'Ucraina salvo accordo di pace, perché noi abbiamo difeso l'Ucraina per tre anni, anche quando l'opposizione, anzichè fare manifestazioni a favore di Kiev, mostrava mal di pancia sul sostegno al Paese invaso. Soprattutto in politica estera - osserva il parlamentare di FdI - serve coerenza".

"Oggi l'Italia svolge un ruolo nel mondo per come ha saputo agire da protagonista. Un articolo del 15 marzo uscito su Le Figaro - continua - racconta che l'economia italiana ha mostrato resilienza e ottenuto grandi risultati. Ciò dimostra la differenza tra l'apocalisse paventata in campagna elettorale se avesse governato Giorgia Meloni e la realtà dei fatti. Questa - conclude Scurria - è l'Italia che con pazienza e vigore lavora per rimettere a posto i danni ereditati e ridare slancio alla nostra economia".

Gelmini, sforzi Meloni per difesa comune, imprescindibile alleanza con Usa

"Sull'Ucraina la linea politica del nostro Paese non cambia. L'Italia è schierata, senza se e senza ma, al fianco del popolo ucraino. Sbagliano le opposizioni a chiedere al presidente del Consiglio di scegliere tra Europa e Stati Uniti, piuttosto riconoscano e sostengano gli sforzi che Giorgia Meloni sta facendo per una difesa comune europea e per rinsaldare l'alleanza con gli Stati Uniti, per noi storica e imprescindibile". Così la senatrice di Noi moderati, Mariastella Gelmini.

Renzi: “Meloni smetta di inseguire Trump, scelga De Gasperi”

"Presidente, le dico di essere un po’ più sovranista. Lei sta cercando il bacio della pantofola con Trump. È andata più volte a incontrare Trump in occasioni non ufficiali ma non è stata ancora invitata alla Casa Bianca, come è successo a Starmer e Macron (premier britannico e presidente francese, ndr). Spero accada presto. Ma anziché inseguire Trump, riprenda la lezione di Alcide De Gasperi del 1951 sulla difesa europea quando dice che non può essere solo una questione di armi, ma di giustizia sociale e di libertà. E' questo il modello a cui l'Italia deve guardare, non inseguire Trump come sta facendo lei". L'ha detto il senatore di Italia viva, Matteo Renzi, intervenendo in Aula e rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni.

Renzi: economia, Almasri, Paragon, dazi e Ai, le 5 domande a Meloni

"Meloni ci ha chiesto di dare un segnale di unità e ascolto. Quindi le faccio 5 domande e in base alle risposte decideremo il nostro voto. Presidente Meloni intendete presentare una manovra correttiva per le famiglie italiane sì o no? Dio, patria e famiglia, la famiglia ve la siete scordata. Il criminale libico Almasri è stato da lei scarcerato, lo ha fatto perchè c'era un cavillo giuridico o come ha detto il 'portavoce' del governo Bruno Vespa perché c'era un interesse internazionale? Sul caso Paragon il governo ha chiesto di intercettare il giornalista Cancellato sì o no? Sull'intelligenza artificiale dopo aver fatto parlare il Papa al G7 è sparita. Infine, io non condivido la sua linea sui dazi: Confindustria è terrorizzata dai dazi, non dia retta da Salvini e Lollobrigida, non sono 'dazi vostri', ma sono 'dazi amari'". Così il leader Iv, Matteo Renzi, durante la discussione generale in Senato a seguito delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Renzi a Meloni: “Ci sarà manovra correttiva per le famiglie?”

"La presidente Meloni ci ha chiesto di dare un segnale di ascolto e di unità. Dice che i mercati finanziari ci stanno promuovendo ma l'economia delle famiglie non si è accorta di questi successi. Presidente intendete presentate una manovra correttiva o no?". Così il leader di Iv Matteo Renzi intervenendo nell'aula del Senato dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Licheri (M5S) a Meloni: “In Europa accucciati e generate paura tra italiani”

"Presidente Meloni, è un piacere rivederla al Senato, sono tre mesi che non si faceva vedere da queste parti ed è difficile credere che in questo lasso di tempo non si accaduto nulla. Vediamo che lei sente la circostanza e ha bevuto tre bicchieri d'acqua e le chiediamo di stare attenta perché come dice il ministro Lollobrigida ha detto che fa male. Secondo quello che ha detto le armi non saranno più armi ma faranno bene a tutti, a cittadini e imprese. Dopo che per tre anni avete parlato di coperta corta come riuscirete a far accettare al paese un indebitamento di 30 miliardi? come sta facendo oggi, generando paura. Poi racconterete agli operai che se non possono costruire carburatori per le auto potranno farlo per i carri armati. Voi nel tavolo europeo non siete andati a sedervi, siete andati ad accucciarvi". Lo dice in aula al senato il senatore M5S, Ettore Licheri, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Terzi: “Piano riguarda deterrenza, non il riarmo immotivato”

Quanto previsto dai piani europei riguarda "la deterrenza, non il riarmo immotivato. Si tratta anche di tecnologie avanzate, che possono essere utili per la crescita della nostra economia, con queste armi si contrasta anche la disinformazione". Lo ha detto Giulio Terzi di Sant'Agata, in Senato per la discussione generale dopo le comunicazioni del premier. "L'Italia – spiega - chiede di scorporare dal debito gli investimenti in armamenti".

Casini: “Scelta dolorosa e impopolare ma difesa europea necessità ineludibile”

“In questi giorni siamo obbligati a parlare di riarmo ben sapendo che la definizione fa orrore a tutti noi, preferiremmo parlare di investimenti per scuola e sanità. Le armi sono uno strumento di morte e noi vogliamo la pace e la vita. Tutto ciò però non deve confondere nostre coscienze. Da Hitler in poi le armi e le guerre sono proprio sono proprie delle dittature, le democrazie si armano per difendersi e creare le condizioni di pace durevole”. Lo ha detto il senatore Pier Ferdinando Casini (Pd) intervendo in aula al Senato dopo le comunicazioni della premier Meloni.

"Oggi siamo messi davanti ad drammatico tornante della nostra vita dalla nuova presidenza di Trump che ci ha spiegato con le cattive che non è disposto a pagare per la nostra difesa. Per questo la Ue sta accelerando sul tema della difesa, guai però se si limitasse a un riarmo nazionale, gravante sui bilanci dei singoli stati, e non si inquadrasse su un progetto di difesa europeo di cui c'è una necessità ineludibile".

Sono "scelte dolorose e impopolari quelle di investire sulla nostra sicurezza ma dobbiamo realizzare questo obiettivo con Francia Germania Gran Bretagna". Confido che "pur tra le diverse visioni che abbiamo, l'Italia possa stare dalla parte giusta della storia".

Monti: “Non scaviamo solco tra due parti Occidente”

"La nostra sicurezza è messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggior alleato rispetto alla Russia che, con l'invasione dell'Ucraina, ha dimostrato di essere una minaccia per l'Ue. Con Trump gli Stati Uniti abbandonano il campo e la leadership indiscussa delle democrazie liberali fondate sullo stato di diritto, trovando più congeniale rapido il dialogo e il confronto con i regimi autocratici". Lo dice Mario Monti, senatore a vita, durante la discussione generale in Senato dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì.

"La presidenza Trump, imperiale nelle ambizioni e nei toni, sta portando gli Stati Uniti ad abdicare consapevolmente o meno a molte posizioni di leadership nella comunità internazionale. Si creeranno così dei vuoti che l'Europa potrà e dovrà riempire responsabilmente - aggiunge -. A livello internazionale c'è da parte degli Stati Uniti la tentazione evidente di abbandonare la leadership del governo multilaterale della globalizzazione da essi stessi lanciata: lo vediamo con il distacco o disprezzo nei confronti dell'Onu e con quanto annunciato sull'Oms".

"Ho ascoltato il suo monito che condivido: non scaviamo un solco tra le due parti dell'Occidente, non è l'Unione europea che lo sta creando, ma gli Stati Uniti. In questo momento i Paesi anglo-americani si aggrappano all'Europa", ricorda l'ex premier, che poi conclude sottolineando che "ci sono tantissimi cantieri per far avanzare l'Ue, che senza nessuna forma di inimicizia per gli Usa possiamo sviluppare con loro senza alcuna soggezione mentale, perché ognuno ha la sua piena dignità".

Renzi prepara il doppio intervento: “Meloni imbarazzante”

Matteo Renzi ha approfittato della pausa dei lavori per chiudersi nel suo ufficio a palazzo Giustiniani per provare il suo doppio intervento nell’aula del Senato. Parlerà solo lui per Italia viva. Due volte, appunto: fra poco, in sede di discussione generale, e poi a fine giornata in dichiarazione di voto. E partirà all’attacco della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a cui ha dedicato la sua ultima fatica letteraria. “Ha fatto un discorso imbarazzato e imbarazzante” dice il senatore di Rignano a Repubblica: “Per la premier influencer ho preparato 5 domande, vediamo se risponderà”.

di Giovanna Vitale

Al via al Senato la discussione su comunicazioni Meloni

È cominciata nell'Aula del Senato, con l'intervento dell'ex premier Mario Monti, la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo. A prendere la parola, tra gli altri, ci sarà anche il leader di Iv Matteo Renzi, che parlerà anche in occasione della dichiarazioni di voto successive alle repliche della premier.

Meloni consegna testo comunicazioni su Consiglio Ue alla Camera

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha depositato nell'aula della Camera, il testo delle comunicazioni, già rese in Senato, in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. La premier ha brevemente preso la parola dando appuntamento ai deputati a domani quando, dalle 9.30, si aprirà la discussione sulle sue comunicazioni.

Casini prenderà la parola in aula per il Pd

Sarà l’ex democristiano Pierferdinando Casini, il più “anziano” fra senatori della Repubblica, in Parlamento da 42 anni ininterrotti, a intervenire nell’aula del Senato per il Pd sulle comunicazioni della premier Meloni. Una scelta curiosa dovuta, si spiega, a due fattori: la richiesta dell’ex presidente della Camera, che da tempo aveva manifestato il desiderio di parlare a nome del gruppo; la volontà della segretaria Schlein di non offrire la ribalta - sul tema della difesa europea e del piano di riarmo - a nessun esponente della minoranza riformista. E infatti: “Casini è ecumenico, accontenterà tutti” si scherza alla bouvette prima della seduta.

di Giovanna Vitale

Meloni cita Pericle

“Non è un tempo facile quello nel quale ci è stato dato il compito di guidare questa nazione ma c'è una certezza: con una visione chiara, un po’ di coraggio e mantenendo la bussola dell'interesse nazionale l'Italia ha tutte le carte in regole per attraversare questa tempesta”, ha aggiungendo la premier Giorgia Meloni concludendo le sue comunicazioni al Senato. Meloni ha citato Pericle: "'La felicità dipende dalla libertà e la liberta dal coraggio e ce la metteremo tutto perché ai nostri figli non manchino né la libertà né felicità".

Meloni: “Chi è contro le spese per la difesa non si lamenti delle ingerenze Usa”

“Il paradosso è che chi oggi sventola le bandiere della pace contro le spese per la difesa si lamenta anche di una eccessiva ingerenza americana nelle nostre vicende.
Beh, signori, le due cose non stanno insieme. O demandi la tua sicurezza ad altri, e gli altri decidono per te, o impari a difenderti da solo e decidi tu. Le due cose non stanno insieme", ha proseguito la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo.

Meloni: “Rearm nome fuorviante”

“Ritengo che ReArm europe sia un nome fuorviante per i cittadini perché siamo chiamati a rafforzare le nostre capacità difensive ma oggi questo non significa acquistare banalmente armamenti" ma innanzitutto "semmai produrli" e ancora "rispetto al semplice potenziamento degli arsenali" anche "operatività, servizi essenziali, infrastrutture energetiche, catene di approvvigionamento: tutte cose che non si fanno semplicemente con le armi. Senza questo approccio non c'è difesa", ha ribadito la premier Giorgia Meloni in aula al Senato.

Meloni: “Un Paese che non può difendersi non può contare”

“Penso che gli italiani sappiano bene che sono state proprio le classi politiche concentrate solo su se stesse ad averci consegnato un'Italia debole. Ma non chiedete a me di lasciare questa nazione esposta, incapace di difendersi, costretta a dire sì, semplicemente perché non ha un'alternativa. Non sono la persona giusta per questo – ha continuato Giorgia Meloni – So che la libertà ha un prezzo, e so, che se non sei capace di difenderti da solo non puoi neanche decidere, contare, affermare il tuo interesse nazionale".

Meloni: “Per la difesa nemmeno un euro dei fondi coesione”

“Approfitto per annunciare che l'Italia non intende distogliere un solo euro dai fondi di coesione per la difesa e su questo siamo tutti d'accordo”, ha precisato ancora Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato, in vista del prossimo Consiglio europeo, parlando del Rearm Ue. La premier ha ricordato che gli 800 miliardi del Piano "non sono né risorse tolte da altri capi di spesa ne risorse aggiuntive europee" e che "l'Italia si è opposta a che una quota dei fondi di coesione venisse automaticamente spostata sulla difesa ed è una battaglia che abbiamo vinto".

Meloni: “Rafforzare la difesa non vuol dire solo comprare armi”

“Rafforzare le nostre capacità di difesa significa occuparsi di molte più cose rispetto al potenziamento degli arsenali". Occorre quindi un approccio a 360 gradi, perché "senza difesa non c'è sicurezza, senza sicurezza non c'è libertà", ha affermato ancora la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Meloni: “Non c'è sicurezza staccando Ue dagli Usa”

“È un banale dato di realtà che non è possibile immaginare una garanzia di sicurezza duratura dividendo l'Europa e gli Stati Uniti. È giusto che l'Europa si attrezzi per fare la sua parte - ha aggiunto Meloni - ma ingenuo pensare possa fare da sola fuori dalla cornice" della Nato.

(afp)

Meloni: “Truppe italiane in Ucraina mai all'ordine del giorno”

“Di fronte a proposte che rispettiamo ma non ci convincono, sempre ringraziando chi in questa fase si prende la responsabilità di fare delle proposte, sarò chiara di fronte a quest'aula: l'invio di truppe italiane in Ucraina è un tema che non è mai stato all'ordine del giorno, così come riteniamo che l'invio di truppe europee, proposto in prima battuta da Regno Unito e Francia sia un'opzione molto complessa, rischiosa e poco efficace", ha chiarito la premier Giorgia Meloni in Senato.

Meloni: “Sosteniamo gli sforzi di Trump per la pace”

Nel conflitto tra Russia e Ucraina, ha sottolineato la premier, "è lo stallo sul campo che oggi può portare ai negoziati della pace e penso si debba rivendicare con orgoglio il sostegno compatto e determinato al popolo ucraino. Dunque salutiamo positivamente questa fase e sosteniamo lo sforzo avviato dal presidente Trump".

Meloni: “Scelta di campo per Kiev da tutta la maggioranza”

"A distanza di oltre tre anni, arrivati al governo della nazione, quella scelta di campo è rimasta immutata, non solo per FdI ma per l'intera maggioranza di centrodestra che ha sempre e compattamente votato per questa linea”, ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo, rivendicando che quando la Russia aggredì l'Ucraina il suo partito "senza tentennamenti" scelse "da che parte stare", con "massimo sostegno al popolo ucraino che stava ricordando al mondo come la libertà fosse la cosa più preziosa e cosa fosse l'amor di patria". Una scelta, ha spiegato, fatta perché "i leader si distinguono dai follower, chi ha a cuore l'interesse nazionale non lo baratta per una manciata di voti facili".

(ansa)

Meloni: “Al fianco di Mattarella dopo gli attacchi russi”

Auguri al pontefice e solidarietà a Sergio Mattarella. "Con la stessa determinazione voglio dire che siamo al fianco del presidente della Repubblica ogni qual volta che viene attaccato per la sola ragione di aver ricordato chi sono gli aggressori e chi gli aggrediti”, ha precisato la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo, dopo aver ribadito che il sostegno dell'Italia all'Ucraina è rimasto "immutato".

(ansa)

Meloni: “Sostegno al popolo ucraino mai stato in discussione”

“Ho sentito molte ricostruzioni e vorrei ribadire alcuni punti fermi: il primo è la ferma e totale condanna della brutale aggressione all'Ucraina e il sostegno al popolo ucraino che non è mai stato in discussione", ha ripetuto in aula la premier Giorgia Meloni durante l'informativa in vista del Consiglio europeo.

Standing ovation bipartisan per gli auguri al Papa

Standing ovation bipartisan - dopo 7 applausi del centrodestra - quando Meloni fa gli auguri al Papa.

Papa Francesco in una foto, la prima da quando è stato ricoverato al Gemelli

Papa Francesco in una foto, la prima da quando è stato ricoverato al Gemelli

 (ansa)

Meloni: “Auguri al Papa, mai mancata sua forza e guida”

La premier ha anche rivolto “un affettuoso saluto al Santo Padre che mai ha fatto mancare la sua forza e sua guida. Il mio augurio, e interpreto il sentimento di quest'aula, e sono sicura di tutto il popolo italiano, di poterlo vedere prima possibile ristabilito del tutto".

Meloni: “Non è un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi”

"I dazi possono facilmente tradursi in inflazione indotta, con la conseguente riduzione del potere d'acquisto delle famiglie e il successivo innalzamento dei tassi da parte della Bce per contrastare il fenomeno inflattivo, come abbiamo già visto. Risultato: inflazione e stretta monetaria che frena la crescita economica. Non sono certa, insomma, che sia necessariamente un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi – ha continuato Giorgia Meloni, intervenendo in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio Ue – Per questo credo che le energie dell'Italia debbano essere spese alla ricerca di soluzioni di buonsenso tra Stati Uniti ed Europa, dettate più dalla logica che dall'istinto, in una ottica di reciproco rispetto e di convenienza economica”.

Meloni: “Con rappresaglie sui dazi tutti perdono”

“Sono convinta che si debba continuare a lavorare con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno di intesa e scongiurare una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né Stati Uniti né Europa – aggiunge la premier Giorgia Meloni durante le comunicazioni in Senato – Credo non sia saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie, che diventano un circolo vizioso nel quale tutti perdono”.

Banchi del governo occupati in ogni ordine di posto. Salvini non c’è

Banchi del governo occupati in ogni ordine di posto. Meloni tra Tajani e Giorgetti. Salvini non c'è, impegnato a Varsavia al vertice dei Trasporti. I primi due applausi, da destra, arrivano quando Meloni dichiara "l'Europa non sopravviverà se pensa di iperegolarizzare tutto" e "dobbiamo impedire che venga soffocata dalle sue stesse regole".

di Concetto Vecchio

Melon: “Vincere la sfida della competizione e non essere gregari”

“È importante che questo Consiglio segni passi avanti concreti per vincere la sfida della competizione e non condannarci a essere gregari", prosegue la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato, in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: “Decarbonizzazione sia sostenibile per imprese e cittadini”

Continua la premier in aula: “L'obiettivo deve essere assicurare un percorso di decarbonizzazione sostenibile per le nostre imprese e i nostri cittadini per risolvere il divario e ridurre le nostre troppe e troppo pericolose dipendenze strategiche". Sottolineando la necessità di rinunciare "agli eccessi ideologici che abbiamo purtroppo visto in passato"

Meloni in aula se la prende con la burocrazia di Bruxelles. Applausi della maggioranza

È una Giorgia Meloni con sfumature euroscettiche, quella che prende la parola in Senato. Se la prende con la burocrazia di Bruxelles e dice: se continua così, l’Unione ‘’non sopravviverà’’. Anche se poi aggiunge: faremo di tutto per farle cambiare rotta. Applausi dai banchi di maggioranza. Applausi, ovviamente, dalla Lega.

di Tommaso Ciriaco

Meloni: “Siamo in un tempo grave, ragionare insieme su scelte migliori”

Spero che affrontiamo tutti questo appuntamento "consapevoli del tempo grave che stiamo attraversando" e che "si possa ragionare insieme di quali siano le scelte migliori" per il nostro Paese, ha detto ancora la premier Giorgia Meloni durante l'informativa in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo.

Meloni: “Momento complesso e decisivo per il destino dell'Occidente”

"Ci troviamo alla vigilia di un Consiglio europeo che cade in un momento estremamente complesso per le vicende globali, e allo stesso tempo decisivo per il destino dell'Italia, dell'Europa dell'Occidente". La premier Giorgia Meloni è in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Schlein: “Sì alla difesa comune, no al riarmo dei singoli Paesi”

"Siamo gli unici che in tutta questa vicenda entrano nel merito delle questioni, a dire sì alla difesa comune e a dire come dobbiamo costruirla quella difesa comune, a dire no a ciò che va, con strumento europeo, a sostegno del riarmo dei singoli 27 Paesi. Le critiche sono puntuali" così come è chiaro "come chiediamo di cambiare le proposte che non vanno nella direzione di creare le basi di una vera difesa comune". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein nella riunione congiunta di senatori e deputati Pd. "Quindi abbiamo tutti gli elementi anche nel dibattito al Senato e alla Camera per far valere questa posizione e anche per far emergere tutta la contraddizione, la debolezza e l'inadeguatezza di questo Governo".

Ue, Schlein: “Maggioranza divisa, le posizioni di Meloni contro l’interesse nazionale”

"In questa sede istituzionale questa risoluzione ci permette di entrare a gamba tesa nelle contraddizioni di questa maggioranza. Le abbiamo viste chiaramente anche in questi giorni, credo che le vedremo anche nella risoluzione, se arriverà, vedremo cosa ci sarà e soprattutto cosa non ci sarà, perché sappiamo che hanno tre posizioni diverse sostanzialmente, ma soprattutto quello che è grave, e che io avrò cura di segnalare domani, è che le posizioni che ha assunto Meloni in queste settimane vanno contro l'interesse italiano". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nel corso dell'assemblea dei gruppi dem. "Questo è il punto vero, vanno contro l'interesse nazionale da diversi punti di vista. Loro non sono per la difesa comune, per ragioni ideologiche, ma pure molte delle critiche che qui confermiamo alle proposte che vanno avanti a Bruxelles, affondano le radici esattamente nella contrarietà a uno schema che rischia di approfondire le differenze tra i sistemi nazionali anziché fare un salto politico in avanti, che quello che oggi serve all'Europa davanti alla gravità di queste nuove sfide".

Meloni: “Troppe regole la soffocano, così l’Europa muore”

"Se l'Europa pensa di sopravvivere a questa fase pensando di iper regolamentare tutto invece di liberare le energie, semplicemente non sopravviverà. Serve una nuova visione: la politica deve tracciare la rotta, non la burocrazia. Faremo di tutto perché l'Europa non sia soffocata dalle sue stesse regole”, sottolinea Giorgia Meloni, parlando in Senato.

Salvini: “No a taglio fondi di coesione per comprare armi”

"Serve scorporare gli investimenti della Difesa e della mobilità militare dal calcolo sul deficit. Così come occorre evitare di tagliare i fondi di coesione per comprare armi. Ma soprattutto andranno coinvolti i privati e, superando le ideologie, incentivata la partnership tra i player europei e con gli Usa considerando l'impatto delle nuove tecnologie digitali sui trasporti". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini intervenendo al Consiglio informale Trasporti Ue a Varsavia, secondo quanto riferisce il Mit.

MATTEO SALVINI, VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
MATTEO SALVINI, VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

Salvini sente Meloni: Lega collante della maggioranza

"Questa mattina il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha sentito la presidente Giorgia Meloni prima del suo intervento in Senato per farle l'in bocca al lupo. Meloni e Salvini, in un clima come sempre cordiale e amichevole, hanno scherzato sugli ennesimi retroscena che raccontano di presunti litigi. Salvini ha ribadito a Meloni che la Lega è 'il collante della maggioranza'". Lo riferisce una nota degli staff, in cui "si ribadisce che Meloni e Salvini si sentono tutti i giorni dall'inizio della legislatura e continueranno a farlo. Salvini, come annunciato da giorni, è all'estero tra Varsavia e Bruxelles per lavorare ai dossier-infrastrutture".

Riarmo, la risoluzione di Azione: “Fermo sostegno a Ucraina e impegno difesa comune”

"Sostenere in sede di Consiglio europeo gli indirizzi sul mantenimento del fermo sostegno dell'Ue all'Ucraina, dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia, e sul futuro della difesa europea approvati il 12 marzo 2025 dal Parlamento europeo nelle due risoluzioni riprodotte, per la parte dispositiva, nelle premesse". È quanto si legge nella risoluzione di Azione depositata in Senato in vista delle comunicazioni della premier, Giorgia Meloni, prima del Consiglio europeo. Il testo - si fa notare - rappresenta la somma delle parti dispositive delle due risoluzioni approvate dal Parlamento europeo il 12 marzo scorso su Ucraina e difesa comune, che Azione riproduce integralmente, impegnando il governo a rispettarne gli indirizzi in sede di Consiglio europeo.

Risoluzione Pd: “Radicale revisione Rearm”

Il Pd chiede nella risoluzione che presenterà in Parlamento per le comunicazioni della premier Meloni che il governo si impegni a "promuovere una radicale revisione del piano di riarmo proposto dalla presidente von der Leyen" al fine "di assicurare investimenti comuni effettivi non a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, e di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l'acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un'unione della difesa".

I commenti dei lettori