Bonelli: “Avs ponte tra Pd e 5S, ripartiamo dal no alla guerra”
di Matteo PucciarelliAngelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde (Avs), a distanza di tre giorni: la piazza di sabato a Roma che indicazioni vi lascia?
«L’ho girata parlando con molte persone e il sentimento diffuso, tranne la parte portata da Carlo Calenda, è quella di profonda preoccupazione per la guerra, per il riarmo, oltre l’auspicio di andare uniti come centrosinistra».
Ma come si va avanti ora?
«Serve fare una sola cosa: recuperare il rapporto con il sentimento popolare. Un pezzo di establishment ha pensato che al governo ci si arrivasse con tecnicismi o formule: non funzionano più. Quella roba ha determinato la fortuna politica di Meloni. Occorre dire con chiarezza ciò che si vive nel quotidiano, la crisi socio-economica che aumenta le disuguaglianze, gli effetti delle crisi ambientali che vediamo quando si va a fare la spesa».
La piazza è stata una sveglia per tutti, ha detto Zingaretti a Repubblica. C’è un problema?
«Certo, altrimenti non saremmo qui, con al governo il partito più a destra del…
Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde (Avs), a distanza di tre giorni: la piazza di sabato a Roma che indicazioni vi lascia?
«L’ho girata parlando con molte persone e il sentimento diffuso, tranne la parte portata da Carlo Calenda, è quella di profonda preoccupazione per la guerra, per il riarmo, oltre l’auspicio di andare uniti come centrosinistra».
Ma come si va avanti ora?
«Serve fare una sola cosa: recuperare il rapporto con il sentimento popolare. Un pezzo di establishment ha pensato che al governo ci si arrivasse con tecnicismi o formule: non funzionano più. Quella roba ha determinato la fortuna politica di Meloni. Occorre dire con chiarezza ciò che si vive nel quotidiano, la crisi socio-economica che aumenta le disuguaglianze, gli effetti delle crisi ambientali che vediamo quando si va a fare la spesa».
La piazza è stata una sveglia per tutti, ha detto Zingaretti a Repubblica. C’è un problema?
«Certo, altrimenti non saremmo qui, con al governo il partito più a destra della destra. Non faccio nomi ma c’è stato e a volte rimane un atteggiamento di superiorità da parte di alcuni, che fa pensare ad esempio che non saremmo mai in grado di governare perché siamo troppo radicali. Al governo ci si arriva in maniera semplice e difficile: parlando un linguaggio chiaro di quel che si deve fare».
Come stanno insieme sensibilità diverse su un tema come il riarmo?
«Intanto serve consapevolezza. Pensiamo agli Usa, a quel che è successo ai democratici, che hanno abbracciato una mentalità bellicista. E poi un passaggio fondamentale è stato fatto: la posizione di Schlein, nostra e del M5S sul ReArm sono coincidenti, su questo si può creare un nucleo per l’alternativa. Insieme valiamo già più del 40 per cento».
C’è un pezzo di Pd che è andato contro la posizione di Schlein sul tema: tutto ciò la preoccupa?
«Non entro nel dibattito del Pd ma Schlein è stata eletta con le primarie. La sua posizione è quella più giusta e ci connette con quel che pensano le persone. Io non voglio giocare con la guerra, né lo voglio per i miei figli. Di armi ce ne sono già troppe: dovremmo scaricare il debito sulle generazioni future, tagliando la spesa sociale, per fabbricarne ancora? Non significa rendere indifesa l’Europa, ma trovare un coordinamento per razionalizzarne la spesa sì. Piuttosto, la Russia ha un giacimento di gas che da solo coprirebbe il nostro fabbisogno energetico per 700 anni: bisogna costruire l’autonomia energetica puntando sulle rinnovabili, un’energia di pace, democratica, popolare, a basso costo».
Secondo lei i 5 Stelle hanno sbagliato a non essere in piazza, come ha sostenuto l’ex segretario pd ieri su questo giornale?
«No, ognuno ha la sua sensibilità e la rispetto. Con l’approccio von der Leyen apriamo un’altra autostrada alle forze sovraniste, errori già fatti in passato, è una follia».
Sarete alla loro del 5 aprile?
«Conte ci ha invitato e noi ci saremo perché vogliamo essere pontieri».