È sulla richiesta di una "radicale revisione" del piano RearmEu che la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha trovato un punto di caduta per tenere unite le varie anime del partito per gli appuntamenti di oggi al Senato e di domani alla Camera, dove interverrà la premier Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di giovedì. A palazzo Madama, per il Pd, interverranno il presidente dei senatori Francesco Boccia e Pier Ferdinando Casini.
Nella risoluzione del Pd si chiede dunque di “promuovere una radicale revisione del piano di riarmo proposto dalla presidente von der Leyen, sulla base delle critiche e delle proposte avanzate in premessa, al fine di assicurare investimenti comuni effettivi non a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, e di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l'acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un'unione della difesa”.
L'obiettivo, si prosegue, è "collocare l'Italia da p…
È sulla richiesta di una "radicale revisione" del piano RearmEu che la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha trovato un punto di caduta per tenere unite le varie anime del partito per gli appuntamenti di oggi al Senato e di domani alla Camera, dove interverrà la premier Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di giovedì. A palazzo Madama, per il Pd, interverranno il presidente dei senatori Francesco Boccia e Pier Ferdinando Casini.
Nella risoluzione del Pd si chiede dunque di “promuovere una radicale revisione del piano di riarmo proposto dalla presidente von der Leyen, sulla base delle critiche e delle proposte avanzate in premessa, al fine di assicurare investimenti comuni effettivi non a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, e di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l'acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un'unione della difesa”.
L'obiettivo, si prosegue, è "collocare l'Italia da protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento". La risoluzione ribadisce poi "la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina” e “impegna il governo a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 51 della carta delle Nazioni Unite, promuovendo con urgenza un'iniziativa diplomatica e politica autonoma dell'Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione".
Schlein commenta così il risultato raggiunto: "Siamo gli unici che in tutta questa vicenda entrano nel merito delle questioni, a dire sì alla difesa comune e a dire come dobbiamo costruirla quella difesa comune, a dire no a ciò che va, con strumento europeo, a sostegno del riarmo dei singoli 27 paesi. Le critiche sono puntuali" così come è chiaro "come chiediamo di cambiare le proposte che non vanno nella direzione di creare le basi di una vera difesa comune".
La segretaria del Pd prosegue, spiegando di avere “tutti gli elementi anche nel dibattito al Senato e alla Camera per far valere questa posizione e anche per far emergere tutta la contraddizione, la debolezza e l'inadeguatezza di questo governo. In questa sede istituzionale, questa risoluzione ci permette di entrare a gamba tesa nelle contraddizioni di questa maggioranza".