Lella Costa, dai girotondi alla piazza per l’Europa: “Non perdiamoci di vista”
di Giovanna CasadioROMA - “E’ andata così: ero a Roma in scena con ‘Otello’ e Michele mi ha chiamata, ha detto: ‘Fai un salto in piazza’ e io: ‘Sono già lì’”.
Le voci della Piazza, insieme per l'Europa
Quindi Lella Costa era in piazza prima ancora di essere ‘convocata’ da Michele Serra. In realtà c’era dai tempi dei Girotondi, che forse pochi ricordano, ma sono state le piazze chiamate da Nanni Moretti e dai tanti artisti, intellettuali, società civile che non si rassegnava al berlusconismo. Anno 2002. Sono passati 23 anni. Lella Costa - attrice, commediografa, testimone dei tempi – nota le differenze tra quelle piazze e questa di sabato scorso. E butta il cuore oltre l’ostacolo: “Non perdiamoci di vista, l’esortazione con cui si è conclusa la manifestazione di sabato scorso, è stato un modo per riagganciarsi al movimento dei girotondi. Ma soprattutto cerchiamo di intercettare i più giovan…
ROMA - “E’ andata così: ero a Roma in scena con ‘Otello’ e Michele mi ha chiamata, ha detto: ‘Fai un salto in piazza’ e io: ‘Sono già lì’”.
Le voci della Piazza, insieme per l'Europa
Quindi Lella Costa era in piazza prima ancora di essere ‘convocata’ da Michele Serra. In realtà c’era dai tempi dei Girotondi, che forse pochi ricordano, ma sono state le piazze chiamate da Nanni Moretti e dai tanti artisti, intellettuali, società civile che non si rassegnava al berlusconismo. Anno 2002. Sono passati 23 anni. Lella Costa - attrice, commediografa, testimone dei tempi – nota le differenze tra quelle piazze e questa di sabato scorso. E butta il cuore oltre l’ostacolo: “Non perdiamoci di vista, l’esortazione con cui si è conclusa la manifestazione di sabato scorso, è stato un modo per riagganciarsi al movimento dei girotondi. Ma soprattutto cerchiamo di intercettare i più giovani, affinché trovino una loro voce”.
Lella Costa, lei era in piazza del Popolo sabato passato, come le è parsa?
“Molto bella, c’erano davvero tantissime persone. È stata una piazza sentimentale, nel senso che c’erano dei sentimenti anche ‘politici’. C’erano storie e posizioni individuali diverse, sia per piccoli dettagli che per grandi questioni. Però essere lì è stato importante, è stata una bella risposta di persone che volevano esprimere cose anche diverse”.
Se l’aspettava quella fiumana di gente?
“Michele Serra ha intercettato il bisogno di tantissime persone. Alcuni neppure sono riusciti ad arrivare in piazza bloccati in via del Babuino”.
Lei era in prima fila nella stagione dei Girotondi
“Sì, non ci siamo fatti mancare niente. Sia chiaro, sono ben contenta. Anche perché questo aiuta ad avere una ricchezza di sguardo. Mai mi sarei immaginata quello che è successo poi: dal Movimento 5 Stelle ai nazionalismi, alla destra che avanza. Né avremmo potuto prevedere la diffusione della Rete a questi livelli, la rapidità, poi il Covid, la guerra in Ucraina”.
Le somiglianze tra girotondi e la piazza di Serra?
”In entrambi i casi non sono state convocate dai professionisti della politica, che rispetto. Girotondi è stato il nome simbolo di quella stagione di vent’anni fa, Nanni Moretti c’era anche nella piazza di sabato. Allora la parola d’ordine era la difesa della Costituzione, ma c’è anche adesso questa somiglianza sentimentale”.
Un filo rosso nel tempo?
“Sì. C’è un filo che unisce questi che sono movimenti politici spontanei. Qui sta la potenza e la forza. Ecco, sarebbe bello il contagio in tutte le capitali europee, sarebbe bello un contagio virtuoso. Come è stato bello vedere i sindaci, con la fascia tricolore, allora ho pensato: non tutto è perduto. Molte persone perbene dicono di non riconoscersi in questo Paese, perciò serve una rete di cittadini che non si rassegnino al neofascismo e al nazionalismo. Credo ci siano tante persone pronte, io sono una piccolissima testimone. La piazza di sabato è una piazza per la democrazia. Penso ai livelli alti di astensionismo in Italia, mentre in Germania vanno alle urne il 70 o 80% degli elettori, da noi il 40%. Manca all’appello una bella fetta del Paese che evidentemente non si riconosce nell’offerta politica. La figura istituzionale di riferimento è Sergio Mattarella, è la personalità politica di maggiore rispetto, l’autorevolezza di Mattarella è il patrimonio più importante che abbiamo”.
Cosa alla fine resta delle piazze?
“Sono un patrimonio, spero che ne tengano conto i nostri rappresentanti, che diano ascolto. Vero è che non si può immaginare cosa viene dopo. Rispetto alla stagione dei girotondi c’è poi stata una situazione politica impensabile forse perché è precipitata la pazienza dei cittadini, si è arrivati a un livello di saturazione e ad affidarsi a qualcuno purché sia, votando Fratelli d’Italia. Il governo di Meloni si è presentato come il governo del ‘non vi preoccupate, ci penso io’. Tra le persone c’è uno scoramento, una disillusione”.
E a sinistra?
“Non perdiamoci di vista”.