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La pm antimafia Dolci: “Col tetto alle intercettazioni per indagare servirà una sfera di cristallo”

Alessandra Dolci

 (fotogramma)

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“La norma approvata darà luogo a contrastanti interpretazioni giurisprudenziali con il rischio nei successivi gradi di giudizio di travolgere prove su cui si era basata la condanna”
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Procuratrice Alessandra Dolci, il limite dei 45 giorni per le intercettazioni è ormai norma approvata. E vale anche per reati gravissimi: violenze e femminicidi, sequestri di persona, stragi, corruzione. Quanto inciderà quest'arma spuntata?

“Peserà molto. Perché bisognerebbe spiegare che risolvere un omicidio in 45 giorni di intercettazioni, più due proroghe di 20 giorni, è una previsione ottimistica, ma forse con l’aiuto di una sfera di cristallo si può. Per non parlare delle indagini in tema di corruzione”.

L’eventuale divieto del giudice alla proroga delle intercettazioni potrà essere impugnato. E con quali effetti sull'indagine, che può esserne demolita?

“Guardi che il mutamento di giurisprudenza di legittimità sulla necessità o meno di una doppia e distinta motivazione - sull’urgenza che induceva il pm a procedere direttamente ad intercettazione - aveva già travolto numerosi processi, specie in tema di stupefacenti”.

Quindi si rischiano altre complicazioni e freni?

“Si introduce …

Procuratrice Alessandra Dolci, il limite dei 45 giorni per le intercettazioni è ormai norma approvata. E vale anche per reati gravissimi: violenze e femminicidi, sequestri di persona, stragi, corruzione. Quanto inciderà quest'arma spuntata?

“Peserà molto. Perché bisognerebbe spiegare che risolvere un omicidio in 45 giorni di intercettazioni, più due proroghe di 20 giorni, è una previsione ottimistica, ma forse con l’aiuto di una sfera di cristallo si può. Per non parlare delle indagini in tema di corruzione”.

L’eventuale divieto del giudice alla proroga delle intercettazioni potrà essere impugnato. E con quali effetti sull'indagine, che può esserne demolita?

“Guardi che il mutamento di giurisprudenza di legittimità sulla necessità o meno di una doppia e distinta motivazione - sull’urgenza che induceva il pm a procedere direttamente ad intercettazione - aveva già travolto numerosi processi, specie in tema di stupefacenti”.

Quindi si rischiano altre complicazioni e freni?

“Si introduce un elemento di incertezza nei procedimenti che rischia poi di aumentare le difformità di decisione nei vari gradi di giudizio”.

Scusi la sintesi: a un latitante, a un violentatore basterà stare muto al telefono per i primi 45 giorni per potersela cavare?

“Altrettanto in sintesi. Basta ‘resistere’ all’ansia di comunicare con sodali e parenti per 45 giorni. Temo proprio di non poterle dare altra risposta”.

Si è usato l'argomento che solo questa misura potesse evitare la "pesca a strascico" delle intercettazioni. Ma siamo di fronte a un problema reale o a un timore della politica?

“La ‘pesca a strascico’ già la evita il giudice non autorizzando le proroghe e, mi creda, accade sovente. Certamente molto di più di quanto si voglia far credere”.

Sia lei che altri procuratori di uffici dí trincea avevate espresso rilievi tecnici, in audizione in commissione Giustizia. Perché non è stato tenuto in conto il parere di chi le inchieste le coordina?

“Bisognerebbe chiederlo a chi ha anche solo ignorato i rilievi sulla indeterminatezza della formulazione della norma che darà luogo a contrastanti interpretazioni giurisprudenziali con il rischio nei successivi gradi di giudizio di travolgere prove su cui si era basata la condanna”.

Ritiene che almeno sui reati da codice rosso si dovesse fare uno sforzo ulteriore e applicare una deroga: promessa ma che per ora non c'è?

“Mi sembra che proprio la mancata considerazione di questi aspetti non sia coerente con la sensibilità sino ad ora dimostrata per combattere il gravissimo fenomeno della violenza di genere”.

Lei coordina la distrettuale antimafia: quanti reati spia delle condotte mafiose possono sfuggire alle indagini grazie a questa stretta?

“Molti, purtroppo. Basti pensare che i principali reati spia ora sono i delitti a connotazione economica; parliamo sempre della raggiunta dimensione economica delle mafie, così è più difficile combatterle”.

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