Un «feticcio della sinistra sbriciolato» da Giorgia Meloni. Un testo, il manifesto di Ventotene, che tratteggerebbe un’Europa intesa come un super Stato «dirigista, centralista» e dai contorni «vagamente sovietici». Insomma un modello «illiberale» che inneggia «alla dittatura socialista», a cui FdI oppone «una diversa visione». Sono alcuni passaggi del dossier realizzato dall’ufficio studi di Fratelli d’Italia, propaggine della comunicazione di Palazzo Chigi, diretta dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.
Il dossier è stato pubblicato ieri mattina, alle 8.13, nel server interno a disposizione dei parlamentari della fiamma. Subito dopo la cena di Meloni a Bruxelles con gli eurodeputati, in cui la premier ha rivendicato, salvo poi smentire, di aver «fatto impazzire l’opposizione» nel discorso di mercoledì in aula a Montecitorio. Il titolo del file sembra confermare a pieno questa narrazione: «Nota informativa manifesto Ventotene - si legge - Giorgia Meloni demolisce la sinistra…
Un «feticcio della sinistra sbriciolato» da Giorgia Meloni. Un testo, il manifesto di Ventotene, che tratteggerebbe un’Europa intesa come un super Stato «dirigista, centralista» e dai contorni «vagamente sovietici». Insomma un modello «illiberale» che inneggia «alla dittatura socialista», a cui FdI oppone «una diversa visione». Sono alcuni passaggi del dossier realizzato dall’ufficio studi di Fratelli d’Italia, propaggine della comunicazione di Palazzo Chigi, diretta dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.
Il dossier è stato pubblicato ieri mattina, alle 8.13, nel server interno a disposizione dei parlamentari della fiamma. Subito dopo la cena di Meloni a Bruxelles con gli eurodeputati, in cui la premier ha rivendicato, salvo poi smentire, di aver «fatto impazzire l’opposizione» nel discorso di mercoledì in aula a Montecitorio. Il titolo del file sembra confermare a pieno questa narrazione: «Nota informativa manifesto Ventotene - si legge - Giorgia Meloni demolisce la sinistra».
Il testo, 7 pagine in tutto, è una disamina del manifesto firmato dagli antifascisti al confino Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. È il primo dossier così approfondito realizzato da FdI sull’argomento, ma segue una serie di note informali diramate dalla comunicazione di Meloni già dal 16 marzo, all’indomani della manifestazione per l’Europa lanciata da Michele Serra. Le stesse tesi offerte dalla presidente del consiglio in Parlamento due giorni fa, difatti, avevano già trovato largo spazio il 17 marzo sui giornali del gruppo Angelucci e negli interventi degli opinionisti più vicini alle posizioni della premier, come Francesco Giubilei.
Dopo un’introduzione sulle comunicazioni di Meloni in Aula, in cui viene riportato l’intervento che ha scatenato «il caos generalizzato» tra i deputati dell’opposizione, l’ufficio studi di FdI analizza la «genesi» del manifesto. Un documento «politico», si legge ancora, che avrebbe avuto come obiettivo «un’Europa federalista e socialista», con un’architettura di carattere rivoluzionario, contraria agli Stati nazionali. Parole che sarebbero «ancora attuali» per la sinistra italiana, prova ne è - sostiene il dossier dei “Fratelli” - che il manifesto sia stato distribuito proprio sabato scorso, a piazza del Popolo.
Dopo avere sostenuto che l’invettiva di Meloni «non è un oltraggio» alla memoria degli antifascisti al confino autori del documento, citato spesso dal presidente Sergio Mattarella, il dossier di FdI ricorda però ai parlamentari quale sia la linea: l’Europa «a cui aspiriamo non è quella del manifesto di Ventotene, al contrario», perché i meloniani sostengono «un modello confederale», «un’alleanza di nazioni sovrane». Seguono altri passaggi che da anni fanno parte della retorica anti-Bruxelles della destra: l’Ue non deve occuparsi di troppe materie, ma impegnarsi solo «sulle grandi questioni del nostro tempo». Senza diventare, come sarebbe per FdI il “modello Ventotene”, un super Stato dirigista, centralista che richiamerebbe contorni «vagamente sovietici».