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Marche, l’eurodeputato Pd Ricci pronto a candidarsi governatore per il centrosinistra

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L’annuncio: “La mia terra mi chiama e strappare la Regione a Meloni è troppo importante” anticipa l’ex sindaco di Pesaro. E in Puglia pronto un altro europarlamentare, il dem Decaro
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Roma. Temporeggia ancora un po’, ma per Matteo Ricci, eurodeputato del Pd, per due mandati sindaco di Pesaro ed ex presidente di Ali, lega delle autonomie locali, il dado è tratto: lascia l’Europarlamento e torna a fare politica a casa. Proprio questa sera a Osimo, venerdì 21 marzo, al teatro La Nuova Fenice, Ricci ha sciolto la riserva se restare a Strasburgo oppure candidarsi governatore nelle sue Marche con l’obiettivo di battere Francesco Acquaroli, l’uscente di destra, e restituire la Regione al centrosinistra.

"Quando tanti cittadini e il partito mi hanno chiesto di correre nelle Marche, lo sapevo già nella mia testa: non ho resistito al grande amore per la nostra terra", ha detto.. La "sfida è cambiare la regione". "Sarà un lungo percorso - ha osservato - l'ultima parola sulla candidatura è della coalizione ma avremo tutto il tempo per parlare di programma e trovare le convergenze necessarie".

L’avventura europea è durata pochi mesi per l’ex sindaco, animatore di molte ini…

Roma. Temporeggia ancora un po’, ma per Matteo Ricci, eurodeputato del Pd, per due mandati sindaco di Pesaro ed ex presidente di Ali, lega delle autonomie locali, il dado è tratto: lascia l’Europarlamento e torna a fare politica a casa. Proprio questa sera a Osimo, venerdì 21 marzo, al teatro La Nuova Fenice, Ricci ha sciolto la riserva se restare a Strasburgo oppure candidarsi governatore nelle sue Marche con l’obiettivo di battere Francesco Acquaroli, l’uscente di destra, e restituire la Regione al centrosinistra.

"Quando tanti cittadini e il partito mi hanno chiesto di correre nelle Marche, lo sapevo già nella mia testa: non ho resistito al grande amore per la nostra terra", ha detto.. La "sfida è cambiare la regione". "Sarà un lungo percorso - ha osservato - l'ultima parola sulla candidatura è della coalizione ma avremo tutto il tempo per parlare di programma e trovare le convergenze necessarie".

L’avventura europea è durata pochi mesi per l’ex sindaco, animatore di molte iniziative civiche, di reti di solidarietà anche con la senatrice Liliana Segre. Il suo ritorno in Italia è segno che la Ue è sempre il cimitero degli elefanti in politica? Niente affatto: replica Ricci. Deluso forse dai compiti che toccano a un europarlamentare? “Anzi mi dispiace molto lasciare. Ma la mia terra mi chiama e strappare la Regione alla Meloni è troppo importante”.In una lunga intervista al Corriere Adriatico, Ricci ha dato l’annuncio a sorpresa. In realtà è stato forte il pressing del Pd locale. Riguarda non solo Ricci: buona parte della classe dirigente dem che è stata candidata a Strasburgo, ha vinto facile con una riserva di preferenze personali.

Non sarà l’unico a tornare per correre alle prossime regionali. Già in pole c’è Antonio Decaro, record man di preferenze in Puglia, ex sindaco di Bari, amato da militanti e cittadini elettori. Decaro nicchia o finge di pensarci, però sembra avere già deciso per l’addio a Strasburgo e per riprendersi quel territorio a cui è legato visceralmente. Di nuovo alle battaglie nazionali quindi, con l’obiettivo di cimentarsi alle prossime regionali di Campania, Puglia e Marche ci sono tre pezzi da novanta europarlamentari: per la destra Fulvio Martusciello, che ha fin qui avuto la benedizione del segretario di Forza Italia Tajani e l’endorsement di Manfred Weber del Ppe. Mister centomila preferenze ha però adesso il problema della segretaria arrestata per il caso Huawei e le cose potrebbero cambiare. Sulla Campania pende il “caso” De Luca con il braccio di ferro sul terzo mandato su cui Elly Schlein ha chiuso: il 9 aprile la sentenza sul ricorso presentato dal governatore uscente. Un verdetto dopo cui anche la partita della Toscana si potrebbe sbloccare, se ci sarà o meno la candidatura bis di Eugenio Giani. L’ipotesi slittamento per le Regionali sembra chiusa, nonostante le speranze che vi riponevano i leghisti, Luca Zaia e Salvini in testa. Salvo colpi di scena si dovrebbe votare in autunno.

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