Enzo Maraio, 46 anni, è stato rieletto segretario del Psi per la terza volta al congresso di Napoli. Il partito oggi conta 14 mila iscritti, ha ancora un giornale di carta - settimanale - distribuito in 400 edicole, la storica testata dell'Avanti, e almeno in ogni provincia resiste almeno una sezione. Almeno per questo, i socialisti restano "fieramente novecenteschi".
Il vostro congresso di questo fine settimana è stato un luogo dove si sono ritrovati tutti gli esponenti dell'opposizione: da Schlein a Conte, da Fratoianni e Bonelli a Rosato, Magi e Borghi di Iv. C'è un segreto particolare?
«Sicuramente è frutto di rapporti interpersonali forti, e un percorso unitario che indichiamo da tempo. Serve ancora un luogo di confronto e dialettica, in una logica unitaria, ampia, plurale, è l'unico modo per battere le destre. Il "testardamente unitari di Schlein" l'ho sempre condiviso e la partecipazione di Napoli è la dimostrazione che questo dialogo è possibile».
Quali sono i punti qualifican…
Enzo Maraio, 46 anni, è stato rieletto segretario del Psi per la terza volta al congresso di Napoli. Il partito oggi conta 14 mila iscritti, ha ancora un giornale di carta - settimanale - distribuito in 400 edicole, la storica testata dell'Avanti, e almeno in ogni provincia resiste almeno una sezione. Almeno per questo, i socialisti restano "fieramente novecenteschi".
Il vostro congresso di questo fine settimana è stato un luogo dove si sono ritrovati tutti gli esponenti dell'opposizione: da Schlein a Conte, da Fratoianni e Bonelli a Rosato, Magi e Borghi di Iv. C'è un segreto particolare?
«Sicuramente è frutto di rapporti interpersonali forti, e un percorso unitario che indichiamo da tempo. Serve ancora un luogo di confronto e dialettica, in una logica unitaria, ampia, plurale, è l'unico modo per battere le destre. Il "testardamente unitari di Schlein" l'ho sempre condiviso e la partecipazione di Napoli è la dimostrazione che questo dialogo è possibile».
Quali sono i punti qualificanti per voi di una coalizione progressista?
«Vogliamo mettere in campo l'opzione riformista, da eredi di una lunga tradizione che va da Turati a Craxi, su alcuni cavalli di battaglia: difesa della scuola e sanità pubblica e poi dal congresso lanciamo un piano casa a favore dei giovani, ed è un elemento che può caratterizzarci come socialisti. Crediamo nella sinistra dei diritti e anche dei doveri e anche sul tema della sicurezza, delle famiglie, dei quartieri, delle donne, dobbiamo riappropriarcene. La destra del resto, a vedere i numeri sui reati, sta facendo solo danni».
Proverete a ripetere un'alleanza con +Europa e Iv, come alle Europee?
«Ancora è presto, dovremo ragionarci, l'area modernizzatrice è sicuramente quella che vogliamo costruire, sotto l'insegna di quel che io chiamo un "riformismo radicale"».
Se le dico ReArm Europe cosa risponde?
«Il tema della difesa comune e di un'Europa che torni protagonista come attore geopolitico ci porta a dire che bisogna fare uno sforzo comune: la denominazione è fuorviante ma è un passo che non possiamo non sostenere. Sono d'accordo con chi mette in discussione le modalità: non si fa a danno dello Stato sociale, ma con un investimento straordinario, prendendo fondi dalle grandi società, dai fondi di investimento, dalle banche e dal mondo delle big tech. Questo però non significa neanche abbandonare i valori del pacifismo e della ricerca della diplomazia».
Nella sua relazione congressuale ha ampiamente parlato di Gaza, "la strategia del governo Netanyahu è sbagliata e insostenibile". Ma su questo l'Europa ha una voce flebile, non crede?
«È così, come Europa siamo fuori dai tavoli per la pace sia in Ucraina che per quanto riguarda la crisi in Medioriente. Nelle prossime settimane è mia intenzione promuovere una grande iniziativa nazionale, rivolta all’associazionismo che opera a tutela dell’infanzia. Accenderemo un faro sulla grande tragedia dei bambini, a Gaza il numero di minori morti è terrificante come è terrificante la distrazione di molti su una immane tragedia umanitaria. Crediamo nel "due popoli due Stati", e siamo anche vicini al popolo israeliano, a propria volta vittima delle politiche del governo di estrema destra».
Ai referendum vi impegnerete assieme alla Cgil?
"Siamo tra i promotori di quello della cittadinanza, al congresso abbiamo deciso di appoggiare anche quelli della Cgil, perché il jobs act da un lato ha avuto sicuramente il merito di aumentare le occasioni e il numero di lavoratori, ma dall’altro ha anche contribuito alla precarizzazione eccessiva delle condizioni del lavoro stesso».
Essere socialisti oggi cosa significa? Come lo spiegherebbe a un diciottenne?
«La sinistra e i socialisti sono nati per combattere le disuguaglianze, che purtroppo sono in aumento. E lo facciamo con pragmatismo e coraggio, senza ideologismi».
La parola "socialista" è cambiata molto nel corso del tempo, a un certo punto con Berlusconi i socialisti stavano anche a destra.
«Consideriamo la storia socialista legata a doppio filo con quella della sinistra italiana, ora che la destra è a trazione FdI e Lega non ci può essere davvero alcun dubbio su dove stiano i socialisti. Ma a sinistra serve maggiore coraggio: la nostra tessera del 2025 è dedicata a Craxi e a Schlein ho detto, "senza partigianerie, proviamo ad affrontare quel nodo e quella storia", perché se non lo si scioglie la sinistra resterà incompiuta».
Ma dopo Mani pulite il Psi non si è mai ripreso. Quella vicenda, sicuramente ancora da rielaborare per la sinistra italiana, non è ancora un fardello troppo pesante da portarsi appresso?
«L'ultima stagione di quella storia fu accompagnata da errori, ma più che è un fardello è una opportunità: quelle sfide lanciate da Craxi parlano molto anche al futuro, c'era una visione di modernità legata ai valori fondativi del socialismo. E poi si sta rivisitando e riaffermando un giudizio diverso sulla sua esperienza, Mattarella non a caso sull'argomento ha detto parole non scontate e decisive».