Zero tweet e post: il silenzio del governo italiano sull’arresto del sindaco di Istanbul
di Ernesto FerraraPreoccupazione dal governo francese. Dura condanna dal governo tedesco. L’alert della Commissione Europea. Silenzio dall’Italia. Né un tweet né un post né una nota o una dichiarazione alle agenzie: nulla.
Da quando il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu è stato arrestato nei giorni scorsi, aprendo la strada di una crisi gravissima e di proteste in tutta la Turchia, il governo italiano si è distinto per non aver mai preso posizione. Nessun intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, nulla anche dai sottosegretari e dai viceministri. Le cancellerie europee, sebbene non in massa, si stanno facendo sentire. Lo ha fatto anche l’Ue: “Ciò che possiamo dire è che l'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu e dei manifestanti solleva interrogativi circa l'adesione della Turchia alla sua consolidata tradizione democratica in quanto membro del Consiglio d'Europa e candidato all'Ue deve sostenere i valori democratici. Questi diritti, i diritti dei funzionari eletti, così come il diri…
Preoccupazione dal governo francese. Dura condanna dal governo tedesco. L’alert della Commissione Europea. Silenzio dall’Italia. Né un tweet né un post né una nota o una dichiarazione alle agenzie: nulla.
Da quando il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu è stato arrestato nei giorni scorsi, aprendo la strada di una crisi gravissima e di proteste in tutta la Turchia, il governo italiano si è distinto per non aver mai preso posizione. Nessun intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, nulla anche dai sottosegretari e dai viceministri. Le cancellerie europee, sebbene non in massa, si stanno facendo sentire. Lo ha fatto anche l’Ue: “Ciò che possiamo dire è che l'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu e dei manifestanti solleva interrogativi circa l'adesione della Turchia alla sua consolidata tradizione democratica in quanto membro del Consiglio d'Europa e candidato all'Ue deve sostenere i valori democratici. Questi diritti, i diritti dei funzionari eletti, così come il diritto alle dimostrazioni pacifiche, devono essere pienamente rispettati”, ha detto il portavoce della Commissione europea Guillaume Mercier.
L’Italia non pervenuta. Con le opposizioni che da giorni incalzano: "Siamo qui a chiedere un'informativa urgente al ministro Tajani, ma anche una presa di posizione del nostro governo” insistono dal Pd e da Avs. “Il governo italiano ha qualcosa da dire sull'arresto di Imamoglu, principale oppositore del presidente turco Erdogan? La Turchia è un Paese della Nato, ma il governo italiano rimane in silenzio di fronte all'eliminazione del suo principale oppositore, profondamente radicato nel Paese. Quanto accaduto in Turchia rappresenta un colpo durissimo alla democrazia, e l'Italia non può adottare due pesi e due misure né avere una doppia morale sui temi dei valori e del diritto internazionale", protesta Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Del resto, sebbene non tutti i Paesi europei lo abbiano fatto, Francia e Germania si sono mossi. Anche la Grecia. Il governo tedesco ha definito l'arresto di Imamoglu "inaccettabile" e come "un cattivo segnale per lo sviluppo della democrazia" e per le relazioni fra i due Paesi aggiungendo che tutto deve essere chiarito "molto rapidamente e con grande trasparenza", ha detto ancora il portavoce del governo tedesco Hebestreit, che ha pure definito i recenti sviluppi “un cattivo segno per la democrazia in Turchia”.
Netta la posizione francese: “L’incarcerazione del sindaco Imamoglu e di molte altre personalità costituisce una grave violazione della democrazia. La Francia ribadisce la sua profonda preoccupazione al riguardo. Il rispetto dei diritti dei membri eletti dell’opposizione e la libertà di manifestazione e di espressione sono pietre angolari dello Stato di diritto. Stato membro del Consiglio d’Europa e candidato all’adesione all’Unione Europea, la Turchia ha liberamente assunto impegni in questo campo. Il rispetto di questi impegni è un elemento centrale delle nostre relazioni, nonché delle relazioni tra la Turchia e l’Unione europea” fa sapere il ministero degli Esteri del governo Macron. La crisi in Turchia rischia anche di fare saltare una visita prevista in primavera del premier greco Kyriakos Mitsotakis ad Ankara per incontrare Erdogan e rende "difficile" l'organizzazione del Consiglio di cooperazione ad alto livello tra Grecia e Turchia, mentre da circa due anni i due Paesi stavano cercando di risolvere questioni che storicamente li dividono. Lo ha fatto sapere un portavoce del governo greco, definendo la situazione in Turchia "instabile" e "preoccupante" con Atene che "sta monitorando gli sviluppi".