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Lo studente: “A noi giovani la Ue piace, a maggio vado in Erasmus”

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Federico Bertini, 17 anni, è uno dei tre studenti che ha fatto domande al Capo dello Stato Sergio Mattarella a un evento sull’agricoltura: “L’Unione non è da buttare ma va svecchiata”
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Ragazzi a voi», è l’invito che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge ai quindici studenti con le magliette bianche e la scritta Agricoltura è che gli stanno accanto sul palco di piazza della Repubblica.

Federico Bertini, lei è uno dei tre studenti che hanno potuto fare una domanda a Mattarella sul palco di “Agricoltura è”. L’ha convinta?

«Sì, per molti di noi il presidente Mattarella è un punto di riferimento. Mi piace l’imparzialità con cui ricopre il suo ruolo, il suo equilibrio».

Lei gli ha chiesto se serve ancora l’Europa per affrontare le sfide future e confermare i nostri valori. Ha dubbi?

«No, a maggio vado in Erasmus, per due settimane in Spagna, e già l’anno scorso sono stato a Valladolid. Sono grandi opportunità di crescita. Poi certo, ma l’ha detto anche il presidente, andrebbero svecchiare certe procedure della Ue, che andrebbe resa più efficiente».

Quanti anni ha?

«Diciassette. Frequent…

Ragazzi a voi», è l’invito che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge ai quindici studenti con le magliette bianche e la scritta Agricoltura è che gli stanno accanto sul palco di piazza della Repubblica.

Federico Bertini, lei è uno dei tre studenti che hanno potuto fare una domanda a Mattarella sul palco di “Agricoltura è”. L’ha convinta?

«Sì, per molti di noi il presidente Mattarella è un punto di riferimento. Mi piace l’imparzialità con cui ricopre il suo ruolo, il suo equilibrio».

Lei gli ha chiesto se serve ancora l’Europa per affrontare le sfide future e confermare i nostri valori. Ha dubbi?

«No, a maggio vado in Erasmus, per due settimane in Spagna, e già l’anno scorso sono stato a Valladolid. Sono grandi opportunità di crescita. Poi certo, ma l’ha detto anche il presidente, andrebbero svecchiare certe procedure della Ue, che andrebbe resa più efficiente».

Quanti anni ha?

«Diciassette. Frequento il quarto anno dell’Istituto agrario Emilio Sereni in via Prenestina».

E perché hanno scelto lei per fare la domanda? È bravo a scuola?

«Così dicono».

Cosa vuole fare da grande?

«Studiare scienze agrarie. E poi dedicarmi alla ricerca. Diventare agronomo».

Dove vive?

«Nel quartiere La Rustica di Roma».

Gli agricoltori spesso diffidano dell’Europa.

«Eh, sì, tendono ad essere un po’ tradizionalisti. Lo si è visto con i fitosanitari, ed è un po’ difficile modificare questa mentalità».

Insomma, l’Europa non è da buttare?

«No, no, l’agricoltura deve molto ai trattati di Roma, che diedero avvio alla Ue, questa consapevolezza noi giovani ce l’abbiamo».

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