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Zelensky all’Eliseo vede Macron, piano dei volenterosi per Kiev

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Il leader riferirà gli sviluppi del negoziato. Parigi punta a rafforzare l’esercito ucraino anche senza dispiegare soldati stranieri sul territorio
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Un piano operativo per sostenere l’Ucraina se e quando ci sarà un accordo di pace che, al momento, sembra ancora lontano. All’Eliseo aspettano di avere un «debriefing » con Volodymyr Zelensky che arriva a Parigi oggi per dare un giudizio completo sugli ultimi sviluppi delle discussioni tra negoziatori americani e russi. Il presidente ucraino incontra Emmanuel Macron alla vigilia del nuovo summit della coalizione dei volenterosi, willing and able nel gergo diplomatico. È il fronte dei paesi pronti a proiettarsi nello scenario postbellico con un sostegno che ormai non si misura più solo attraverso truppe da mandare sul territorio ucraino, tema quanto mai divisivo. L’invio di una «forza di rassicurazione», come dicono all’Eliseo e Downing Street, resta uno degli obiettivi per le garanzie di sicurezza ma non è più l’unico. «Ogni Paese contribuirà secondo le proprie capacità e priorità strategiche», sottolineano nell’entourage di Emmanuel Macron.

Il cambio lessicale ha facilitato la p…

Un piano operativo per sostenere l’Ucraina se e quando ci sarà un accordo di pace che, al momento, sembra ancora lontano. All’Eliseo aspettano di avere un «debriefing » con Volodymyr Zelensky che arriva a Parigi oggi per dare un giudizio completo sugli ultimi sviluppi delle discussioni tra negoziatori americani e russi. Il presidente ucraino incontra Emmanuel Macron alla vigilia del nuovo summit della coalizione dei volenterosi, willing and able nel gergo diplomatico. È il fronte dei paesi pronti a proiettarsi nello scenario postbellico con un sostegno che ormai non si misura più solo attraverso truppe da mandare sul territorio ucraino, tema quanto mai divisivo. L’invio di una «forza di rassicurazione», come dicono all’Eliseo e Downing Street, resta uno degli obiettivi per le garanzie di sicurezza ma non è più l’unico. «Ogni Paese contribuirà secondo le proprie capacità e priorità strategiche», sottolineano nell’entourage di Emmanuel Macron.

Il cambio lessicale ha facilitato la presenza dell’Italia e un ulteriore allargamento, con la partecipazione di trentuno delegazioni al livello di capi di Stato e di governo. «La principale garanzia di sicurezza resta il rafforzamento dell’esercito ucraino», ripetono ora a Parigi. Un modo di mediare rispetto all’inviato americano Steve Witkoff, che ha confidato di non vedere la necessità di un dispiegamento di forze europee. Zelensky, però, continua a mettere pressione per impegni concreti e precisi. E lo farà di nuovo con Macron che vede a cena stasera. «Il nostro compito — ha detto il presidente ucraino — è quello di arrivare al risultato di capire chi abbiamo e chi è pronto».

I leader a Parigi dovranno quindi confrontarsi su come articolare i “dispositivi di sicurezza” per l’Ucraina, se con truppe in territorio ucraino o dentro i confini europei, con o senza l’uso dei jet, con quali regole d’ingaggio. Alcune forze europee, spiegano all’Eliseo, potrebbero essere impiegate in missioni strategiche nel Mar Nero per garantire la libertà di navigazione e prevenire nuove incursioni navali russe. Altri Paesi potrebbero fornire supporto alle truppe presenti in Ucraina senza essere direttamente dispiegati sul territorio. Su un’eventuale forza di peacekeeping sotto il mandato Onu, Parigi esprime dubbi, ricordando una linea del fronte lunga 1400 chilometri. «È una discussione prematura» tagliano corto all’Eliseo.

Resta l’interrogativo sulla posizione dell’amministrazione Trump rispetto al piano guidato da Parigi e Londra. All’Eliseo si sottolinea la volontà di lavorare «in trasparenza» con Washington. «Tutte queste iniziative sono portate avanti in coordinamento con gli Stati Uniti», sostengono i consiglieri di Macron. Il presidente francese si consulterà probabilmente con Donald Trump prima della riunione per aggiornarlo sui progressi e sottolineare la necessità di impegni chiari e verificabili da parte della Russia.

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