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Meloni riunisce i vice dopo le liti, il nodo dell’invio delle truppe

(ansa)

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Il vertice per fare il punto in vista del summit di Parigi potrebbe essere l’occasione per il chiarimento chiesto da Tajani. La premier insisterà sull’uso dell’articolo 5 della Nato
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Il contatto ci sarà stamane. Comunque prima di volare nel pomeriggio a Parigi per il vertice dei “volenterosi” per l’Ucraina convocato da Emmanuel Macron. Giorgia Meloni vuole fare il punto con Antonio Tajani, che potrebbe collegarsi da remoto. E al colloquio dovrebbe partecipare anche Matteo Salvini (sebbene la sua presenza non venga confermata ufficialmente). Se così fosse, si tratterebbe del primo confronto tra i due vicepremier dopo giorni di altissima tensione.

Ufficialmente, la presidente del Consiglio deve discutere i dettagli della linea che porterà nella capitale francese. Inevitabilmente, però, il vertice potrebbe offrire l’occasione per avviare un chiarimento politico sul resto dei nodi da sciogliere. Di certo, la politica estera resta terreno di conflitto tra Lega e Forza Italia. E Meloni ha bisogno di condividere con i partner la posizione che consegnerà a Francia e Gran Bretagna, pronte a impegnarsi sul terreno.

È un punto cruciale, quello della partecipazione a un’ev…

Il contatto ci sarà stamane. Comunque prima di volare nel pomeriggio a Parigi per il vertice dei “volenterosi” per l’Ucraina convocato da Emmanuel Macron. Giorgia Meloni vuole fare il punto con Antonio Tajani, che potrebbe collegarsi da remoto. E al colloquio dovrebbe partecipare anche Matteo Salvini (sebbene la sua presenza non venga confermata ufficialmente). Se così fosse, si tratterebbe del primo confronto tra i due vicepremier dopo giorni di altissima tensione.

Ufficialmente, la presidente del Consiglio deve discutere i dettagli della linea che porterà nella capitale francese. Inevitabilmente, però, il vertice potrebbe offrire l’occasione per avviare un chiarimento politico sul resto dei nodi da sciogliere. Di certo, la politica estera resta terreno di conflitto tra Lega e Forza Italia. E Meloni ha bisogno di condividere con i partner la posizione che consegnerà a Francia e Gran Bretagna, pronte a impegnarsi sul terreno.

È un punto cruciale, quello della partecipazione a un’eventuale spedizione continentale. La recente apertura dei “volenterosi” europei ad una missione di pace sotto le bandiere delle Nazioni Unite, che dovrà essere ovviamente benedetta dalla Russia, è un punto di svolta. Che alla fine la missione nasca davvero dentro il perimetro dell’Onu, o che invece si limiti ad essere coalizione internazionale di peace-keeping, è un dettaglio che conta relativamente, a questo punto: l’Italia, in qualche modo, sarà della partita. Con osservatori, o magari con militari lontani dal fronte. In ogni caso, Roma non può restare a guardare.

Gli Stati Uniti, d’altra parte, sembrano procedere speditamente e senza coinvolgere l’Unione europea. Ecco perché le principali capitali sono costrette a lasciare da parte i tatticismi delle prime fasi e concentrarsi su ciò che unisce. Aprendo ad una missione Onu, ad esempio, Francia e Regno Unito hanno reso evidente un dato chiaro fin dal primo momento: invieranno soldati solo con il consenso di Mosca. Allo stesso modo, Roma continua a frenare, consapevole però che alla fine un’adesione all’operazione sarà inevitabile, viste anche le pressioni di colossi come Leonardo e Fincantieri.

Di fronte a Macron e Starmer, comunque, Meloni dirà che l’ombrello delle Nazioni Unite resta una soluzione ragionevole. Ma la premier si concentrerà soprattutto su un punto: le garanzie di sicurezza per l’Ucraina (e per l’Europa). L’Italia sostiene la necessità di attivare un meccanismo simile a quello dell’articolo cinque della Nato, che impone l’intervento anche militare in supporto ai membri dell’alleanza sotto attacco. In questo senso, Meloni ricorderà che Kiev si è espressa a favore di questa ipotesi. E potrebbe richiamare anche la cauta apertura a questa opzione espressa dall’inviato di Trump per l’Ucraina, Steve Witkoff.

Tutto è in rapido movimento. E a Roma, come a Parigi e a Berlino, nessuno riesce a pesare davvero le intenzioni di Vladimir Putin. Tutti, però, temono che Mosca sia tentata di allungare i tempi della mediazione. Una tattica che potrebbe irritare Washington e determinare effetti imprevedibili. Per questo, l’Europa deve farsi trovare pronta.

L’aereo della presidenza del Consiglio atterrerà già questa sera nella capitale francese. Con qualche ora di anticipo rispetto al vertice, in agenda per domani alle nove del mattino. Il cambio di programma potrebbe far annullare la prevista presenza di Meloni all’evento di piazza “Agricoltura È”, oggi alle 18.45, lanciato da Francesco Lollobrigida. E non è detto che le dispiaccia poi troppo: è lo stesso contesto in cui Sergio Mattarella ha picchiato duro contro i dazi di Trump, davanti alle associazioni di agricoltori allarmati per le barriere doganali.

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