Mahmoud, direttrice della scuola del Pd: “Mi attaccano perché donna e musulmana, ma sono italiana”
di Giovanna CasadioMarwa Mahmoud, i reggiani, e gli italiani più in generale, sono razzisti?
“Non lo penso e non l’ho mai detto, sarebbe come dire a me stessa che sono razzista”.
L’hijab elegantemente allacciato di Marwa Mahmoud si allenta per la rabbia. Cresciuta col metodo pedagogico del “Reggio Children approach” sin da quando a 4 anni arrivò qui dall’Egitto, Marwa, oggi assessora a Reggio Emilia, non pensava di dovere fronteggiare una tempesta di insulti, esclusioni, gogna per il background di immigrata e per avere deciso di creare, come vuole la Ue, un osservatorio antirazzista a Reggio. S’incupisce per quanto è accaduto nelle ultime settimane e non esclude denunce. Dirigente del Pd, a lei Elly Schlein ha affidato la direzione della scuola politica che comincia domani a Frascati. Secondo anno, 200 giovani e un programma per costruire l’alternativa alla destra. “Se lo guida una musulmana è un problema?”, è la sfida di Marwa e dei dem.
Come è cominciata questa ostilità nei suoi confronti e a cosa è d…
Marwa Mahmoud, i reggiani, e gli italiani più in generale, sono razzisti?
“Non lo penso e non l’ho mai detto, sarebbe come dire a me stessa che sono razzista”.
L’hijab elegantemente allacciato di Marwa Mahmoud si allenta per la rabbia. Cresciuta col metodo pedagogico del “Reggio Children approach” sin da quando a 4 anni arrivò qui dall’Egitto, Marwa, oggi assessora a Reggio Emilia, non pensava di dovere fronteggiare una tempesta di insulti, esclusioni, gogna per il background di immigrata e per avere deciso di creare, come vuole la Ue, un osservatorio antirazzista a Reggio. S’incupisce per quanto è accaduto nelle ultime settimane e non esclude denunce. Dirigente del Pd, a lei Elly Schlein ha affidato la direzione della scuola politica che comincia domani a Frascati. Secondo anno, 200 giovani e un programma per costruire l’alternativa alla destra. “Se lo guida una musulmana è un problema?”, è la sfida di Marwa e dei dem.
Come è cominciata questa ostilità nei suoi confronti e a cosa è dovuta? Lei è un esempio di cittadinanza italiana e di integrazione
“Si è scatenato un putiferio contro lo sportello anti razzista che il Comune ha deciso di aprire. È stato il pretesto o espediente, benché lo sportello anti razzista di Reggio Emilia ci sia in altre città come Bologna e Milano”.
E sono partiti gli attacchi contro di lei?
“Sono donna, con un background migratorio e una fede minoritaria. Perciò quando hanno a che fare con me, alcuni mettono in campo lo stigma, il cliché. Ma io ho 40 anni, sono italiana, ho frequentato la scuola di Reggio e ne vado fiera. È grazie a quell’approccio che sono assessora alla scuola e alle politiche educative. La scuola è laboratorio di cittadinanza, grazie all’educazione si riescono a rimuovere le disuguaglianze”
Il linguaggio adottato da qualche organo di stampa l’ha ferita e medita denunce?
“Ci sto pensando, non bisogna passarci sopra. Voglio ribadire : l’apertura di uno sportello antirazzista e l’Osservatorio non sono un atto d’accusa alla città ma strumenti per monitorare quanto accade. Io considero Reggio Emilia una città antirazzista a patto che si riconosca dove ci sono discriminazioni, dove c’è violenza di genere”.
E quindi?
“Quindi credo molto nel progetto Cities, finanziato dall’Europa, di un sportello e osservatorio anti razzista e, ripeto, non vuol dire affatto che tutti i reggiani siano razzisti, non lo penso e mai l’ho detto. Ma dobbiamo riconoscere e stigmatizzare chi discrimina. Lo dice la nostra Costituzione”.
Lei si sente italiana?
“Io sono italiana. Quando mi chiedono se sono più egiziana o più italiana penso che sia come chiedere se vuoi più bene a mamma o a papà. Se nasci in un Paese, l’Egitto, e cresci in un altro, l’Italia, il bene si raddoppia”.
In più è una musulmana a dirigere una scuola di politica e formazione italiana.
“Vivo la discriminazione dell’origine e pure di essere donna. Chi odia è arretrato e non capisce che sono femminista e porto l’hijab e decido cosa fare e cosa no. il vestito non c’entra. Io poi sono l’assessora di tutte e di tutti e anche la coordinatrice della seconda edizione della scuola di formazione del Pd al via da domani a Frascati con tanti giovani, contro l’astensionismo e per formare una nuova classe dirigente”.