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Pnrr, fondi a rischio. L’opposizione attacca: “Vogliamo la verità”

Cabina di regia del Pnrr

 (agf)

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Il centrosinistra chiede alla premier di riferire in Parlamento. Schlein: “Esecutivo ormai nel caos”. Patuanelli: “Progetto morto”
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ROMA – Un Pnrr da “primato”, attivato per il 92%, rivendica il governo. Missioni con livelli di attuazione che oscillano tra il 14 e il 27%, e comunque non superano il 40%, sostiene invece la Corte dei conti. C’è una grande distanza tra il Pnrr del documento presentato ieri dal governo a Palazzo Chigi, e quello reso pubblico poche ore prima dalla magistratura contabile che conferma le difficoltà identificate dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha individuato 19 misure a rischio. Difficoltà che stanno spingendo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a chiedere il rinvio di un anno, come anticipato da Repubblica.

Contraddizioni che hanno fatto esplodere lo scontro in Aula già ieri mattina, mentre a Palazzo Chigi si svolgeva la Cabina di regia presieduta dal ministro Tommaso Foti. «Il Pnrr è una straordinaria opportunità di futuro per l’Italia e fa male vedere come l’incompetenza del governo di Giorgia Meloni la stia sprecando, come conferma la Corte dei conti», denuncia …

ROMA – Un Pnrr da “primato”, attivato per il 92%, rivendica il governo. Missioni con livelli di attuazione che oscillano tra il 14 e il 27%, e comunque non superano il 40%, sostiene invece la Corte dei conti. C’è una grande distanza tra il Pnrr del documento presentato ieri dal governo a Palazzo Chigi, e quello reso pubblico poche ore prima dalla magistratura contabile che conferma le difficoltà identificate dalla Ragioneria generale dello Stato, che ha individuato 19 misure a rischio. Difficoltà che stanno spingendo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a chiedere il rinvio di un anno, come anticipato da Repubblica.

Contraddizioni che hanno fatto esplodere lo scontro in Aula già ieri mattina, mentre a Palazzo Chigi si svolgeva la Cabina di regia presieduta dal ministro Tommaso Foti. «Il Pnrr è una straordinaria opportunità di futuro per l’Italia e fa male vedere come l’incompetenza del governo di Giorgia Meloni la stia sprecando, come conferma la Corte dei conti», denuncia la segretaria del Pd Elly Schlein. «Chi ha ragione tra il ministro Giorgetti, che sembra sia pronto a chiedere il rinvio di un anno rispetto alla scadenza del 2026, e il ministro Foti, che oggi ci vuole far credere che va tutto bene? — prosegue — Questa confusione, con i ministri che si smentiscono a vicenda, è la dimostrazione che anche sul Pnrr il governo è nel caos, e il Paese non se lo può permettere».

Il dibattito coinvolge tutte le opposizioni: i deputati di Pd, M5S, Avs, Iv e Azione chiedono un’informativa urgente della premier in Aula. «Meloni deve rispondere di questo disastro: il Pnrr avrebbe dovuto essere una grande occasione per il nostro Paese, ma tra lentezze e mancanza di coordinamento rischia di essere solo un disastro per il finanze pubbliche», ribadisce la capogruppo Avs alla Camera, Francesca Ghirra. «Anche noi ci associamo alla richiesta — le fa eco Maria Chiara Gadda di Iv — perché rischiamo di fare non debito buono ma cattivo, per cui è bene che in quest’Aula si faccia un chiarimento sullo stato di avanzamento». «L’Europa dà, il governo Meloni spreca», concorda il segretario di Più Europa, Riccardo Magi.

Le proteste arrivano anche al Senato: «Oggi è stato il giorno in cui si è sancita la morte del Pnrr. — afferma il capogruppo M5S Stefano Patuanelli — Lo avevamo detto e denunciato in tutti i modi possibili: cambiare la governance del piano o riprogrammare le spese per creare nuovi capitoli come l’assurdo e inutilizzabile Transizione 5.0, avrebbe portato alla perdita delle risorse. Un pericolo che oggi diventa inevitabile».

Dal governo arrivano ampie rassicurazioni, che sconfinano nell’autoelogio: «La sesta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano — scrive nella prefazione al documento Giorgia Meloni — conferma il primato europeo dell’Italia nella sua realizzazione, per numero di obiettivi conseguiti, per risorse complessive ricevute e per numero di richieste di pagamento formalizzate e incassate». E il ministro Foti precisa che «circa il 92% dell’intero Piano risulta attivato, in fase di attivazione o in chiusura, con una spesa in costante aggiornamento che si è attestata, al 31 dicembre 2024, a 63,9 miliardi di euro, superando il 52% delle risorse finora ricevute». La relazione sottolinea anche il superamento delle difficoltà della rendicontazione. Una valutazione che cozza con quella della Corte dei conti, che ribadisce al contrario come «la carenza di personale negli uffici di rendicontazione e controllo ha prodotto un rallentamento sulle verifiche di spesa», e come «il mancato regolare aggiornamento dei dati sulla piattaforma ReGiS da parte di alcune amministrazioni coinvolte» causi «frequenti disallineamenti tra dati interni e ufficiali», e rappresenti «un elemento di criticità».

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