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Cattaneo (FI): “La proroga non è un tabù. Dossier difficile, si valuti caso per caso”

Alessandro Cattaneo 

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Intervista al deputato e responsabile dei dipartimenti di Forza Italia
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ROMA – «La proroga non è un tabù, piuttosto che non spendere i soldi e lasciare le opere incompiute si può valutare di prendere più tempo», dice Alessandro Cattaneo, responsabile dei dipartimenti di Forza Italia. Il deputato azzurro apre alla proroga del Pnrr che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiederà all’Ue. Ma avverte: «Non facciamo allarmismi sui ritardi».

Manca poco più di un anno alla fine del Pnrr e l’Italia ha speso meno di un terzo delle risorse. Ha senso continuare a dire che si rispetterà la scadenza del 2026?

«Lavoriamo per il rispetto delle scadenze, ma senza preclusioni sulla possibilità di una proroga. Ho fatto il sindaco e so cosa significa per i Comuni ritrovarsi a spendere i fondi europei: i soldi del Pnrr sono tanti, e le amministrazioni si ritrovano a ges…

ROMA – «La proroga non è un tabù, piuttosto che non spendere i soldi e lasciare le opere incompiute si può valutare di prendere più tempo», dice Alessandro Cattaneo, responsabile dei dipartimenti di Forza Italia. Il deputato azzurro apre alla proroga del Pnrr che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiederà all’Ue. Ma avverte: «Non facciamo allarmismi sui ritardi».

Manca poco più di un anno alla fine del Pnrr e l’Italia ha speso meno di un terzo delle risorse. Ha senso continuare a dire che si rispetterà la scadenza del 2026?

«Lavoriamo per il rispetto delle scadenze, ma senza preclusioni sulla possibilità di una proroga. Ho fatto il sindaco e so cosa significa per i Comuni ritrovarsi a spendere i fondi europei: i soldi del Pnrr sono tanti, e le amministrazioni si ritrovano a gestire un carico di lavoro enorme. La richiesta di una proroga è legittima da parte di qualsiasi sindaco e al di là del colore politico».

Non rischia di diventare un alibi?

«È vero, veniamo da anni in cui ci siamo crucciati per il fatto che le Regioni, soprattutto quelle del Sud, non riuscivano a spendere i fondi europei se non in una percentuale molto scarsa. Ma il Pnrr è un piano complesso: le criticità sono fisiologiche, e deve essere normale la possibilità di valutare, caso per caso e con buonsenso, di concedere un po’ più di tempo. Si possono fare delle proroghe selettive».

Giorgetti pensa a una proroga generale, mentre per la premier Meloni bisogna «portare a compimento tutti gli investimenti e le riforme». Forza Italia con chi sta?

«La proroga non è all’ordine del giorno, ma non è un tabù».

È una questione di tempi, cioè di quando richiederla?

«La valutazione deve prendere atto dello stato dell’arte, che è tutto tranne che disastroso. Nessuna urgenza e allo stesso tempo nessuna preclusione».

Il momento della decisione si avvicina a meno che non si ritenga possibile spendere 131 miliardi in un poco più di un anno. È possibile?

«Gli allarmi li lasciamo alla sinistra. È vero che siamo al 34% dell’attuazione se consideriamo le risorse complessive del Pnrr, ma se prendiamo come riferimento i soldi incassati fino ad oggi siamo a circa il 60%».

Le opposizioni chiedono un’operazione verità. Cosa risponde?

«Il governo e la maggioranza hanno sempre garantito la totale trasparenza sul Pnrr. Gli attacchi di Pd e 5 stelle fanno sorridere perché sono arrivati nello stesso giorno in cui la cabina di regia ha dato il via libera alla relazione semestrale sull’attuazione del piano. La sinistra, come sempre, alza polveroni inutili».

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