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Silvia Albano: “Trasferimenti a Gjader impossibili senza il consenso del migrante”

La giudice Silvia Albano

 

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La giudice della Procura di Roma, che ha bocciato il trattenimento dei migranti in Albania, fa notare che “i centri sono in parte vuoti. Sbagliato spendere almeno il triplo per mantenere quelli in un altro paese”
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Un migrante che deve essere rimpatriato può essere trasferito in uno Stato terzo solo con il suo consenso, non da trattenuto». Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica e giudice della sezione immigrazione del Tribunale di Roma che ha bocciato la prima convalida di trattenimento dei migranti in Albania, risponde sulle nuove norme secondo cui nel centro di Gjader saranno trasferiti migranti dai Centri di permanenza per i rimpatri italiani.

È un’operazione possibile o si andrà incontro a nuovi ricorsi?

«Non so cosa succederà, su questi trattenimenti sarà competente il giudice di pace di Roma. Posso solo immaginare quali questioni giuridiche potranno porsi».

Di che si tratta?

«Il centro non si trova in territorio italiano, il protocollo esclude una cessione di territorio da parte dell’Albania. La direttiva rimpatri prevede che un migrante, che debba essere rimpatriato perché destinatario di un provvedimento di espulsione esecutivo, può essere trasferito in uno Stato terz…

Un migrante che deve essere rimpatriato può essere trasferito in uno Stato terzo solo con il suo consenso, non da trattenuto». Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica e giudice della sezione immigrazione del Tribunale di Roma che ha bocciato la prima convalida di trattenimento dei migranti in Albania, risponde sulle nuove norme secondo cui nel centro di Gjader saranno trasferiti migranti dai Centri di permanenza per i rimpatri italiani.

È un’operazione possibile o si andrà incontro a nuovi ricorsi?

«Non so cosa succederà, su questi trattenimenti sarà competente il giudice di pace di Roma. Posso solo immaginare quali questioni giuridiche potranno porsi».

Di che si tratta?

«Il centro non si trova in territorio italiano, il protocollo esclude una cessione di territorio da parte dell’Albania. La direttiva rimpatri prevede che un migrante, che debba essere rimpatriato perché destinatario di un provvedimento di espulsione esecutivo, può essere trasferito in uno Stato terzo solo con il suo consenso, ma in questo caso verrebbe mandato in uno Stato terzo da trattenuto».

Che succede se chi è trattenuto nei cpr con un provvedimento già convalidato dal giudice di pace fa domanda di asilo?

«Accade molto spesso e a quel punto il trattenuto nel cpr diventa richiedente asilo, cambiano i presupposti e deve adottarsi un altro provvedimento di trattenimento che dovrà essere convalidato dalla Corte d’appello di Roma. Trovandosi in Albania si apre il problema di quale procedura sia applicabile».

Cosa prevede la legge?

«La legge italiana e la normativa europea stabiliscono che il richiedente asilo ha diritto a stare nel territorio italiano in attesa della definizione della sua domanda, salvo il caso della procedura accelerata di frontiera. Per coloro che richiedono asilo nei cpr albanesi potrebbero non sussistere i presupposti, fermo restando che pende la questione dei paesi sicuri davanti alla Corte di Giustizia».

Verrebbero violati i loro diritti?

«Il trattenimento in Albania pone molti problemi giuridici di non facile soluzione, ad esempio in ordine all’effettività del diritto di difesa: è difficile avere contatti con l’avvocato, non è possibile effettuare colloqui in presenza col difensore, le modalità dell’esercizio di un diritto fondamentale sono affidate al responsabile del centro. Da cittadina viene da chiedersi il senso di tutto ciò».

Vede uno spreco di denaro?

«Di fronte al fatto che i cpr italiani sono in parte vuoti, vale la pena di spendere almeno il triplo di quanto si spenderebbe in Italia per mantenere un cpr? Il protocollo, ad esempio, prevede che in Albania debbano essere garantite dall’Italia anche le strutture sanitarie, mentre in Italia l’assistenza sanitaria per i trattenuti è garantita dalla Asl. Sarà difficile rispettare la clausola di invarianza finanziaria».

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