Stefano Patuanelli, capogruppo di M5S al Senato, se l’aspettava il match con Calenda a colpi di insulti?
«Beh, su riarmo e guerra i bellicisti hanno bisogno di un bersaglio e perciò noi 5S siamo nel mirino».
Attacchi scontati insomma?
«Siamo il fastidioso granello di sabbia di un ingranaggio che dovrebbe muoversi senza intoppi. Però le parole più gravi e stupefacenti sono quando Calenda dice che il M5S va cancellato: gli ricordo che sono gli elettori a decidere quando una forza politica vada cancellata ed è più vicino lui a questo obiettivo. Noi non abbiamo nessuna voglia di scomparire e la piazza di sabato prossimo a Roma mostrerà che una parte del Paese è dalla nostra parte. I cittadini che la pensano come noi sono tanti».
Chi avete invitato nella vostra piazza?
«Una piazza aperta a tutti, libera, inclusiva. Contro il folle piano di riarmo di von der Leyen. Quando si dice che per preparare la pace bisogna armare la guerra si sbaglia propri…
Stefano Patuanelli, capogruppo di M5S al Senato, se l’aspettava il match con Calenda a colpi di insulti?
«Beh, su riarmo e guerra i bellicisti hanno bisogno di un bersaglio e perciò noi 5S siamo nel mirino».
Attacchi scontati insomma?
«Siamo il fastidioso granello di sabbia di un ingranaggio che dovrebbe muoversi senza intoppi. Però le parole più gravi e stupefacenti sono quando Calenda dice che il M5S va cancellato: gli ricordo che sono gli elettori a decidere quando una forza politica vada cancellata ed è più vicino lui a questo obiettivo. Noi non abbiamo nessuna voglia di scomparire e la piazza di sabato prossimo a Roma mostrerà che una parte del Paese è dalla nostra parte. I cittadini che la pensano come noi sono tanti».
Chi avete invitato nella vostra piazza?
«Una piazza aperta a tutti, libera, inclusiva. Contro il folle piano di riarmo di von der Leyen. Quando si dice che per preparare la pace bisogna armare la guerra si sbaglia proprio prospettiva. Chi vuole preparare la pace, prepari la pace. Ma sarà anche la piazza delle famiglie in ginocchio per il carovita, il caro energia. Si protesterà contro questo governo negazionista che sta mettendo in discussione la transizione ecologica».
Inviti in piazza anche per la Lega?
«Non capisco come un parlamentare della Lega che sostiene questa maggioranza favorevole al riarmo, possa scendere nella nostra piazza».
C’è tuttavia un pacifismo piuttosto putiniano, non crede?
«No non penso che ci sia un putinismo tra chi sostiene che se vuoi la pace devi prepararla, mentre è se vuoi la guerra che prepari la guerra. Ricordo oltretutto che molti di quelli che oggi si dicono anti putiniani, erano amici stretti, andavano a braccetto con Putin, mi riferisco ai i leghisti ma anche a Forza Italia. Oggi c’è un conflitto in corso e con i nemici bisogna trattare».
Il M5S ha pronte due mozioni in Parlamento contro il piano di riarmo europeo: iniziativa solitaria?
«La mozione è per dire No al ReArm Eu, ma anche è la richiesta per tornare allo spirito del Next generation Eu con un debito comune europeo per le vere necessità dei cittadini».
E il Pd lo avete coinvolto nella vostra iniziativa o si va all’ennesimo scontro? La distanza si accentua tra 5S e democratici?
«Intanto voglio ringraziare i dem, Francesco Boccia e gli altri, che ci hanno dato solidarietà contro Calenda. La nostra mozione anti piano di riarmo è nel solco di quanto detto dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. Chi pensa che la nostra mozione sia un ditto nell’occhio del Pd sbaglia. Sul riarmo la segretaria Schlein è allineata con il Movimento».
Sta forzando un po’, non tutti i dem pensano che il piano europeo di riarmo sia da stracciare: il voto a Strasburgo lo ha dimostrato.
«Il Pd è plurale, ma la linea politica è in capo alla segretaria».
Il centrosinistra, dopo l’uscita di Calenda, è un capitolo chiuso? Lei ha fatto un post ironico con l’insulto di Calenda e il commento “testardamente unitari”.
«È un principio diverso: Azione può stare in uno spazio che va dal centro al centrodestra e gli elettori decideranno con quale peso».
È vero che Conte incassa, sostenendo che gli insulti “sono medaglie”, ma fanno anche male?
«Gli attacchi fanno male a chi li fa. Mi dispiace per le critiche del ministro Crosetto a Conte, ma lui forse dimentica di appoggiare una premier che non ha mai lavorato, una ministra con una laurea dubbia, un sottosegretario condannato in primo grado. Guardi a casa sua piuttosto».
In piazza avete invitato anche gli ex grillini Di Maio e Di Battista?
«In piazza viene chi vuole».