Hippy Pd. L’accusa movimentista rivolta da Giorgia Meloni dal palco del congresso di Azione ai democratici «hippie demilitarizzati», ostili al riarmo di von der Leyen, ha l’effetto di compattare Elly Schlein e Giuseppe Conte. «Un governo che non ha altri argomenti sulla politica estera se non attaccare l’opposizione è un governo improvvisato», replica la segretaria del Pd. «Questi attacchi dal partito trasversale delle armi sono medaglie» le fa eco il leader M5S.
Elly e Giuseppe vanno a braccetto: «Da settimane - precisa Schlein - il governo è in stato confusionale, con i litigi quotidiani tra Tajani e Salvini. Non riescono a dire una parola a favore di una difesa comune europea, ma nemmeno a condividere una posizione sul piano di riarmo proposto. Sono uniti so…
Hippy Pd. L’accusa movimentista rivolta da Giorgia Meloni dal palco del congresso di Azione ai democratici «hippie demilitarizzati», ostili al riarmo di von der Leyen, ha l’effetto di compattare Elly Schlein e Giuseppe Conte. «Un governo che non ha altri argomenti sulla politica estera se non attaccare l’opposizione è un governo improvvisato», replica la segretaria del Pd. «Questi attacchi dal partito trasversale delle armi sono medaglie» le fa eco il leader M5S.
Elly e Giuseppe vanno a braccetto: «Da settimane - precisa Schlein - il governo è in stato confusionale, con i litigi quotidiani tra Tajani e Salvini. Non riescono a dire una parola a favore di una difesa comune europea, ma nemmeno a condividere una posizione sul piano di riarmo proposto. Sono uniti solo nell’abbassare la testa di fronte ai dazi di Trump all’Ue». E Conte: «Fa tenerezza Meloni che, dopo aver sottoscritto al Consiglio europeo l’Europa del Riarmo ora punta il dito verso di me che le spese della Difesa le ho adeguate nell’ordine di 1 miliardo l’anno mentre portavo oltre 200 miliardi in Italia per sanità, asili nido, imprese e lavoro. Che faccia tosta!».
La premier ha infatti preso di mira anche Conte, uno «che quando era al governo sottoscrive l’impegno del due per cento per le spese della difesa della Nato e quando è all’opposizione scende in piazza per manifestare contro chi cerca di mantenere quell’impegno sottoscritto». Il riferimento è alla manifestazione anti-riarmo dei cinquestelle di sabato prossimo, in piazza Vittorio Emanuele, con inizio alle ore 13.
Con la Meloni nel guado tra l’Europa e Trump cosa propone il Partito democratico? «L’alternativa è fare un salto in avanti nell’integrazione e nell’autonomia strategica europea, costruendo una vera difesa comune», spiega Schlein. Dopodiché, nello stesso Pd, ci sono sensibilità diverse. Alcuni dei suoi esponenti erano al Rome Life Hotel, sede dell’assise calendaniana. E se Francesco Boccia, capogruppo al Senato, si è chiesto come la premier possa difendere le nostre ragioni vista la sua vicinanza a Trump, il riformista Lorenzo Guerini, presidente del Copasir, ha sottolineato le contraddizioni interne al centrosinistra sull’Ucraina: «Credo non possa esistere un’alleanza in cui non si chiarisca in modo chiaro: vi sia almeno una convergenza minima sui temi della politica estera e sul posizionamento internazionale del Paese». Il riferimento è all’antimilitarismo spinto degli ex grillini. Sul riarmo l’ala riformista è più vicina a Calenda che a Conte. Ma un’altra riformista come Pina Picierno, la vicepresidente del Parlamento europeo e filo Ucraina, rifiuta l’etichetta di «guerrafondaia». A Meloni ha spiegato che «no, Vance non ha ragione a considerare l’Europa un continente di parassiti. Non si può per nessuna ragione al mondo assecondare una cosa del genere. Siamo l’Italia e siamo l’Europa».
L’intero centrosinistra è percorso in realtà da correnti di pensiero diverse. «Rispetto per chi è contrario al riarmo, Carlo, anche se hai l’elmetto da tre anni», gli manda a dire il capo M5S. Il verde Angelo Bonelli si è detto stupito della standing ovation riservata da Azione alla premier. Matteo Renzi a sua volta insiste nel definire «Meloni un’influencer di propaganda. Fa un decreto legge sulle liste d’attesa a cui noi abbiamo votato contro, ma questo decreto non impedisce che succeda quello che è successo a Mazara del Vallo, dove 206 referti che dovevano essere dati a malati di tumore per iniziare la terapia non sono stati consegnati».
Le divisioni sono pesanti anche nel centrodestra. «Mi voglio augurare che Meloni non abbia dato dell’hippy anche al Papa», fa notare Boccia. E Schlein sottolinea l’imbarazzata inerzia sui dazi: «Le contraddizioni dei nazionalisti le pagheranno le imprese, i lavoratori e le famiglie. Così per non riuscire nemmeno a dire a Trump che sbaglia, Meloni relega l’Italia al margine in Europa».