Una lettera di Matteo Renzi a Giorgia Meloni: «Il segreto di Stato è una cosa seria. Toglilo per la vicenda autogrill». Due righe, scritte a mano, da parte della premier: «Ho già dato il mandato di farlo». Ma, soprattutto, una vicenda più ampia e complessa che rischia di creare un precedente nel rapporto tra i servizi di intelligence e la magistratura. La storia gira attorno al famoso incontro in autogrill tra Renzi e l’ex spia, ora in pensione, Marco Mancini. Nell’ambito di indagini difensive condotte dall’ex agente, l’allora capa del Dis, Elisabetta Belloni, si era rifiutata di rispondere ad alcune domande dell’avvocato di Mancini invocando «il segreto di Stato».
Il punto, però, non era l’incontro sul quale non era stato apposto il silenzio ma alcune dom…
Una lettera di Matteo Renzi a Giorgia Meloni: «Il segreto di Stato è una cosa seria. Toglilo per la vicenda autogrill». Due righe, scritte a mano, da parte della premier: «Ho già dato il mandato di farlo». Ma, soprattutto, una vicenda più ampia e complessa che rischia di creare un precedente nel rapporto tra i servizi di intelligence e la magistratura. La storia gira attorno al famoso incontro in autogrill tra Renzi e l’ex spia, ora in pensione, Marco Mancini. Nell’ambito di indagini difensive condotte dall’ex agente, l’allora capa del Dis, Elisabetta Belloni, si era rifiutata di rispondere ad alcune domande dell’avvocato di Mancini invocando «il segreto di Stato».
Il punto, però, non era l’incontro sul quale non era stato apposto il silenzio ma alcune domande specifiche sul «funzionamento organizzativo del Servizio» poste dalla difesa di Mancini e alle quali Belloni aveva ritenuto di non dover rispondere. Ora Renzi – che aveva raccontato la vicenda già nel suo precedente libro – torna all’attacco e rivela, mostrando la lettera, che Meloni si è impegnata a togliere anche quel sigillo. Come il leader di Italia viva sa benissimo, la questione non è neutra. Ma può creare un precedente per un’altra vicenda, ben più seria: l’utilizzo del software Paragon da parte dei Servizi. Cinque procure stanno indagando su chi e perché lo abbia utilizzato nei confronti di attivisti della Ong Mediterranea e sul direttore di Fanpage, Francesco Cancellato. Se «il funzionamento organizzativo del Servizio» non è più coperto da segreto, i vertici delle agenzie dovrebbero rispondere a tutte le domande se chiamati dai magistrati. «Di questo si discuterà quando sarà il tempo. Ma ogni caso fa storia a sé» spiega però una fonte dell’intelligence.
In giorni che appaiono particolarmente complessi: ieri il Domani ha raccontato come un Dpcm che Palazzo Chigi si appresta a varare sul prepensionamento del personale del comparto, potrebbe essere usato dal numero due del Dis, Giuseppe del Deo, 51 anni appena, per anni potentissimo e ora in rotta con l’attuale gestione, per cominciare una seconda vita fuori dal dipartimento.