Da Elly Schlein (era ovvio) ai riformisti dem (meno ovvio), dai forzisti ai socialisti del neo eletto Maraio, fino a +Europa di Magi.
Riceve solo no la proposta di coalizione dei volenterosi italiani fatta da Carlo Calenda chiudendo il congresso di Azione.
Dura la segretaria dem, che comunque non era tra le invitate al tavolo contro i populisti pensato per disarticolare il bipolarismo. "Calenda? Penso che debba decidere da che parte stare, non si può stare un po’ di qua e un po’ di là. La linea Pd è una ed è chiara: noi torneremo al governo vincendo le elezioni con una coalizione progressista, senza accordi di palazzo e larghe intese. Questo è il mandato che ho ricevuto quando ho vinto le primarie", così Schlein.
"Cara Schlein, – la reazione a stretto giro di Calenda – noi stiamo al centro dove ci hanno messo gli elettori. Non andiamo dietro ai populisti filo putiniani e non ci asteniamo quando si tratta di Ucraina, riarmo europeo e difesa. Il resto è fuffa".
Se quella della segretar…
Da Elly Schlein (era ovvio) ai riformisti dem (meno ovvio), dai forzisti ai socialisti del neo eletto Maraio, fino a +Europa di Magi.
Riceve solo no la proposta di coalizione dei volenterosi italiani fatta da Carlo Calenda chiudendo il congresso di Azione.
Dura la segretaria dem, che comunque non era tra le invitate al tavolo contro i populisti pensato per disarticolare il bipolarismo. "Calenda? Penso che debba decidere da che parte stare, non si può stare un po’ di qua e un po’ di là. La linea Pd è una ed è chiara: noi torneremo al governo vincendo le elezioni con una coalizione progressista, senza accordi di palazzo e larghe intese. Questo è il mandato che ho ricevuto quando ho vinto le primarie", così Schlein.
"Cara Schlein, – la reazione a stretto giro di Calenda – noi stiamo al centro dove ci hanno messo gli elettori. Non andiamo dietro ai populisti filo putiniani e non ci asteniamo quando si tratta di Ucraina, riarmo europeo e difesa. Il resto è fuffa".
Se quella della segretaria era una posizione annunciata, meno scontata era la risposta dei riformisti del suo partito. Che invece hanno chiuso la porta già domenica sera.
"È fatto così, gli si vuole bene lo stesso", aveva commentato ironico il dem Filippo Sensi postando il video nel quale il leader di Azione lo chiama in causa.
Ma il game over lo ha dato il senatore e coordinatore di Energia popolare Alessandro Alfieri che assicurava: "I riformisti del Pd continueranno a battersi con determinazione per un Pd plurale e con cultura di governo. Facendo esattamente ‘il contrario di chi ci vorrebbe divisi’”.
Così nel Pd. Ma altrettanto rilevante è il no di Forza Italia, una delle potenziali gambe del progetto calendiano, arrivato dopo un giorno di silenzio dal portavoce nazionale Raffaele Nevi. “Se qualcuno vuole aggiungersi ben venga, ma noi non romperemo mai il centrodestra. – le parole di Nevi – È una proposta di Calenda ma la nostra linea è chiarissima: siamo la parte liberale della coalizione di centrodestra e la risposta alla proposta di Calenda è assolutamente no”.
Insomma, i volenterosi italiani evocati dall’ex ministro non sembrano brillare per grande volontà.
Tanto più che anche da +Europa non si registra grande interesse per il dibattito che il segretario Riccardo Magi definisce “lunare”. Aggiungendo anzi che “per noi di +Europa ci sono differenze semplicemente incolmabili con Giorgia Meloni perché siamo incompatibili con la sua visione di Europa”.
Stop anche da Enzo Maraio, fresco neosegretario del Partito socialista, secondo il quale “non esistono posizioni terzopoliste e non si può costruire una seria proposta di governo con una maggioranza a trazione populista. Azione superi la logica dei veti e lavori su idee e proposte concrete per costruire un'alternativa alle destre".
E qualche dubbio, dopo gli iniziali entusiasmi (vedi Donzelli che a Repubblica arrivava ad azzardare anche un’alleanza elettorale nelle Marche) inizia a serpeggiare anche in quel di Fratelli d’Italia. “Confronto non significa compromesso", ha puntualizzato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, ma "ci sono delle posizioni che possono essere coincidenti, non ci vuole confusioni di ruoli".