Dazi, l’allarme dei governatori di destra. L’opposizione attacca: “Il vostro governo non vi ascolta”
di Stefano BaldoliniAttilio Fontana, Luca Zaia, Maurizio Fugatti e Massimiliano Fedriga
(ansa)"Sono preoccupato, bisogna vedere cosa faranno gli Stati Uniti, sicuramente è importante che a livello nazionale ed europeo si intavoli subito una negoziazione con l'amministrazione statunitense. I dazi non fanno bene all'Europa e non fanno bene agli Stati Uniti". Lo ha detto oggi a Trieste il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
Il governatore leghista (che è anche presidente della Conferenza delle Regioni) è intervenuto all’indomani dell’allarme lanciato da un altro presidente del Carroccio di una regione del Nord come Luca Zaia, che aveva parlato di “rischio cigno nero”. "Siamo alla vigilia di un giorno cruciale per l'economia mondiale. Se saranno confermati i dazi universali al 20% per tutti gli scambi commerciali con gli usa, il 2 aprile rischia di non essere il 'giorno della liberazione' annunciato da Trump, ma il giorno di un nuovo cigno nero, dopo la pandemia e le guerre in Ucraina e Israele. Sarà un giorno che resterà nella storia economica e geopolitic…
"Sono preoccupato, bisogna vedere cosa faranno gli Stati Uniti, sicuramente è importante che a livello nazionale ed europeo si intavoli subito una negoziazione con l'amministrazione statunitense. I dazi non fanno bene all'Europa e non fanno bene agli Stati Uniti". Lo ha detto oggi a Trieste il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
Il governatore leghista (che è anche presidente della Conferenza delle Regioni) è intervenuto all’indomani dell’allarme lanciato da un altro presidente del Carroccio di una regione del Nord come Luca Zaia, che aveva parlato di “rischio cigno nero”. "Siamo alla vigilia di un giorno cruciale per l'economia mondiale. Se saranno confermati i dazi universali al 20% per tutti gli scambi commerciali con gli usa, il 2 aprile rischia di non essere il 'giorno della liberazione' annunciato da Trump, ma il giorno di un nuovo cigno nero, dopo la pandemia e le guerre in Ucraina e Israele. Sarà un giorno che resterà nella storia economica e geopolitica del mondo. Ho voluto approfondire perciò i rischi che correrebbe l'economia veneta dai dazi americani, e i dati sono impressionanti. L'Italia ha da sempre un rapporto privilegiato con gli Stati uniti: per questo bisogna trovare a breve un accordo, in forza del legame esistente e oggi politicamente più forte che mai".
"Sono quasi 8 i miliardi di euro di export veneto sugli Stati Uniti", ribadisce oggi il governatore.
A Zaia ha risposto il Pd locale che lo ha accusato di “svegliarsi tardi”. "Zaia finalmente si accorge del rischio dazi americani, a un giorno dalla loro possibile entrata in vigore – dichiara il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Pd veneto – Naturalmente lo fa a modo suo: chiede che se ne occupi qualcun altro, limitandosi a denunciare il problema e a sollecitare l'intervento del governo. Peccato che da settimane il partito democratico chiedesse proprio questo, mentre lui e il suo partito restavano in silenzio".
Mentre in Lombardia, il Consiglio regionale ha bocciato una mozione del Pd che chiedeva alla Regione di schierarsi contro i dazi americani esprimendo al governo "forte preoccupazione e netta contrarietà". Come aveva spiegato in mattinata il primo firmatario Matteo Piloni, con la mozione i dem chiedevano al governatore Attilio Fontana "non solo di dichiararsi preoccupato ma anche contrario" visto che se arriveranno i dazi "peseranno su tanti comparti che riguardano soprattutto la Lombardia". Tutto il centrodestra ha votato contro parlando di una mozione "strumentale" visto che ancora non è chiaro se, quando e come i dazi verranno applicato. "Quella di Zaia è una invocazione sterile, che neppure viene ascoltata dai suoi ministri e dai suoi consiglieri regionali, che anzi tifano per Trump”, l’accusa del Pd.
E a proposito di governo, il vicepremier Antonio Tajani è attendista e invita a una risposta europea, non nazionale. "Non dobbiamo piegare la testa, ma neanche essere antiamericani. Bisogna trovare una soluzione che permetta a tutte le imprese italiane di non subire danni. I dazi non fanno bene a nessuno. Non possiamo trattare a livello nazionale", ha detto il ministro degli Esteri. "L'Italia non può fare da sé, – ha aggiunto – è competenza Ue. Può esserci dialogo su altre questioni. Possiamo avere una politica commerciale nazionale, ma i dazi li fa l'Europa".
Anche per il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso la politica commerciale è "competenza della Commissione europea", quindi la risposta ai dazi Usa deve essere dell'Ue.
Parole che non sono sfuggite al senatore di Italia viva Enrico Borghi che affonda il colpo: "Il ministro Urso ha smentito clamorosamente la Lega sul tema dei dazi, chiudendo la strada a qualsiasi trattativa bilaterale con gli Stati Uniti”.