✕

Conte e i 5 Stelle alla sfida della piazza. I dubbi degli alleati

Giuseppe Conte 

 

Ascolta l'audio

ll Nazareno sta valutando la linea sulla manifestazione Cinquestelle contro le armI. Potrebbe partecipare una delegazione, non la leader
2 minuti di lettura

ROMA – La piazza M5s divide il centrosinistra ma Elly Schlein, in questi giorni, sta facendo di tutto per non dare l’impressione di un campo largo attraversato da spaccature sulla questione del riarmo. Tema che sarà il cuore della manifestazione organizzata da Giuseppe Conte per sabato 5 aprile a Roma, il cui slogan è: «Basta soldi per le armi. Fermiamoli».

Non è facile stare in equilibrio di fronte a una piattaforma così netta e la segretaria del Pd ci prova parlando di «differenze ma anche di punti in comune». Per esempio: «Così come noi siamo a favore della difesa comune europea, ho sentito spesso anche il Movimento 5 Stelle e Conte parlarne. E poi ci sono anche delle similitudini nelle critiche fatte al piano di riarmo».

Similitudini sì, ma anche qualche perplessità che viene avanzata da un pezzo di partito che si ritrova nella corrente dei riformisti. Per queste ragioni al Nazareno non è stato ancora deciso se e come prendere parte alla piazza. In un’intervista a Repubblica il …

ROMA – La piazza M5s divide il centrosinistra ma Elly Schlein, in questi giorni, sta facendo di tutto per non dare l’impressione di un campo largo attraversato da spaccature sulla questione del riarmo. Tema che sarà il cuore della manifestazione organizzata da Giuseppe Conte per sabato 5 aprile a Roma, il cui slogan è: «Basta soldi per le armi. Fermiamoli».

Non è facile stare in equilibrio di fronte a una piattaforma così netta e la segretaria del Pd ci prova parlando di «differenze ma anche di punti in comune». Per esempio: «Così come noi siamo a favore della difesa comune europea, ho sentito spesso anche il Movimento 5 Stelle e Conte parlarne. E poi ci sono anche delle similitudini nelle critiche fatte al piano di riarmo».

Similitudini sì, ma anche qualche perplessità che viene avanzata da un pezzo di partito che si ritrova nella corrente dei riformisti. Per queste ragioni al Nazareno non è stato ancora deciso se e come prendere parte alla piazza. In un’intervista a Repubblica il responsabile Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, ha detto che, nei prossimi giorni, si faranno tutte le valutazioni del caso. Intanto però in molti considerano improbabile la presenza di Schlein, piuttosto potrebbe essere presente una delegazione.

Dal canto suo Conte non vuole far sfigurare questo evento, in termini numerici e comunicativi, rispetto a quello che si è tenuto a piazza del Popolo il 15 marzo e a quello in programma il giorno successivo a Bologna nel segno dell’europeismo. Ospite di Quarta Repubblica su Rete4, l’ex premier sottolinea che «il problema non è rendere più efficiente il nostro esercito o la nostra difesa, ci mancherebbe. Il problema è che si sta parlando di 800 miliardi che vengono offerti agli Stati, singolarmente, per riarmarsi. Non c’è un progetto neppure di difesa comune». Quindi attacca la premier, che ha sottoscritto il piano von der Leyen: «Alla fine succederà che l’Italia sarà il fanalino di coda anche per quanto riguarda il primato militare perché Meloni si è rimangiata tante promesse».

Da via di Campo Marzio dicono che le adesioni alla piazza stanno arrivando a migliaia da tutta Italia, in particolare dalla Sicilia. Oltre a volti della vecchia guardia di M5s, come l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, considerata piuttosto lontana dal leader, ci saranno esponenti di Avs come Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ex parlamentari del Polo progressista come Loredana De Petris, Stefano Fassina e Paolo Cento, e rappresentanti del terzo settore e della cultura italiana. Nessun timore per le parole di Carlo Calenda che ha detto di voler «cancellare» il partito di Conte. Anzi, «ha galvanizzato la comunità M5s», sostengono i parlamentari convinti che la piazza di sabato sarà un passaggio cruciale. Anche nei rapporti tra le forze di centrosinistra.

Leggi i commenti