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Paolo Guzzanti: “Rovinato da debiti e divorzi, con 14 euro sul conto ho dovuto fare una colletta”

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Il giornalista, 85 anni: “Mio figlio Corrado mi ha detto che avrei dovuto chiedere aiuto a lui. Mi sono vergognato. Ho una buona pensione vero, ma il punto è che in questo Paese non funzionano né giustizia né fisco”
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“Mi sono ritrovato con 14 euro sul conto. Ho 85 anni, problemi di salute alle prese con una sanità pubblica inefficiente, debiti con un fisco aguzzino. Non volevo fare un caso di Stato. Ho mandato un messaggio agli amici per chiedere un prestito. Poi ho deciso di raccontare le cose come stanno perché ci saranno altri Paolo Guzzanti che si trovano nei guai e non sanno come fare no?”. Non è una burla delle sue, non è come quell’imitazione di Sandro Pertini che faceva in tv e con cui ingannò Arbore e Minà. Paolo Guzzanti, giornalista, ex deputato Pdl, berlusconiano poi in rotta con Berlusconi, padre di Sabina, Corrado e Caterina, attori e conduttori tv, ora fa sul serio: in crisi nera, sta facendo una colletta per sopravvivere. E rivela: “Quando la cosa è venuta fuori mi ha scritto mio figlio Corrado. Mi ha detto: “papà, ma non potevi dirlo a me?”. Mi sono vergognato”.

Come si è ritrovato in una situazione del genere Guzzanti?

“Io non mi sarei mai sognato di fare del mio caso un caso uni…

“Mi sono ritrovato con 14 euro sul conto. Ho 85 anni, problemi di salute alle prese con una sanità pubblica inefficiente, debiti con un fisco aguzzino. Non volevo fare un caso di Stato. Ho mandato un messaggio agli amici per chiedere un prestito. Poi ho deciso di raccontare le cose come stanno perché ci saranno altri Paolo Guzzanti che si trovano nei guai e non sanno come fare no?”. Non è una burla delle sue, non è come quell’imitazione di Sandro Pertini che faceva in tv e con cui ingannò Arbore e Minà. Paolo Guzzanti, giornalista, ex deputato Pdl, berlusconiano poi in rotta con Berlusconi, padre di Sabina, Corrado e Caterina, attori e conduttori tv, ora fa sul serio: in crisi nera, sta facendo una colletta per sopravvivere. E rivela: “Quando la cosa è venuta fuori mi ha scritto mio figlio Corrado. Mi ha detto: “papà, ma non potevi dirlo a me?”. Mi sono vergognato”.

Come si è ritrovato in una situazione del genere Guzzanti?

“Io non mi sarei mai sognato di fare del mio caso un caso universale. Avevo solo mandato un messaggio agli amici. L’ho reso universale dopo averne parlato con Sara Manfuso, che è mia amica. Lei mi ha fatto giustamente riflettere sul fatto che le mie disgrazie dipendono da un divorzio rovinoso protratto per anni a causa della magistratura italiana che rinvia rinvia rinvia e uno si ritrova a pagare soldi che non dovrebbe. Ci si ritrova a pagare soldi rateizzati, ogni mese arriva una batosta”.

E non ce la fa più? Lei ha la pensione da ex parlamentare...

“Scrivo per un giornale, Il Riformista, che non ha grandi risorse. Inoltre sono stato inaspettatamente operato 4 volte in un anno, sono fortunato perché ho l’assicurazione della Casagit ma anche così una quota è stata a mio carico e mi sono ritrovato a pagare tra 8 e 10 mila euro di tasca mia. Alla fine mi sono trovato la settimana scorsa a fare l’estratto conto e a trovarmi 14 euro. Tutto quello che avevo disponibile erano 14 euro. Allora ho scritto agli amici, a mio figlio Corrado. Ho chiesto un prestito, non ho fatto l’elemosina. Con la quattordicesima della pensione da ex parlamentare, che è una buona pensione, a giugno restituirò tutto. Sara Manfuso mi ha consigliato di rendere nota la cosa, capisco sia sorprendente che una persona immaginata come benestante si ritrovi in questa situazione”.

Non è un pesce d’aprile giusto?

“No, prova ne sia il fatto che il messaggio agli amici è di 3 giorni fa”.

I suoi figli come l’hanno presa?

“Ai miei figli io non l’ho detto, Sabina e Corrado mi hanno già aiutato in passato. Sono famosi ma non ricchi, non sono attori di Hollywood, non mi va di disturbarli ancora, sono stati generosi. Corrado mi ha chiesto come mai non avessi detto a lui della mia situazione. E io gli ho scritto che mi vergognavo. E tuttavia è un senso di umiliazione ragionevole il mio credo. Pago le tasse, lavoro a 85 anni anziché stare in campagna a giocare a bocce, di più non posso fare ed è vero che chi si divorzia viene dissanguato a morte. Ed è vero che il fisco è solo un esattore di crediti ma di nessuna comprensione umana come invece avviene in Germania. Ed è vero pure che se ti capita di star male dopo gli 80 anni per le tasche di una persona non molto benestante può essere una rovina. E questo non succede solo a Paolo Guzzanti”.

L’hanno chiamata politici in queste ore?

“No, da anni non ho alcun rapporto con alcun politico. MI ha chiamato Sallusti che non sentivo da anni e l’ho ringraziato ma io manco li conosco i politici di oggi. Meloni me la ricordo in Parlamento giovane”.

Si sente più tranquillo? Ha raccolto un po’ di soldi ora?

“Ho superato l’emergenza ma qui il problema è strutturale e da qui a poco saremo punto e a capo. Speriamo nei libri che mi daranno un po' di diritti d’autore. I divorzi mi hanno portato via tutto, non ho case né automobile, i creditori potrebbero portarsi via vecchi libri e un pc. Ma non voglio fare la vittima. Il punto è che sono ridotto in queste condizioni perché un divorzio non può durare 5 anni, dovrebbe durare 6 mesi. E uno che ha problemi di rateizzazione col fisco non incontra un fisco amico ma un esattore spietato. Se uno sta male deve mettere mani al portafoglio oppure affidarsi al sistema sanitario nazionale inefficiente. Mi avevano dato appuntamento per un’operazione il 6 aprile 2026. Qui non parliamo del pietoso caso del povero Guzzanti, ma di un vecchio professionista che vive ancora lavorando, onesto e puntuale contribuente con una buona pensione stritolato da divorzi e fisco che si trova a chiedere aiuto agli amici”.

Chi l’ha aiutata?

“Amici, ex colleghi, gente che mi vuole bene e che mi ha detto che erano regali. Non vip. Pure ex giornalisti di Repubblica dei miei tempi, siamo rimasti come fratelli”.

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