Difesa comune Ue, maggioranza spaccata a Strasburgo: FI a favore, Lega contro, FdI si astiene
di Stefano BaldoliniNella relazione sulla politica estera e sicurezza comune approvata oggi dal Parlamento europeo, le forze della maggioranza di governo italiana si sono divise in tre: Forza Italia ha votato a favore, la Lega contro, mentre Fratelli d'Italia si è astenuta. È quanto risulta dall'analisi del voto. Il Pd, invece, risulta più compatto del solito.
Nella risoluzione, gli eurodeputati chiedono all'Ue di aumentare ed accelerare in modo significativo il sostegno all'Ucraina, per metterla in una posizione di forza e scoraggiare ulteriori aggressioni da parte della Russia dopo un eventuale accordo di cessate il fuoco.
Lo scorso 12 marzo al voto sulla risoluzione sulla difesa si registrarono divisioni nel governo (la Lega si oppose) ma anche nel Pd.
Dem che attaccano. "Oggi c'è una notizia che io credo sia molto rilevante. Sulla politica estera e di difesa comune i tre partiti di governo hanno tre posizioni diverse. Noi lo diciamo da tempo. La realtà è che in Italia non esiste una maggioranza polit…
Nella relazione sulla politica estera e sicurezza comune approvata oggi dal Parlamento europeo, le forze della maggioranza di governo italiana si sono divise in tre: Forza Italia ha votato a favore, la Lega contro, mentre Fratelli d'Italia si è astenuta. È quanto risulta dall'analisi del voto. Il Pd, invece, risulta più compatto del solito.
Nella risoluzione, gli eurodeputati chiedono all'Ue di aumentare ed accelerare in modo significativo il sostegno all'Ucraina, per metterla in una posizione di forza e scoraggiare ulteriori aggressioni da parte della Russia dopo un eventuale accordo di cessate il fuoco.
Lo scorso 12 marzo al voto sulla risoluzione sulla difesa si registrarono divisioni nel governo (la Lega si oppose) ma anche nel Pd.
Dem che attaccano. "Oggi c'è una notizia che io credo sia molto rilevante. Sulla politica estera e di difesa comune i tre partiti di governo hanno tre posizioni diverse. Noi lo diciamo da tempo. La realtà è che in Italia non esiste una maggioranza politica sulla politica estera". Lo ha detto il capodelegazione del Pd all'Eurocamera, Nicola Zingaretti parlando alla stampa a Strasburgo.
"Fino ad ora questo tema è stato vissuto in uno scontro quotidiano tra due vicepresidenti del Consiglio che hanno a loro volta una posizione diversa da quella della Presidente del Consiglio. Tutto questo da oggi è sancito anche da un voto nell'Europarlamento", ha spiegato Zingaretti.
Le posizioni nel Pd
La delegazione del Pd al Parlamento europeo ha votato a favore della relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune dell'Ue al voto di oggi a Strasburgo.
Ma si è distinta su alcuni emendamenti interni pro Rearm.
"Oggi a Strasburgo si vota anche sul rapporto annuale 2024 per la politica di sicurezza e difesa comune. La delegazione del Partito democratico voterà il rapporto 2024, già approvato in commissione Esteri nel gennaio scorso, e ribadirà la linea a favore di una politica estera e di difesa comune europea, ma contraria alla corsa al riarmo dei singoli 27 Stati. Nella fase emendativa, ribadirà la sua posizione di una richiesta di radicale cambiamento delle proposte di riarmo di Ursula Von der Leyen e voterà contro gli emendamenti che ripropongono l'indirizzo". Così ha spiegato Zingaretti annunciando il voto.
Posizione non condivisa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e l'eurodeputato Giorgio Gori.
"Siamo soddisfatti per il voto favorevole della nostra delegazione alla relazione relativa all'attuazione della politica di sicurezza e difesa comune. Con altri colleghi voteremo anche gli emendamenti relativi al Libro bianco sulla Difesa europea e sul piano von Der Leyen, convinti che rappresentino un primo necessario passo per la costruzione di una difesa comune europea", dichiarano in una nota. "Riteniamo - continuano i riformisti dem - che la mediazione ottenuta sia preziosa e abbia permesso di non distinguere la delegazione dal gruppo socialista".
Di tutt’altro avviso il deputato Marco Furfaro, componente della segreteria nazionale del Pd: “Bene voto dem contro emendamento, il riarmo è un favore a Trump”.
Dal Nazareno arriva un’altra conferma. "Bene il voto di oggi della delegazione Pd al Parlamento europeo, che conferma la linea del partito: siamo a favore della difesa comune europea, e quindi secondo noi il piano ReArm proposto dalla commissione Von der Leyen va radicalmente cambiato". Così in una nota Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale. Approva anche Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del partito.
La stessa Picierno però torna a precisare: "Noto anche oggi una certa tendenza a confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza: nel testo finale votato dalla delegazione del Pd e da tutto il gruppo dei socialisti e democratici c'è ReArm Europe, ed è motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata da parte di tutti".
Il no dei 5 stelle
“Il Movimento 5 Stelle ha votato con coerenza e orgoglio contro i due rapporti votati al Parlamento europeo sulla politica estera e di difesa. Quest’ultimo, in particolare, è un inno alla guerra che chiede ai Paesi membri di preparare le famiglie e i giovani con esercitazioni e iniziative che facciano partecipare la società civile a questo sforzo bellico. Vergognoso inoltre l’approvazione dell’emendamento del PPE che accoglie con favore il piano RearmEU della Commissione europea che stanzia ben 800 miliardi per l’escalation militare e porterà a dolorosi tagli alla spesa sociale e agli investimenti. Noi abbiamo voto no al testo finale anche perché contiene questo emendamento e sabato 5 aprile saremo in piazza con migliaia di cittadini per suonare la sveglia a quest’Europa della guerra e delle armi”, così in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.
Il voto di oggi
Il Parlamento europeo ha dunque approvato la risoluzione sulla relazione annuale 2024 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astenuti.
Il gruppo Pd al Parlamento europeo ha votato a favore della Relazione annuale su sicurezza e difesa. Hanno votato no Marco Tarquinio e Cecilia Strada.
L'emendamento 19, che "accoglie con favore il piano ReArm Europe in cinque punti proposto il 4 marzo 2025 dalla presidente della Commissione europea", è stato votato per alzata di mano.
A votare contro gli europarlamentari verdi Cristina Guarda, Ignazio Marino, Leoluca Orlando e Benedetta Scuderi: “Nessuno sente il bisogno di un cacciabombardiere in più mentre tutto sentiamo l’urgenza di eliminare le liste di attesa per curare tempestivamente chi ne ha bisogno. Ancora una volta dispiace che il Parlamento si sia schierato a favore della spesa militare per armare fino ai denti i 27 paesi europei”.