All’insegna del patriottismo e su decisione diretta della presidente del Consiglio. Perché, come dice il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, il valore degli otto premiati come maestri d’arte e della cucina italiana “è stato riconosciuto ovunque ma non in patria”. E infatti Giorgia Meloni, in una cerimonia “dall’alto valore simbolico e culturale”, copyright Lollobrigida, nel cortile di palazzo Chigi di fronte a un centinaio di persone tra cui tanti studenti, definisce i vincitori dei “patrioti, che ci insegnano cosa sia la tradizione. Sono ambasciatori per il servizio che rendono alla nostra nazione”.
Il mood è questo, nessuna deroga al registro sovrano: “I maestri di cucina sono beni culturali viventi”. Per questa prima edizione non c’è stato un bando, quindi nessun concorso o selezione pubblica. Il 19 aprile del 2024 è stata approvata una legge per l’istituzione del premio e oggi la premier e il ministro hanno assegnato i riconoscimenti ai m…
All’insegna del patriottismo e su decisione diretta della presidente del Consiglio. Perché, come dice il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, il valore degli otto premiati come maestri d’arte e della cucina italiana “è stato riconosciuto ovunque ma non in patria”. E infatti Giorgia Meloni, in una cerimonia “dall’alto valore simbolico e culturale”, copyright Lollobrigida, nel cortile di palazzo Chigi di fronte a un centinaio di persone tra cui tanti studenti, definisce i vincitori dei “patrioti, che ci insegnano cosa sia la tradizione. Sono ambasciatori per il servizio che rendono alla nostra nazione”.
Il mood è questo, nessuna deroga al registro sovrano: “I maestri di cucina sono beni culturali viventi”. Per questa prima edizione non c’è stato un bando, quindi nessun concorso o selezione pubblica. Il 19 aprile del 2024 è stata approvata una legge per l’istituzione del premio e oggi la premier e il ministro hanno assegnato i riconoscimenti ai maestri d’arte che andranno a costituire il comitato che si occuperà di selezionare i vincitori delle prossime tre edizioni. Succede in coincidenza con l’introduzione dei dazi voluti da Donald Trump, che inevitabilmente avranno ripercussioni nel settore: “Non si esclude, se necessario, - dice la premier - di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni. Del resto la difesa del nostro agroalimentare è stata una priorità per questo governo”.
Fatto questo passaggio, molto duro e secco rispetto invece alle parole pronunciate ieri da Matteo Salvini che ha parlato di collaborazione con il presidente degli Stati Uniti, la premier appare entusiasta dell’evento: “Noi oggi abbiamo consegnato un riconoscimento che non esisteva, aggiungo che incredibilmente non esisteva, incredibilmente nessuno fin qui aveva pensato a un modo per valorizzare il contributo di chi con la sua opera, con il suo ingegno, con la sua passione, con la sua competenza esalta ogni giorno il prestigio della cucina italiana e facendolo rende lustro alla nostra nazione, valorizza il nostro straordinario patrimonio enogastronomico, lo rende apprezzato e desiderato in tutto il mondo”.
Meloni, consultando il ministro Lollobrigida, ha scelto di premiare per l'arte della pasticceria italiana Iginio Massari e per l'arte della gelateria Carlotta Fabbri. E poi ancora il pizzaiolo campano Franco Pepe, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini che ha inviato un videomessaggio, per l’arte casearia Piercristiano Brazzale ex presidente della Federazione mondiale del latte, per l'arte olivicola italiana Maria Francesca Di Martino, per l'arte vitivinicola l'enologo Riccardo Cotarella che è presidente Assoenologi che ha dedicato il premio ai produttori italiani, ora "soldati in trincea". Il premio maestro dell'arte della cucina italiana è stato conferito a Massimo Bottura, il cuoco del G7 in Puglia. Di lui è stato sottolineato anche l'impegno sociale con "Tortellante" a sostegno dell'inserimento lavorativo dei ragazzi con autismo e "Food for soul". Per quest’anno il governo è stato sovrano anche nella decisione, per una competizione bisognerà aspettare la prossima edizione.