Dazi, Lollobrigida “Il 20% è tanto, pronti a tutelare le aziende”
di Lorenzo De CiccoFrancesco Lollobrigida
(ansa)«Da Paese esportatore i dazi ci preoccupano, il 20% è un dato importante ma aspettiamo di capire esattamente quali saranno gli effetti delle scelte dell’amministrazione americana», dice Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e capo-delegazione di FdI al governo. Sono le 23, Trump ha presentato il suo conto, è scoccata l’ora “X” delle tariffe contro l’Ue.
Ministro, e ora? A suo parere Ursula von der Leyen sta gestendo bene i negoziati di Bruxelles con Washington?
«In una trattativa i risultati si giudicano alla fine. Ora dobbiamo evitare una guerra commerciale che non è utile a nessuno. Il nostro obiettivo è collaborare con l’Unione europea e con i nostri alleati occidentali e strategici, come gli Usa, per trovare soluzioni che tutelino l’interesse nazionale italiano, europeo e americano. Non giudico quindi il modo di trattare, mi auguro che la presidente della Commissione europea, in collaborazione con gli stati nazionali, si muova per raggiungere un accordo diplomatico a v…
«Da Paese esportatore i dazi ci preoccupano, il 20% è un dato importante ma aspettiamo di capire esattamente quali saranno gli effetti delle scelte dell’amministrazione americana», dice Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e capo-delegazione di FdI al governo. Sono le 23, Trump ha presentato il suo conto, è scoccata l’ora “X” delle tariffe contro l’Ue.
Ministro, e ora? A suo parere Ursula von der Leyen sta gestendo bene i negoziati di Bruxelles con Washington?
«In una trattativa i risultati si giudicano alla fine. Ora dobbiamo evitare una guerra commerciale che non è utile a nessuno. Il nostro obiettivo è collaborare con l’Unione europea e con i nostri alleati occidentali e strategici, come gli Usa, per trovare soluzioni che tutelino l’interesse nazionale italiano, europeo e americano. Non giudico quindi il modo di trattare, mi auguro che la presidente della Commissione europea, in collaborazione con gli stati nazionali, si muova per raggiungere un accordo diplomatico a vantaggio di tutti».
E questo comportamento muscolare di Trump se l’aspettava o pensava fosse solo una posa? Il personaggio, diciamo così, era noto…
«Ma non è questione di personaggio. Già con Biden si parlava di dazi, ricordo le discussioni con il segretario all’Agricoltura della passata amministrazione. Insomma, non mi pare una novità. L’atteggiamento muscolare di questa amministrazione Usa era chiaro già dalla campagna elettorale e mi pare che la volontà popolare l’abbia premiato, alle presidenziali di novembre. Gli Usa sono una grande democrazia, noi dobbiamo rispettarla».
E l’Italia deve trattare con gli Usa insieme al resto dell’Ue o da sola, come chiede da settimane il capo della Lega Salvini?
«Non sono due cose incompatibili. La politica del commercio estero è una prerogativa della commissione europea e l’Italia intende agire per rafforzare l’Ue in questo negoziato. Ma si possono coadiuvare le trattative anche con dialoghi bilaterali per aiutare a tutelare gli interessi nazionali, è una possibilità. Anche perché le priorità tra i vari paesi dell’Ue possono essere diverse, a noi interessa per esempio il comparto vinicolo, alcuni stati del Nord possono attribuire maggiore importanza alla tutela delle foreste. Di sicuro, in questa ottica, per noi avere un buon rapporto con l’amministrazione Trump può essere positivo. L’importante però, ribadisco, è scongiurare una guerra commerciale: figuriamoci se è utile per l’Italia aprire un conflitto con un alleato strategico e con il nostro secondo mercato dopo quello dell’Unione europea».
La premier Meloni ha parlato di “risposte adeguate” nel caso in cui si arrivasse davvero al muro contro muro tra l’Ue e gli Usa. Che azioni ha in mente il governo?
«Mi auguro che non ci troveremo davanti a situazioni non sostenibili, ma se si arrivasse a una prevaricazione, abbiamo pronte alcune azioni per sostenere i settori colpiti da queste criticità».
Con aiuti mirati da parte dello Stato?
«Questo sta nelle cose. Però adesso evitiamo allarmismi: il settore del vino ha toccato tutti i record in termini di valore in questo periodo, abbiamo raggiunto il record nell’export. Poi certo, se dovesse cambiare la situazione e il comparto avesse problemi, prevediamo aiuti. Ma vale per tutti i settori che dovessero subire un’inversione di tendenza. Il governo fa l’interesse dell’Italia. Ma la politica seria si basa sull’analisi dei dati, non facciamo oroscopi».