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Un congresso sovranista per blindare Salvini. E Musk accende la Lega

MATTEO SALVINI, VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 

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L’appuntamento a Firenze. Il vicepremier verrà riconfermato per la terza volta segretario in una corsa senza sfidanti
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È il video-collegamento con Elon Musk il colpaccio della Lega che si raduna oggi e domani alla fortezza da Basso di Firenze. Un congresso senza suspense, perché incoronerà Matteo Salvini per la terza volta segretario in una corsa senza sfidanti: anni di sbuffi di malumore dal Nord, ma al dunque nessuno si è fatto avanti per insidiarne la leadership. E così il vicepremier può placidamente blindarsi fino al 2029 (la durata del mandato sarà allungata a 4 anni) in modo da gestire sia le liste delle Politiche del ’27 che le trattative sul Quirinale. La conta sui vice-segretari è stata rimandata più in là: i posti saranno 4, anziché 3 come oggi, ma si sono volute evitare tensioni sulla promozione di Roberto Vannacci, che ancora non si è nemmeno tesserato ma potrebbe farlo in questo weekend, a favor di camera.

L’unico voto vero sarà sui 22 membri del consiglio federale. Si sono candidati in 36, 6 per la Lombardia che punta a fare l’en plein, 6 per il Veneto, 4 dalla Calabria, che fors…

È il video-collegamento con Elon Musk il colpaccio della Lega che si raduna oggi e domani alla fortezza da Basso di Firenze. Un congresso senza suspense, perché incoronerà Matteo Salvini per la terza volta segretario in una corsa senza sfidanti: anni di sbuffi di malumore dal Nord, ma al dunque nessuno si è fatto avanti per insidiarne la leadership. E così il vicepremier può placidamente blindarsi fino al 2029 (la durata del mandato sarà allungata a 4 anni) in modo da gestire sia le liste delle Politiche del ’27 che le trattative sul Quirinale. La conta sui vice-segretari è stata rimandata più in là: i posti saranno 4, anziché 3 come oggi, ma si sono volute evitare tensioni sulla promozione di Roberto Vannacci, che ancora non si è nemmeno tesserato ma potrebbe farlo in questo weekend, a favor di camera.

L’unico voto vero sarà sui 22 membri del consiglio federale. Si sono candidati in 36, 6 per la Lombardia che punta a fare l’en plein, 6 per il Veneto, 4 dalla Calabria, che forse ha osato troppo, per il peso politico nel partito: in 3 si ritireranno. È l’unica ruggine alla vigilia di un appuntamento in cui le tensioni interne sembrano smorzate. Ci si concentrerà su mozioni tematiche: 17 in tutto, ce n’è pure una «contro l’islamizzazione». I testi riportano posizioni spesso antitetiche alla linea ufficiale del governo. No al Rearm Eu. Sì alla trattativa bilaterale con gli Usa sui dazi. Salvini insiste sull’aumento delle pensioni, da agganciare insieme agli stipendi «al costo della vita». Un documento è incentrato sulla sicurezza e qualcuno potrebbe rilanciare l’idea di Salvini al Viminale. Un altro è sull’autonomia, tema su cui Roberto Calderoli è pronto a fare «il kamikaze» senza un’accelerazione.

Salvini, nonostante il calo di consensi rispetto al biennio d’oro 18-19, è qui per restare. Anzi, il fedelissimo Andrea Crippa già avverte: dopo il congresso, basta stecche. Tregua interna, forse vera. E almeno di facciata con gli alleati. Potrebbe mandare un video-messaggio persino Antonio Tajani, dopo le sberle mediatiche scambiate con i leghisti in questi mesi, ma chissà: in contemporanea oggi riunirà il consiglio di FI e farà votare un documento per la difesa europea, detestata dall’alleato. È possibile che appaia in video pure la premier, Giorgia Meloni.

Salvini punta forte sugli ospiti internazionali. Su Musk, atteso in video stasera o domani, e che in passato sfilava ad Atreju, ma ormai è lontano da FdI che non vuole firmargli subito l’accordo per Starlink. Mentre Salvini lo difende, pure dalla maxi-multa miliardaria minacciata dall’Ue: «Una follia». Ci sarà un video di Jordan Bardella (che i leghisti speravano in presenza, ma in Francia ha altre grane) e anche di Marine Le Pen. Pure Viktor Orbàn spedirà un filmato, come il portoghese Ventura, lo spagnolo Abascal e l’olandese Wilders. Gran reunion sovranista, ma perlopiù a distanza. Alla fortezza si vedrà però il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per parlare anche di dazi. È il primo congresso dal 2017 e sarà anche il primo senza Umberto Bossi, che Salvini ha visitato a Gemonio qualche giorno fa. E senza più la scritta «Nord» nel simbolo. Mentre «Salvini premier» resta, eccome.

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