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Musk show al congresso leghista: “Uccisioni di massa in Europa”

Elon Musk in videocollegamento al congresso della Lega 

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Il segretario intervista in videocollegamento il magnate americano che lancia allarmi su migranti e terrorismo: “Spero zero dazi in futuro”. Attacco alle politiche Ue: “Suicide”
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FIRENZE – Nemmeno un accenno all’«amica Giorgia», che l’aveva ospitato non più tardi di un anno e mezzo fa alla kermesse di Atreju e che non vuole firmare subito per i suoi satelliti Starlink. Zero allusioni pure alla special relationship che il governo italiano avrebbe con gli Stati Uniti. Alle cinque spaccate di pomeriggio, come da scaletta riservata della Lega, Elon Musk si collega con la fortezza da Basso di Firenze. La faccia di mister Tesla, capo (ancora per poco) del “Doge” nell’amministrazione Trump, appare sui maxi-schermi del congresso del Carroccio direttamente da Washington. Non è un video registrato. È una chiacchierata di 15 minuti da remoto con Matteo Salvini, che mette a segno il colpo comunicativo-politico, alla vigilia della conferma a leader degli ex lumbard che avverrà oggi pomeriggio. Il vicepremier ci lavorava da settimane, all’operazione Musk. Ha chiamato lui, direttamente, il patron di X nei giorni scorsi. Dear Elon. Con richiesta di invito, poi accettato. Sare…

FIRENZE – Nemmeno un accenno all’«amica Giorgia», che l’aveva ospitato non più tardi di un anno e mezzo fa alla kermesse di Atreju e che non vuole firmare subito per i suoi satelliti Starlink. Zero allusioni pure alla special relationship che il governo italiano avrebbe con gli Stati Uniti. Alle cinque spaccate di pomeriggio, come da scaletta riservata della Lega, Elon Musk si collega con la fortezza da Basso di Firenze. La faccia di mister Tesla, capo (ancora per poco) del “Doge” nell’amministrazione Trump, appare sui maxi-schermi del congresso del Carroccio direttamente da Washington. Non è un video registrato. È una chiacchierata di 15 minuti da remoto con Matteo Salvini, che mette a segno il colpo comunicativo-politico, alla vigilia della conferma a leader degli ex lumbard che avverrà oggi pomeriggio. Il vicepremier ci lavorava da settimane, all’operazione Musk. Ha chiamato lui, direttamente, il patron di X nei giorni scorsi. Dear Elon. Con richiesta di invito, poi accettato. Sarebbe la dimostrazione, per i leghisti, che la strategia della “diplomazia parallela” del capo del Carroccio, che fa innervosire Antonio Tajani e FI, sta funzionando. Non solo: sempre in questi giorni lo staff di Salvini, da quanto apprende Repubblica, ha avuto di nuovo contatti con quello di JD Vance, dopo la telefonata tra i due del 22 marzo. Il vicepremier punta a incontrare il vicepresidente americano, durante la visita del 18-20 aprile a Roma. E preferirebbe farlo da solo, a tu per tu, raccontano nella sua cerchia, piuttosto che in un vertice allargato con Tajani, dopo il bilaterale previsto con Meloni. Si vedrà.

Intanto Salvini incassa Musk. Mentre i congressisti si spellano le mani, mister X apre alla possibilità che i dazi vengano revocati prima o poi. «Spero che gli Stati Uniti e l’Europa riescano a creare una partnership molto stretta, spero che ci sposteremo a una situazione di zero dazi in futuro, con una zona di libero scambio tra l’Europa e il Nord America. Questo è il consiglio che ho dato al presidente Trump». Applausi. Salvini gongola. Poi gli chiede delle trattative di pace tra Ucraina e Russia, «mentre a Bruxelles qualcuno parla di armi e di eserciti». Musk sembra in sintonia, sulla critica all’Europa: «Non ho rispetto per chi incoraggia la guerra, questo è veramente malvagio. Se si parla con quelli della sinistra ci dicono che non possiamo cedere alla Russia, ma non avete nessun piano. Il presidente Trump ha ragione: è il momento che il massacro si fermi».

Seguono attacchi sull’immigrazione di massa, che porterebbe «a distruggere un paese», sulle «regole soffocanti» dell’Ue per le imprese, sulle limitazioni «fasciste», dice così, alla libertà di espressione (il vicesegretario Andrea Crippa subito rilancia e dice che «clandestini e zingari non ci dovrebbero stare nel nostro Paese»). Poi in un salto logico che non tutti in platea colgono, quando Salvini gli chiede degli attacchi contro le sedi della Tesla, Musk profetizza attentati terroristici sempre più frequenti. «Questo porterà a un vero e proprio massacro in Europa: le vostre famiglie, i vostri amici saranno tutti a rischio». Salvini si dice d’accordo. In apertura, durante il saluto ai dirigenti, aveva rilanciato sul negoziato bilaterale Italia-Usa per sminare la grana dazi (ipotesi cassata in contemporanea da Antonio Tajani), perché «la trattativa con il governo americano ci deve essere, sarà complicata, ma è meglio dialogare che guerreggiare». E se l’era presa al solito con Bruxelles, che sposerebbe «politiche suicide». Quanto al governo, prima che i suoi chiedessero praticamente un rimpasto per riassegnargli il Viminale, Salvini aveva detto che la Lega è «il collante» della coalizione. Nonostante le tensioni, Meloni oggi dovrebbe mandare un video ai leghisti, come faranno Le Pen, Orbàn e altri sovranisti. Tajani non comparirà.

Ma per lo stato maggiore del Carroccio conta Musk, intanto. Tributato di una batteria di applausi. Le uniche punzecchiate (ma soft) sembrano arrivare da Luca Zaia, che rivendica di essere «il Doge, quello vero» e che dal palco mette a verbale: «Non siamo i cheerleader di Trump».

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