M5S dopo la piazza anti-riarmo: ora battaglie su giustizia e sicurezza per unire il centrosinistra
di Gabriella CeramiIl presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte con il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia
(ansa)Il primo pilastro per costruire un’alternativa di governo è la piazza contro il riarmo. Il secondo, Giuseppe Conte, già lo ha in mente: giustizia e sicurezza saranno il cemento. E chissà se l’ex premier organizzerà una nuova manifestazione, dopo quella di sabato 5 aprile, contro il decreto, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, che ha sostituito il disegno di legge sicurezza che era in discussione in Senato.
Nel Movimento 5 Stelle cavalcano l’onda dell’entusiasmo sicuri di essere riusciti ad aggregare il centrosinistra come mai era successo prima di adesso. E infatti anche Rocco Casalino, l’ex portavoce di Conte a palazzo Chigi e attuale capo della comunicazione, che negli ultimi tempi si era tenuto un po’ in disparte, adesso è tornato sulla scena: “La piazza che i telegiornali non mostrano. Ma che fa la storia. Contro il riarmo, contro il carovita, contro chi governa solo per le élite. Questa manifestazione segna l'inizio del declino di Meloni. E noi c'eravamo”.
Il sog…
Il primo pilastro per costruire un’alternativa di governo è la piazza contro il riarmo. Il secondo, Giuseppe Conte, già lo ha in mente: giustizia e sicurezza saranno il cemento. E chissà se l’ex premier organizzerà una nuova manifestazione, dopo quella di sabato 5 aprile, contro il decreto, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, che ha sostituito il disegno di legge sicurezza che era in discussione in Senato.
Nel Movimento 5 Stelle cavalcano l’onda dell’entusiasmo sicuri di essere riusciti ad aggregare il centrosinistra come mai era successo prima di adesso. E infatti anche Rocco Casalino, l’ex portavoce di Conte a palazzo Chigi e attuale capo della comunicazione, che negli ultimi tempi si era tenuto un po’ in disparte, adesso è tornato sulla scena: “La piazza che i telegiornali non mostrano. Ma che fa la storia. Contro il riarmo, contro il carovita, contro chi governa solo per le élite. Questa manifestazione segna l'inizio del declino di Meloni. E noi c'eravamo”.
Il sogno è dare la spallata al governo e Conte: “Con questa spinta popolare, dal basso, umile e generosa possiamo cambiare davvero le cose. Io vi prometto il mio massimo impegno”, scrive sui social. E la sua vice Chiara Appendino aggiunge che questo “è solo l’inizio”.
Dunque, le prossime battaglie. Contro le norme del decreto sicurezza che intendono reprimere il dissenso, ma anche contro la legge che prevede un limite di 45 giorni alle intercettazione o la cancellazione dell’abuso d’ufficio. Su questi temi si discuterà con le altre forze di opposizione, come fatto finora.
Resta il nodo del no al riarmo degli Stati europei, su cui M5S e Pd hanno idee differenti, come detto anche sabato da Francesco Boccia che ha guidato la delegazione dem in piazza. Ma Conte, al termine della manifestazione, pensava già alla prossima tappa: creare un coordinamento a livello europeo per il no al piano di riarmo. Andando dunque oltre i confini italiani.