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Crosetto vuole le competenze in materia di cybersicurezza, la commissione Difesa apre

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In arrivo una proposta di legge. Secondo il ministro “va aumentata la capacità di contrasto ed è necessario evolversi all’interno di una architettura istituzionale più efficiente”
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Dare tutte le competenze in materia di coordinamento sulla cybersicurezza al ministero della Difesa e fare nuove assunzioni di “hacker” nel comparto militare. Lo ha chiesto il ministro Guido Crosetto ascoltato in commissione Difesa alla Camera all’interno di una serie di sedute che hanno portato ad approvare un documento proposto dal presidente dell’organismo parlamentare Nino Minardo. Documento che apre alla richiesta di Crosetto e che sottolinea come oggi le competenze siano troppo frammentate: a breve arriverà quindi una proposta di legge per affidare le competenze in materia alla Difesa. Un passaggio, quello del ministro Crosetto in commissione, che sta creando non poche fibrillazioni all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale guidata dal prefetto Bruno Frattasi.

La relazione della commissione parlamentare innanzitutto denuncia la pessima gestione di un settore strategico mondiale. Si legge nel documento: “Quanto al tema della governance, nel corso dell’indagine è emerso come l’a…

Dare tutte le competenze in materia di coordinamento sulla cybersicurezza al ministero della Difesa e fare nuove assunzioni di “hacker” nel comparto militare. Lo ha chiesto il ministro Guido Crosetto ascoltato in commissione Difesa alla Camera all’interno di una serie di sedute che hanno portato ad approvare un documento proposto dal presidente dell’organismo parlamentare Nino Minardo. Documento che apre alla richiesta di Crosetto e che sottolinea come oggi le competenze siano troppo frammentate: a breve arriverà quindi una proposta di legge per affidare le competenze in materia alla Difesa. Un passaggio, quello del ministro Crosetto in commissione, che sta creando non poche fibrillazioni all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale guidata dal prefetto Bruno Frattasi.

La relazione della commissione parlamentare innanzitutto denuncia la pessima gestione di un settore strategico mondiale. Si legge nel documento: “Quanto al tema della governance, nel corso dell’indagine è emerso come l’architettura strategica nazionale in materia di sicurezza e difesa cibernetica si fondi essenzialmente su diversi pilastri”.

La “resilienza cibernetica” è affidata all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. La difesa cibernetica rientra invece nell’ambito della difesa militare. Il contrasto alla criminalità cibernetica è affidato alla polizia postale, “per prevenire e contrastare le attività criminali in rete, dall’hacking alla diffusione di malware e alla protezione delle transazioni finanziarie online”. Al ministero dell’Interno c’è poi la Direzione centrale per la sicurezza cibernetica, “istituito per garantire la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi del dicastero”. E anche i Servizi hanno una loro cyberintelligence. Un altro reparto in materia lo hanno i carabinieri, all’interno dei Ros, mentre anche la Guardia di finanza ha il suo reparto speciale per “il contrasto delle frodi telematiche ed informatiche, nonché alla tutela della privacy”. Infine il ministero degli Esteri ha una sua ennesima unità dedicata.

Continua la relazione votata dalla commissione Difesa: “Nel corso dell’indagine è emerso come l’attuale l’architettura strategica nazionale in materia di sicurezza e difesa cibernetica risulti priva di un comando unificato durante le fasi critiche degli attacchi cibernetici con conseguenti ritardi nei meccanismi di risposta”. Manca infatti un coordinamento di tutte queste strutture e quando l’Italia subisce attacchi hacker nessuno ha il quadro complessivo di quello che sta accadendo. Da qui la proposta del ministro: “Va aumentata la capacità di contrasto ed è necessario evolversi all’interno di una architettura istituzionale più efficiente, che collabori anche con il comparto privato – dice Crosetto – e in questa direzione la Difesa deve avere il compito di guida. E spero si avvii al più presto un percorso legislativo in tal senso” .

La commissione, nel documento votato, accoglie la proposta di Crosetto: “In questa direzione, il ministro, nel corso della sua audizione nell’osservare che l’attuale assetto normativo assegna sostanzialmente alla Difesa il compito di proteggere le sole reti militari, ha osservato che la distinzione tra reti militari e reti civili appare poco funzionale nel contrasto della minaccia cibernetica. Viceversa, occorrerebbe che lo strumento militare, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, si occupasse della difesa del dominio cibernetico nella sua interezza, analogamente a quanto attualmente avviene nei domini tradizionali, come quello terrestre, marittimo, aereo e spaziale, nei quali la Difesa ha il compito di proteggere l’intero territorio e le infrastrutture strategiche della nazione”.

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