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FdI e FI blindano il Viminale. Salvini: ne parleremo ancora

Firenze, Fortezza da Basso. Congresso Lega Nord, secondo giorno Nella foto Matteo Salvini ©Pietro Masini (Firenze - ,

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Il leader leghista sente la premier e chiama Piantedosi. Poi torna alla carica in tv. “Ma niente problemi al governo”
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Salvini vuole il Viminale? Io penso all’Avellino calcio, è in testa in serie C». Con metafora calcistica alla Giorgetti, Matteo Piantedosi spedisce la palla in tribuna, sul lavorio leghista che punta a scalzarlo dal ministero degli Interni. Il prefetto, nominato in quota Carroccio, ma ormai vicinissimo a FdI, non ha intenzione di farsi da parte. L’ha detto a Salvini, con cui si è sentito sia ieri che ieri l’altro. Certo, il segretario lumbard «è stato e sarebbe un buon ministro dell’Interno», dice Piantedosi. Ma lui non ci pensa proprio a candidarsi in Campania, dove lo vorrebbero collocare da via Bellerio: «Assolutamente no», la risposta secca consegnata ai cronisti che lo incalzavano ieri a Napoli.

La Lega però non ha intenzione di mollare la presa. «Va ridato a Salvini ciò che gli è stato tolto, Piantedosi sta facendo il suo, ma in questo momento di grande insicurezza c’è bisogno di una guida politica all’Interno», metteva a verbale ieri mattina il vice-segretario Claudio Durigon…

Salvini vuole il Viminale? Io penso all’Avellino calcio, è in testa in serie C». Con metafora calcistica alla Giorgetti, Matteo Piantedosi spedisce la palla in tribuna, sul lavorio leghista che punta a scalzarlo dal ministero degli Interni. Il prefetto, nominato in quota Carroccio, ma ormai vicinissimo a FdI, non ha intenzione di farsi da parte. L’ha detto a Salvini, con cui si è sentito sia ieri che ieri l’altro. Certo, il segretario lumbard «è stato e sarebbe un buon ministro dell’Interno», dice Piantedosi. Ma lui non ci pensa proprio a candidarsi in Campania, dove lo vorrebbero collocare da via Bellerio: «Assolutamente no», la risposta secca consegnata ai cronisti che lo incalzavano ieri a Napoli.

La Lega però non ha intenzione di mollare la presa. «Va ridato a Salvini ciò che gli è stato tolto, Piantedosi sta facendo il suo, ma in questo momento di grande insicurezza c’è bisogno di una guida politica all’Interno», metteva a verbale ieri mattina il vice-segretario Claudio Durigon. Lo stesso leader, ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti, a sera confermava che non ha in testa una frenata, sul punto: «Il ritorno al Viminale? Me l’hanno chiesto in tanti. Piantedosi è un ottimo ministro, oggi ha detto che sono stato un buon ministro e potrei tornare, semmai ne parlerò con lui e con Meloni...».

Salvini non ha posto il tema al vertice dei leader di governo a Palazzo Chigi. Ma ne ha discusso con Giorgia Meloni nel pomeriggio, via Whatsapp. Sia la premier che l’altro vice, Antonio Tajani, hanno chiuso alla possibilità di cambi che porterebbero dritti a un rimpasto. Da FdI, sottotraccia, c’è chi manda pure questo messaggio agli alleati ex padani: se insistete sul Viminale, che resta indisponibile, potrebbe saltare l’ipotesi di tregua sul Veneto, che resterebbe in quota Lega, con la Lombardia che nel 2028 però potrebbe passare ai Fratelli.

Le tensioni a destra sono ormai in chiaro. «Nulla di personale con Salvini, anzi, ma Piantedosi resterà ministro dell’interno», è la linea, definitiva, che scandiva ieri pomeriggio Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di FdI, a Montecitorio. «Salvini sarebbe potuto essere un ottimo ministro dell’Interno ma c’è già Piantedosi che sta facendo uno straordinario lavoro». Sulla stessa linea Francesco Filini, responsabile del Programma del partito: «La questione non è nemmeno sul tavolo, non mi pare che Piantedosi sia interessato a correre in Campania ma soprattutto perché abbiamo già un grandissimo ministro dell’Interno». Per Filini, «Salvini ha già fatto il ministro dell’Interno discretamente, in una stagione fallimentare con il M5S. Ora sta facendo benissimo al Mit, c’è un ponte da costruire tra l’Italia e la Sicilia».

Chiusura nettissima anche da Tajani. «In questo momento i cittadini italiani non sono preoccupati di spostamenti e di poltrone, ma di ciò che accade nel mondo. Il governo si occupa di lavoro, di dazi, poi Piantedosi sta facendo benissimo». Pure il capogruppo azzurro al Senato, Maurizio Gasparri, cassa il rimpasto: «Il governo è a formazione invariabile fino al termine della legislatura, il Viminale è già in mani sagge». Un mucchio di elogi per il prefetto promosso ministro, che a destra fa venire un sospetto, che rimbalza da giorni in Transatlantico. E suona così: vuoi vedere che Piantedosi si tessera, proprio con FdI o con FI?

Al termine di una giornata zeppa di attriti, la Lega a sera, confermando la telefonata tra Salvini e il capo del Viminale con cui «l’amicizia resta intatta», ha fatto sapere che il segretario del Carroccio «non intende fare forzature o accelerazioni, la Lega non pone e non porrà problemi a Giorgia Meloni». Come dire: non salterà il governo per questo. Ma «la richiesta del congresso della Lega rispetto al Viminale è molto chiara», anche se, a sentire via Bellerio, «in un’ottica puramente costruttiva».

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