Governo finanzia il Festival delle Città identitarie, le opposizioni: "Siamo all'amichettismo"
di Ernesto FerraraROMA – Mezzo milione di euro l’anno a partire da quello in corso per il Festival delle Città identitarie ideato dal “dannunziano” Edoardo Sylos Labini, grande estimatore della premier Meloni, regista e operatore culturale tra i più attivi della destra italiana. È il contributo previsto da un disegno di legge depositato nei giorni scorsi dalle senatrici di FdI Tilde Minas e Giusy Versace su cui ieri, martedì 8 aprile, è cominciata la discussione in commissione cultura tra le proteste dell’opposizione. “Una marchetta, non la voteremo mai. Tagliano la Biennale e il Pucciniano e finanziano gli amichetti”, attaccano Pd e Movimento 5 Stelle.
Sul festival delle città identitarie già nel 2024 c’erano state polemiche. Rainews, il canale all news della Rai, la sera in cui le tv di tutto il mondo trasmettevano i risultati delle elezioni francesi, aprì il telegiornale non già con lo spoglio transalpino ma proprio con l’evento in corso a Pomezia, condotto da due meloniani di ferro: Labini e Incoro…
ROMA – Mezzo milione di euro l’anno a partire da quello in corso per il Festival delle Città identitarie ideato dal “dannunziano” Edoardo Sylos Labini, grande estimatore della premier Meloni, regista e operatore culturale tra i più attivi della destra italiana. È il contributo previsto da un disegno di legge depositato nei giorni scorsi dalle senatrici di FdI Tilde Minas e Giusy Versace su cui ieri, martedì 8 aprile, è cominciata la discussione in commissione cultura tra le proteste dell’opposizione. “Una marchetta, non la voteremo mai. Tagliano la Biennale e il Pucciniano e finanziano gli amichetti”, attaccano Pd e Movimento 5 Stelle.
Sul festival delle città identitarie già nel 2024 c’erano state polemiche. Rainews, il canale all news della Rai, la sera in cui le tv di tutto il mondo trasmettevano i risultati delle elezioni francesi, aprì il telegiornale non già con lo spoglio transalpino ma proprio con l’evento in corso a Pomezia, condotto da due meloniani di ferro: Labini e Incoronata Boccia. In prima fila, il direttore di Rainews Paolo Petrecca, seduto a godersi “la splendida voce di Alma Manera”, ovvero quella che secondo Dagospia era la sua nuova compagna. Cosa che ha mandato su tutte le furie la redazione e le opposizioni, Pd e Iv in testa ad attaccare “TeleMeloni”.
I Fratelli d’Italia però ora insistono e rilanciano. Il ddl a prima firma Minas-Versace che ha scatenato la tempesta in commissione cultura al Senato stabilisce un finanziamento di mezzo milione di euro l’anno a cominciare dal 2025 al festival, “organizzato dalla Fondazione Città identitarie ETS, che racconta, attraverso la narrazione di grandi ospiti del mondo della cultura, dello spettacolo e del made in Italy, le radici storiche, i personaggi di simboli identitari dei comuni della provincia italiana”, si legge nel Ddl.
"Come Pd siamo contro le 'marchette' che il governo Meloni continua a fare in tema di cultura, che si accompagnano ai tagli lineari imposti al ministero della cultura e quindi agli enti, alle fondazioni e alle manifestazioni di carattere culturale, tra cui la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano e il Festival di Spoleto. Lo abbiamo ribadito in commissione, mettendolo agli atti del parere sul riparto dei contributi di competenza del ministero stesso. Siamo allibiti da un ddl che intende stanziare un finanziamento di 500 mila euro per un Festival delle Città identitarie, promosso da una fondazione evidentemente vicina alle forze di governo. Un ddl ad hoc, mentre il governo taglia sul resto. Abbiamo già detto che siamo contrari a questo tentativo di stornare fondi per iniziative discutibili. E meno male che si erano detti contro l'amichettismo", attacca la senatrice Cecilia D'Elia, capogruppo del Pd in Commissione Cultura.
"Il governo taglia quasi 2 milioni di euro a danno di istituzioni culturali di assoluto rilievo nazionale e internazionale, come il Festival dei Due Mondi di Spoleto, la Fondazione la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, la Quadriennale di Roma, Italia Nostra, il FAI, il Festival Pucciniano e il Rossini Opera Festival. Si tratta di realtà che da anni contribuiscono in modo concreto alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, sostenendo ricerca, produzione artistica e promozione del nostro paese nel mondo. A fronte di questi tagli, la maggioranza in un altro testo ha deciso di destinare 500.000 euro al festival Città Identitarie, che l'anno scorso è stato condotto da un regista noto soprattutto per la sua vicinanza a Giorgia Meloni. Siamo di fronte all'ennesimo caso di amichettismo”, tuona il capogruppo del M5S in Commissione cultura del Senato Luca Pirondini.