Cosa succede ora in Campania, dopo la decisione della Corte costituzionale di bocciare la legge sul terzo mandato che impedisce a Vincenzo De Luca di ricandidarsi? Nella regione si voterà in autunno e il centrosinistra si sta muovendo per trovare al più presto un accordo. Proprio ieri, ancora prima che arrivasse la sentenza della Consulta, in Transatlantico si sono visti la segretaria del Pd, Elly Schlein, e l’ex presidente della Camera dei 5 stelle, Roberto Fico. Proprio lui è l’aspirante candidato per il dopo De Luca.
A riprova di un inizio di trattativa in atto, De Luca figlio, cioè Piero, apprezzato deputato dem dell’area riformista, la scorsa settimana ha pranzato in un ristorante del centro di Roma con Giuseppe Conte. I due hanno fatto passare l’incontro per un puro caso, ma di sicuro i destini della sinistra in Campania non possono prescindere da Vincenzo De Luca, che è elettoralmente molto radicato. Ma anche il suo futuro non può passare dall’isolazionismo.
Anche perché la rab…
Cosa succede ora in Campania, dopo la decisione della Corte costituzionale di bocciare la legge sul terzo mandato che impedisce a Vincenzo De Luca di ricandidarsi? Nella regione si voterà in autunno e il centrosinistra si sta muovendo per trovare al più presto un accordo. Proprio ieri, ancora prima che arrivasse la sentenza della Consulta, in Transatlantico si sono visti la segretaria del Pd, Elly Schlein, e l’ex presidente della Camera dei 5 stelle, Roberto Fico. Proprio lui è l’aspirante candidato per il dopo De Luca.
A riprova di un inizio di trattativa in atto, De Luca figlio, cioè Piero, apprezzato deputato dem dell’area riformista, la scorsa settimana ha pranzato in un ristorante del centro di Roma con Giuseppe Conte. I due hanno fatto passare l’incontro per un puro caso, ma di sicuro i destini della sinistra in Campania non possono prescindere da Vincenzo De Luca, che è elettoralmente molto radicato. Ma anche il suo futuro non può passare dall’isolazionismo.
Anche perché la rabbia di De Luca, dopo aver appreso della sentenza della Consulta, è evidente: «È stata accolta una tesi strampalata, che ha fatto inorridire autorevoli costituzionalisti», ha commentato.
L’attuale governatore proverà ad alzare la posta più che può e questo al Nazareno lo mettono in conto. Potrebbe provare a imporre al Pd un candidato di propria fiducia, come il suo vice Fulvio Bonavitacola o l’assessora Lucia Fortini, arrivando a minacciare una candidatura autonoma, che con ogni probabilità porterebbe alla sconfitta dello sfidante di centrosinistra. Non è escluso, altra voce che si rincorre in Transatlantico, che il presidente della Campania chieda di celebrare le primarie per schierare un suo candidato. Di certo inizierà una lunga trattativa.