A Trento disco verde per il Fugatti ter: FdI si spacca e sale la tensione nel centrodestra
di Giovanna CasadioErano in 5, ora sono rimasti in 2: è un po’ come sfogliare la margherita a Trento, si perdono petali di centrodestra. Due consiglieri meloniani hanno votato disco verde al terzo mandato per il popolare presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti. Ma per fare approvare il cambiamento, il centrodestra si è spaccato e i meloniani hanno dovuto disobbedire alle direttive di partito e hanno lasciato FdI.
Il doge Luca Zaia in Veneto è stato stoppato dalla sentenza della Consulta sul caso Campania e De Luca: non potrà ricandidarsi nonostante il pressing leghista. Ma grazie all’autonomia di Trento (provincia autonoma come Bolzano) Fugatti non avrà stop. Se vorrà proseguire alla fine del secondo mandato come Salvini e Calderoli gli chiedono. Lui, due figli, e un legame stretto con la sua terra, dice di non avere ancora deciso. E comunque c’è tempo ancora.
Però la partita per il terzo mandato lacera il centrodestra e porta a galla tutte le divisioni e i malumori e gli scontri appena ap…
Erano in 5, ora sono rimasti in 2: è un po’ come sfogliare la margherita a Trento, si perdono petali di centrodestra. Due consiglieri meloniani hanno votato disco verde al terzo mandato per il popolare presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti. Ma per fare approvare il cambiamento, il centrodestra si è spaccato e i meloniani hanno dovuto disobbedire alle direttive di partito e hanno lasciato FdI.
Il doge Luca Zaia in Veneto è stato stoppato dalla sentenza della Consulta sul caso Campania e De Luca: non potrà ricandidarsi nonostante il pressing leghista. Ma grazie all’autonomia di Trento (provincia autonoma come Bolzano) Fugatti non avrà stop. Se vorrà proseguire alla fine del secondo mandato come Salvini e Calderoli gli chiedono. Lui, due figli, e un legame stretto con la sua terra, dice di non avere ancora deciso. E comunque c’è tempo ancora.
Però la partita per il terzo mandato lacera il centrodestra e porta a galla tutte le divisioni e i malumori e gli scontri appena appena sopiti. Il Fugatti ter sarà gravido di conseguenze politiche. Il disegno di legge che della Lega aumenta da due a tre i mandati massimi consecutivi per i presidenti della Provincia autonoma di Trento l’altro ieri in consiglio ha ottenuto 19 voti favorevoli e 16 contrari grazie ai due ex meloniani che hanno saltato la barricata: Carlo Daldoss e Christian Girardi hanno votato con leghisti e lista Fugatti a favore del terzo mandato.
Dopo il voto hanno annunciato l’uscita dal partito. Non si è trattato del primo strappo: nella passata legislatura nel 2021 erano state due consigliere a fare il tragitto opposto dalla Lega a Fratelli d’Italia: Katia Rossato e Alessia Ambrosi avevano lasciato il Carroccio per costituire il gruppo di Fratelli d'Italia, che fino a quel momento non aveva eletti. Un'altra spaccatura poi, quando la giunta Fugatti bis si stava formando, nel 2023: lì la corda si era spezzata sui nomi perché Fratelli d'Italia spingeva per far nominare vicepresidente Francesca Gerosa, mentre Fugatti puntava su Achille Spinelli.
La trattativa si era spostata a Roma tra i partiti per trovare la quadra che alla fine aveva visto i meloniani avere la meglio. Comunque Salvini, i leghisti del nord est con Alberto Stefani in testa, e quelli trentini sono certi delle loro mosse e ripetono che “presidente che vince non si cambia”. Fugatti nel 2023 è stato riconfermato con il 51,8% alla guida della Provinciaa autonoma e i leghisti più la “sua” lista autonoma hanno conquistato 9 seggi, mentre FdI 5 (ora scesi a 2). La Provincia autonoma di Trento non è nuova al terzo mandato: ci fu anche per Lorenzo Dellai, ma la norma fu poi cambiata. Ora è ripristinata con una modifica della legge elettorale resa possibile dallo statuto autonomo. Così come per l’omologo altoatesino Arno Kompatscher.
"Le autonomie speciali come la nostra hanno una loro prerogativa su determinate tematiche come la legge elettorale. Questo è un dato di fatto. Non abbiamo mica deciso ieri mattina che il Trentino è una provincia autonoma. Ricordiamocelo sempre. Su alcune tematiche l’autonomia è prevista nelle Regioni speciali da ben prima. Così stanno le cose, senza alcun tipo di prevaricazione da parte di nessuno. Dal sottoscritto, che è stato rieletto un anno fa, i cittadini si aspettano che si occupi del secondo mandato e che magari lo faccia bene. Non di come, eventualmente, farà il terzo. È un tema che oggi non mi riguarda – commenta Fugatti – E non so nemmeno se fra tre anni sarei disponibile a ricandidarmi. Quale sarà la mia situazione a livello fisico, mentale e famigliare? La presidente Meloni ha detto di non chiederle cosa farà nel 2027. Vale la stessa cosa anche per me. Noi riteniamo che i cittadini siano abbastanza maturi da scegliere se un presidente sia in grado o meno di fare un terzo mandato. Decidono i cittadini. C’è un tema di volontà popolare e un tema di autonomia dei territori. Per fortuna noi siamo territori di autonomia e queste prerogative le abbiamo. E se le abbiamo, come è naturale che sia, le esercitiamo", conclude il presidente della Provincia autonoma di Trento.
Il terzo mandato è la miccia che può innescare uno scontro ben più ampio nel centrodestra partendo da Trento e scendendo per il Veneto. I fuoriusciti da FdI parlano di disagio che si avvertiva da tempo. Le parlamentari trentine della Lega Vanessa Cattoi ed Elena Testor dichiarano che “Fugatti è l'unico collante del centrodestra”. Nel complicato puzzle per regionali e amministrative i candidati vanno scelti a uno a uno e a patto che abbiano una valigia di consensi.