Schlein: “Governo imbarazzante, ora i patrioti abbassano la testa”
di Giovanna VitaleMa Giorgia Meloni è proprio sicura di voler volare a Washington per baciare il fondoschiena di Trump? E soprattutto: che ci va a fare? A trattare per l’Europa, tanto più ora che i dazi sono stati sospesi, o solo per una photo opportunity? Sono i quesiti posti dalle opposizioni all’indomani dell’ennesima ingiuria scagliata dal tycoon contro i leader mondiali a caccia di una interlocuzione con gli Stati Uniti sulle tariffe.
Nella serata italiana il quadro sembra cambiare. La moratoria annunciata dal capo della Casa Bianca cambia lo scenario. Ma la visita della premier resta confermata e così la preoccupazione del centrosinistra. E non solo. Persino un forzista ortodosso come Maurizio Gasparri paragona The Donald a Willy il Coyote: «Voleva fare danni a Beep Beep ed i massi gli sono caduti tutti in testa». Riassunte da Elly Schlein in una sorta di memorandum a uso e consumo di Palazzo Chigi: «Prima Trump definisce parassiti noi italiani ed europei, e il governo Meloni fa orecchie da mer…
Ma Giorgia Meloni è proprio sicura di voler volare a Washington per baciare il fondoschiena di Trump? E soprattutto: che ci va a fare? A trattare per l’Europa, tanto più ora che i dazi sono stati sospesi, o solo per una photo opportunity? Sono i quesiti posti dalle opposizioni all’indomani dell’ennesima ingiuria scagliata dal tycoon contro i leader mondiali a caccia di una interlocuzione con gli Stati Uniti sulle tariffe.
Nella serata italiana il quadro sembra cambiare. La moratoria annunciata dal capo della Casa Bianca cambia lo scenario. Ma la visita della premier resta confermata e così la preoccupazione del centrosinistra. E non solo. Persino un forzista ortodosso come Maurizio Gasparri paragona The Donald a Willy il Coyote: «Voleva fare danni a Beep Beep ed i massi gli sono caduti tutti in testa». Riassunte da Elly Schlein in una sorta di memorandum a uso e consumo di Palazzo Chigi: «Prima Trump definisce parassiti noi italiani ed europei, e il governo Meloni fa orecchie da mercante, abbassando la testa. Poi, lo stesso giorno in cui la premier annuncia trionfante che sarà ricevuta a corte il 17 aprile, il presidente Usa insulta chi propone un incontro per disinnescare una crisi globale generata da lui», attacca la segretaria del Pd. «I sedicenti patrioti espongono imprese e lavoratori a rischi enormi e a un crollo della nostra credibilità internazionale: l’Italia non può fare questa figura», taglia corto.
Un problema non da poco, l’acquiescenza del governo tricolore. La trasferta forse si doveva evitare? «Le parole terrificanti di Trump sono rivolte anche a Meloni, la prima a mettersi in fila per farsi ricevere», avverte Riccardo Magi. «Che umiliazione. Invece di muoversi con l’Europa, ha deciso di andare da sola con il cappello in mano, millantando un’amicizia che non c’è». Una postura assunta, secondo Nicola Fratoianni di Avs «per elemosinare uno sconticino: ma questa non è una strategia di difesa, bensì di resa». E perciò pronto, insieme ad Angelo Bonelli, a lanciare l’app trumptax.eu «scaricabile gratuitamente sul telefonino» per individuare le merci made in Usa e boicottarle: «Nell’attesa che i governi europei decidano come reagire, noi cittadini possiamo già iniziare a difendere la nostra dignità e sovranità», spiega il deputato verde. Ironico Matteo Renzi: «Trump dice che c’è la coda per andare a baciargli... una parte del corpo. Questa è la fine che fanno i sovranisti nostrani: promettono di pensare all’Italia e finiscono nella lista dei.. baciatori. Prima o poi si capirà che Meloni e Salvini non sono patrioti ma sudditi». Caustico nel dispensare consigli pure Giuseppe Conte: «Spero che Meloni abbia un sussulto di orgoglio e tenga la schiena dritta. Confido che non se ne torni con grandi acquisti di armi e gas americani». Esortata a «rispondere con fermezza» perché già «arriviamo tardi e impreparati» alla guerra dei dazi.
L’allucinazione trumpiana è fin troppo chiara: «Dinanzi a questa crisi globale non c’è da baciare nessuna pantofola, diventando di fatto complici nel disegno di frantumazione della Ue», ammonisce l’ex ministro dem Graziano Delrio: «La risposta ai dazi sarà europea o non sarà». Ci pensa però Carlo Calenda a offrire una sponda alla premier: «Dibattito assurdo. Il problema semmai è capire quali provvedimenti il governo intenda varare per sostenere l’economia. Occorre darsi una mossa: limitare le polemiche marziane e concentrarci sulle proposte utili».