Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sicurezza, che già aveva causato polemiche perché ritenuto dalle opposizioni un blitz e lo svuotamento di fatto del disegno di legge in discussione al Senato. Tuttavia, anche la firma del capo dello Stato innesca nuove tensioni. Il Pd non gradisce infatti il commento del forzista Maurizio Gasparri che l’ha definita un “segnale positivo”.
“Proprio oggi il presidente della Repubblica ha firmato il decreto Sicurezza, che il governo ha varato perché il Partito democratico ed i grillini fanno l'ostruzionismo a norme necessarie per tutelare il personale delle forze di polizia”, ha aggiunto il presidente dei senatori di Forza Italia.
"Che Maurizio Gasparri tiri in ballo il presidente della Repubblica per difendere un provvedimento pericoloso come il decreto Sicurezza è una grave dimostrazione di analfabetismo istituzionale”, attacca Dario Parrini, vicepresidente Pd della commissione Affari costituzionali del Senato. “Anc…
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sicurezza, che già aveva causato polemiche perché ritenuto dalle opposizioni un blitz e lo svuotamento di fatto del disegno di legge in discussione al Senato. Tuttavia, anche la firma del capo dello Stato innesca nuove tensioni. Il Pd non gradisce infatti il commento del forzista Maurizio Gasparri che l’ha definita un “segnale positivo”.
“Proprio oggi il presidente della Repubblica ha firmato il decreto Sicurezza, che il governo ha varato perché il Partito democratico ed i grillini fanno l'ostruzionismo a norme necessarie per tutelare il personale delle forze di polizia”, ha aggiunto il presidente dei senatori di Forza Italia.
"Che Maurizio Gasparri tiri in ballo il presidente della Repubblica per difendere un provvedimento pericoloso come il decreto Sicurezza è una grave dimostrazione di analfabetismo istituzionale”, attacca Dario Parrini, vicepresidente Pd della commissione Affari costituzionali del Senato. “Anche i bambini sanno – continua il dem – che il fatto che un decreto legge sia firmato dal capo dello Stato non implica per nessuna ragione al mondo che egli condivida i suoi contenuti e lascia la strada perfettamente aperta al sindacato di legittimità costituzionale da parte della Corte Costituzionale, che in questo caso è probabile che venga presto chiamata a pronunciarsi".
Sulle modalità scelte dalla maggioranza intervengono invece i giuristi democratici che parlano senza mezzi termini di golpe. "L'accelerazione determinata dal golpe con cui il governo Meloni ha deciso di trasporre in decreto legge le disposizioni del ddl sicurezza, che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficale in questi giorni, costringe chiunque abbia a cuore la difesa della libertà di dissenso nel nostro paese ad attrezzare, con vera necessità ed urgenza, la risposta anche giuridica a questa straordinaria stortura del diritto". Così l’associazione politicamente orientata a sinistra Democratici che si fa promotrice di un primo evento di studio e dibattito "per la ricerca in comune di rimedi a questo pesantissimo attacco alle libertà democratiche", che si terrà a Padova il 14 giugno prossimo, a cui parteciperanno docenti e avvocati ed esperti in diritto costituzionale e penale.
Il decreto sicurezza che ha recepito dei rilievi del Quirinale sui punti più divisivi e a rischio incostituzionalità come la norma che avrebbe messo in carcere anche le detenute madri con bambini più piccoli di un anno e o il divieto di vendita delle schede sim ai migranti che non esibiscono un titolo di soggiorno valido, contiene comunque elementi di carattere securitario come le tutele per gli agenti o lo stop alla cannabis light.