Amoroso, presidente Consulta: “Inaccettabili gli attacchi ai giudici. Tragedia i suicidi in carcere”
di Conchita Sannino"I provvedimenti dei giudici non possono essere immuni da critiche, anche aspre. Quello che non è accettabile è che ci siano attacchi personali” alle toghe, “perché qui si va su un terreno diverso, di delegittimazione della magistratura. Ed è un terreno scivoloso che bisogna evitare a tutti i costi".
Parole ferme. Il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, usa come sempre toni bassi e costante rigore quando si accosta a temi di attualità politica. Ma è netta l’indicazione della stella polare, lo stato di diritto, il bilanciamento previsto dalla Costituzione: “Sarebbe preoccupante un sistema senza giudici, il nostro è un sistema equilibrato ed è un sistema che contiene antidoti e strumenti per arginare possibili debordamenti". Non solo. Sollecitato dalle domande dei cronisti in conferenza stampa, subito dopo la sua (prima) corposa relazione da presidente, sulle attività dell’Anno 2024 – come di rito, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – il vertice de…
"I provvedimenti dei giudici non possono essere immuni da critiche, anche aspre. Quello che non è accettabile è che ci siano attacchi personali” alle toghe, “perché qui si va su un terreno diverso, di delegittimazione della magistratura. Ed è un terreno scivoloso che bisogna evitare a tutti i costi".
Parole ferme. Il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, usa come sempre toni bassi e costante rigore quando si accosta a temi di attualità politica. Ma è netta l’indicazione della stella polare, lo stato di diritto, il bilanciamento previsto dalla Costituzione: “Sarebbe preoccupante un sistema senza giudici, il nostro è un sistema equilibrato ed è un sistema che contiene antidoti e strumenti per arginare possibili debordamenti". Non solo. Sollecitato dalle domande dei cronisti in conferenza stampa, subito dopo la sua (prima) corposa relazione da presidente, sulle attività dell’Anno 2024 – come di rito, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – il vertice della Consulta non elude il riferimento agli ultimi scontri polemici, aperti dall’analisi in cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, aveva parlato di una magistratura che “deraglia dai confini”, “erode la sovranità popolare”, in sintesi decide le politiche e si percepisce “come establishment”. Qui Amoroso fa una breve pausa, poi sintetizza: “Esiste da tempo il tema di un conflitto tra poteri”. Ma tutto ciò, suggerisce, deve “essere contenuto nelle regole. Il giudice del bilanciamento dei poteri è la Corte, che è l'ultima frontiera. Al di là di questa frontiera speriamo di non arrivarci mai”.
C’è spazio per un’ampia disamina. Non solo il clima rovente dopo gli attacchi della politica alla magistratura, ma anche il tema del terzo mandato, il primato della legge dell’Unione europea, i nuovi diritti. E soprattutto: il carcere, anzi “la tragedia dei suicidi”, come la definisce il presidente, del mancato rispetto della dignità “negli istituti penitenziari dove si soffre di sovraffollamento”. Tante le questioni commentate da Amoroso, che ha voluto ribadire “importanza e centralità del dialogo con gli organi di informazione”.
Regioni: divieto di terzo mandato “vale per tutti”.
Dopo la bocciatura della legge regionale campana, e a fronte delle reazioni più o meno scomposte di chi ha parlato di “palesi discriminazioni”, o di “situazione frammentata in cui sei regioni in Italia possono fare come vogliono”, come affermato da Zaia, Amoroso mette un punto fermo. “La Corte si è preoccupata di affrontare il tema in termini generali per ricostruire l'assetto di sistema, con riferimento anche ad altre Regioni in modo da affermare un principio che valga per tutti”. Quindi ripete: la sentenza “vale per la Regione Campania e vale per tutte le Regioni a statuto ordinario. Non ci siamo occupati delle Regioni a statuto speciale”. Una frase, quest’ultima, che per alcuni sembrerebbe alimentare speranze per il Friuli Venezia Giulia, dove Massimiliano Fedriga non manca di usarla subito a suo favore. Tuttavia non è esattamente l’indicazione fornita dal vertice della Consulta: la quale, se chiamata ad esprimersi su un’eventuale questione, dovrebbe sciogliere il nodo del principio di divieto di terzo mandato, sancito da una legge nazionale, ed ancorata alla Costituzione, ma valido soltanto su alcuni territori della Repubblica.
Il primato della Costituzione e lo scenario europeo
Nel rimarcare il primato del diritto dell’Unione europea, il presidente Amoroso volge lo sguardo al presente, ai “tempi difficili, come quelli che stiamo vivendo, quando nuove preoccupazioni affollano i nostri pensieri, anche a causa di una guerra in terra d'Europa”. E proprio nei valori fondanti della Carta, e dell’Europa, sembra indicare il riferimento: “Il futuro è divenuto incerto e, nello scenario globale, vari parametri sembrano in rapido e imprevedibile mutamento. Ma lo stato di diritto costituisce ancora saldo ancoraggio del vivere insieme come consorzio civile con comunanza di valori e principi fondamentali, i quali danno corpo al patto fondativo della società. Ne è componente essenziale il controllo di costituzionalità, svolto da una Corte a ciò dedicata, il cui normale esercizio costituisce fattore di stabilità e di garanzia dell'ordinamento e delle istituzioni".
Le riforme, “possibile l’aggiustamento dell’equilibrio” dei poteri.
"Il principio dello Stato di diritto inverato nella Costituzione segna un condiviso equilibrio tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, secondo la logica della divisione dei poteri. Garante di questo equilibrio è la Corte costituzionale che è il giudice dei conflitti tra poteri dello Stato”, ribadisce il presidente. Che aggiunge: “Con il procedimento di revisione costituzionale è possibile una riforma che apporti degli aggiustamenti di questo equilibrio, nel rispetto dello Stato di diritto e del complessivo impianto di democrazia rappresentativa che connota, nel suo nucleo essenziale, il nostro ordinamento giuridico”
Sovraffollamento e suicidi: “In carcere una tragedia”
"È una tragedia quella dei suicidi in carcere", commenta poi il presidente, che negli anni scorsi ha partecipato al denso viaggio della Consulta negli istituti penitenziari italiani. Affrontando poi il tema del diritto all'affettività dei detenuti, sancito da una recente sentenza della Corte, aggiunge: "La Corte era ben consapevole dei problemi organizzativi, ma è un cammino che occorre intraprendere e rendere effettiva questa tutela. Prima c'era un impedimento che ora è stato rimosso. La Corte ha svolto suo compito, ora va affrontato quello organizzativo. E' inevitabile che ci sia una gradualità nell'affrontare i luoghi per l'affettività". Infine, senza pronunciarsi sulle controverse norme del recente decreto Sicurezza varato dal governo, poco prima nella relazione Amoroso aveva significativamente puntualizzato: “L'esecuzione della pena deve tendere alla riabilitazione del condannato con modalità che non rappresentino aggravamenti ingiustificati della stessa".