Matteo Salvini alza la posta al tavolo del centrodestra sulle prossime regionali, che vedranno al voto Campania e Veneto. Un tavolo che guarderà anche al biennio 2026-2027 dove al voto andranno Milano, la Puglia e la Lombardia. Con Fratelli d’Italia che rivendica la Campania (in campo il viceministro Edmondo Cirielli) e guarda anche al Veneto. Salvini, proprio per evitare quello che in via Bellerio definirebbero “uno scippo”, cioè quello del Veneto per il dopo Zaia, lancia in Campania un suo candidato: il deputato nazionale Gianpiero Zinzi figlio d’arte e coordinatore della Lega in regione.
Zinzi ha già costituito 55 comitati per la sua candidatura alla presidenza della Campania per il dopo Vincenzo De Luca, sostenuto da tutto il partito campano con la benedizione della segreteria nazionale. L’obiettivo è semplice: “Non possiamo dare per scontato che la Campania sia una partita a due tra FdI e Forza Italia, anzi solo dei meloniani dopo il passo indietro dell’eurodeputato azzurro Fulvi…
Matteo Salvini alza la posta al tavolo del centrodestra sulle prossime regionali, che vedranno al voto Campania e Veneto. Un tavolo che guarderà anche al biennio 2026-2027 dove al voto andranno Milano, la Puglia e la Lombardia. Con Fratelli d’Italia che rivendica la Campania (in campo il viceministro Edmondo Cirielli) e guarda anche al Veneto. Salvini, proprio per evitare quello che in via Bellerio definirebbero “uno scippo”, cioè quello del Veneto per il dopo Zaia, lancia in Campania un suo candidato: il deputato nazionale Gianpiero Zinzi figlio d’arte e coordinatore della Lega in regione.
Zinzi ha già costituito 55 comitati per la sua candidatura alla presidenza della Campania per il dopo Vincenzo De Luca, sostenuto da tutto il partito campano con la benedizione della segreteria nazionale. L’obiettivo è semplice: “Non possiamo dare per scontato che la Campania sia una partita a due tra FdI e Forza Italia, anzi solo dei meloniani dopo il passo indietro dell’eurodeputato azzurro Fulvio Martusciello”, dicono da via Bellerio. La mossa è campana ma guarda al Veneto: Salvini con Zinzi vuole dire che la Lega non darà per scontato nulla al prossimo incontro sulle regionali e che se davvero FdI vuole andare fino in fondo sul Veneto, intanto deve cedere la Campania.
È chiaro che a Salvini interessi soprattutto, per non dire solo, il Veneto. Ma intanto, fallito il tentativo di candidare in Campania il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi (così magari lui avrebbe preso il suo posto al Viminale), Salvini lancia un messaggio di guerriglia. Subito raccolto dagli alleati, a partire da Forza Italia non poco irritata per la mossa del leghista di Zinzi: “Non è una sfida tra Cirielli e Zinzi, Forza Italia presenterà la sua proposta quando si entrerà nel vivo della discussione", dice Martusciello, che era il nome sul quale puntava Antonio Tajani in Campania, ma che ha fatto un passo indietro.
Zinzi intanto va avanti. "Sono stati costituiti nei giorni scorsi i primi 55 comitati “Zinzi presidente della Campania”, la prossima settimana contiamo di arrivare a 150. L'obiettivo finale sono almeno 500 comitati su tutto il territorio campano", dice Luigi Barone, responsabile regionale Enti Locali della Lega. Salvini comunque punta tutto sulla riconferma di un leghista in Veneto: in pole per il dopo Zaia il suo braccio destro Alberto Stefani. Ma FdI al momento non sembra intenzionata a fare un passo indietro da un ragionamento in fondo semplice: “Non è pensabile che la principale forza di governo non abbia un governatore nelle regioni del Nord tutte in mano al centrodestra tra l’altro”, dicono da via della Scrofa. I meloniani che puntano alla poltrona di Zaia al momento sono almeno due: il presidente della commissione Agricoltura al Senato, Luca De Carlo, e il ministro del Made in Italy Adolfo Urso.