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Schlein cerca consensi nelle roccaforti meloniane. Dopo gli industriali, tocca agli agricoltori

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La campagna inaugurata dalla segretaria del Pd con un giro di incontri organizzati al Nazareno per costruire un pacchetto di proposte
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Ascoltare il mondo delle imprese, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria: tutte a loro modo preoccupate per le ricadute della guerra commerciale dichiarata da Donald Trump. Fare, in sostanza, ciò che il governo - per ideologia o semplice arroganza – sta facendo solo in parte: aprire un confronto ad ampio spettro con le parti sociali e il ceto produttivo del Paese, fin qui largamente orientato a destra, per comprenderne bisogni e difficoltà in questa drammatica congiuntura geopolitica ed economica. Provando, anche, a rendere plastica l’esistenza di un’alternativa a Giorgia Meloni che, complice un’eccessiva subalternità al tycoon americano, non si è dimostrata all’altezza di tutelare in maniera efficace il made in Italy.

È la campagna inaugurata da Elly Schlein con un giro di incontri organizzati al Nazareno per costruire un pacchetto di misure da offrire all’esecutivo, se e quando avrà voglia di prenderle in considerazione. La risposta alla provocazione lanciata una …

Ascoltare il mondo delle imprese, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria: tutte a loro modo preoccupate per le ricadute della guerra commerciale dichiarata da Donald Trump. Fare, in sostanza, ciò che il governo - per ideologia o semplice arroganza – sta facendo solo in parte: aprire un confronto ad ampio spettro con le parti sociali e il ceto produttivo del Paese, fin qui largamente orientato a destra, per comprenderne bisogni e difficoltà in questa drammatica congiuntura geopolitica ed economica. Provando, anche, a rendere plastica l’esistenza di un’alternativa a Giorgia Meloni che, complice un’eccessiva subalternità al tycoon americano, non si è dimostrata all’altezza di tutelare in maniera efficace il made in Italy.

È la campagna inaugurata da Elly Schlein con un giro di incontri organizzati al Nazareno per costruire un pacchetto di misure da offrire all’esecutivo, se e quando avrà voglia di prenderle in considerazione. La risposta alla provocazione lanciata una decina di giorni fa dalla premier che, ai microfoni del Tg1, aveva lamentato una totale assenza di proposte da parte dell’opposizione. La segretaria del Pd ha cominciato lunedì scorso ricevendo, chi in video-collegamento chi in presenza, i vertici di Confindustria, prima, e di Cgil, Cisl e Uil, poi. Proseguirà oggi con i rappresentanti di alcune delle realtà più contigue a Fratelli d’Italia e Lega: a partire dai rappresentanti dell'agricoltura, inclusa la Coldiretti di Ettore Prandini vicinissima al ministro Francesco Lollobrigida, per poi continuare con le associazioni cooperative, gli artigiani e le pmi.

Una maratona all’esito della quale la task force capitanata dal senatore Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd, metterà a punto una sorta di decalogo anti-dazi utile a dar seguito alla mano tesa da Schlein giusto una settimana fa. Allorché “siamo disponibili a interloquire con il governo su proposte concrete, anche per questo facciamo ciò che loro non hanno fatto, visto che hanno sentito solo le imprese e non i sindacati”, disse la leader dem alla fine del primo round di incontri. E nemmeno le opposizioni, al contrario di Pedro Sanchez in Spagna, ad esempio. “Per questo, se ci chiameranno, avranno da noi le risposte che la destra non ha saputo dare”, spiega Misiani.

Schlein lo ribadirà anche oggi: "Abbiamo bisogno di reagire, il governo dica cosa intende fare per evitare che le nostre aziende chiudano per andare a produrre altrove, per i salari più bassi d'Europa che abbiamo in Italia, per le bollette più care del continente: noi proponiamo il salario minimo e i rinnovi contrattuali, di disaccoppiare il costo dell’energia da quello del gas. Noi su questo continueremo a incalzarli".

Le parti sociali sono tutte d’accordo: la fase di instabilità sarà ancora lunga. Preoccupati, tanto gli industriali quanto le organizzazioni dei lavoratori, per il rischio di delocalizzazione e l’indebolimento della base produttiva che potrà avere ricadute pesanti sull’occupazione e quindi sul versante sociale. Perciò il Pd è pronto a fare la sua parte. A patto però che l’esecutivo non insista sul “gioco delle tre carte, rimodulando alcune risorse del Pnrr e di coesione che c'erano già”, come prevede il piano da 25 miliardi messo a punto da Palazzo Chigi. “Non sottraiamo risorse al Sud e ai progetti di coesione”, avverte ancora Schlein. “Il governo spagnolo ha messo in campo 14 miliardi di cui più della metà erano risorse nuove. Meloni faccia lo stesso”. E avrà collaborazione da parte della principale forza d’opposizione. Quel che la segretaria dem ripeterà anche oggi ad agricoltori, cooperative e piccole e medie imprese.

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