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La lettera di Mattarella: “Sì a legge Morandi ma rischia di discriminare le vittime e i loro figli”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (ansa)

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Il capo dello Stato chiede chiarimenti e scrive ai presidente di Camera e Senato: la pdl sul ristoro ai parenti delle vittime di crolli di strade e autostrade contiene una norma "discriminatoria" delle unioni civili rispetto al matrimonio
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Sergio Mattarella l’ha promulgata, per rispetto verso le vittime del Ponte Morandi. Ma quante sviste, quanti sfondoni nella legge sui risarcimenti per la tragedia del ponte dell’agosto 2018. Tra le più eclatanti c’è la discriminazione nei confronti dei figli dei conviventi, delle unioni civili rispetto al matrimonio. La legge che oggi il presidente della Repubblica ha firmato, inviando però dei puntuti rilievi alle Camere, non è chiara sul punto e si presta a scivolose interpretazioni. Secondo il presidente occorreva maggiore chiarezza nel prevedere uguali diritti per tutti i figli. Questo aspetto della norma – fatto peraltro propria anche dall’opposizione, che l’ha approvata insieme alla maggioranza lo scorso 20 marzo – rivela un’idea superata di famiglia, di un’Italia da Dopoguerra. “Inaccettabile” la definisce il Capo dello Stato. Una discriminazione che viola l’articolo 3 della Costituzione.

La legge Morandi limita gli indennizzi agli “eventi dannosi derivanti da cedimenti totali …

Sergio Mattarella l’ha promulgata, per rispetto verso le vittime del Ponte Morandi. Ma quante sviste, quanti sfondoni nella legge sui risarcimenti per la tragedia del ponte dell’agosto 2018. Tra le più eclatanti c’è la discriminazione nei confronti dei figli dei conviventi, delle unioni civili rispetto al matrimonio. La legge che oggi il presidente della Repubblica ha firmato, inviando però dei puntuti rilievi alle Camere, non è chiara sul punto e si presta a scivolose interpretazioni. Secondo il presidente occorreva maggiore chiarezza nel prevedere uguali diritti per tutti i figli. Questo aspetto della norma – fatto peraltro propria anche dall’opposizione, che l’ha approvata insieme alla maggioranza lo scorso 20 marzo – rivela un’idea superata di famiglia, di un’Italia da Dopoguerra. “Inaccettabile” la definisce il Capo dello Stato. Una discriminazione che viola l’articolo 3 della Costituzione.

La legge Morandi limita gli indennizzi agli “eventi dannosi derivanti da cedimenti totali o parziali di infrastrutture stradali o autostradali di rilievo nazionale”. Ma cosa s’intende esattamente con “rilievo nazionale”, si domanda Mattarella. Anche qui la definizione si presta a troppe interpretazioni. Oltre a stabilire una discriminazione nei confronti di ponti di periferia, (perché il viadotto autostradale sì e quello comunale no?), o di altre strutture pubbliche, come scuole od ospedali. Perché non includerli? Tutti ricordano la tragedia che colpì la scuola di San Giuliano di Puglia. “Non si comprende perché non venga preso in considerazione ogni altro malaugurato evento analogo”, precisa pertanto Mattarella.

Infine c’è una riserva sui finanziamenti una tantum, 7,1 milioni per il 2025, 1,6 a decorrere dal 2026: “Il disporre di risorse limitate rende ancora più problematico l’esercizio della discrezionalità”. In altre parole: la previsione di un fondo per il risarcimento può limitare, in caso di esaurimento del fondo stesso, e in presenza di altri incidenti, la parità tra i soggetti.

Mattarella l’ha firmata, lodandone lo spirito. Ma non ha potuto non accompagnarla da una lettera di richiamo recapitata ai presidenti delle Camere, invitando il Parlamento a rivedere i punti costituzionalmente a rischio. È la quarta volta che succede dall’inizio della legislatura.

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