Poco prima di mezzogiorno, Giorgia Meloni taglierà di netto Pennsylvania avenue per mettere piede alla Casa Bianca. Si lascerà alle spalle la Blair House, residenza che ogni presidente degli Stati Uniti mette a disposizione degli ospiti. È già capitato nella seconda Repubblica a Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Giorgio Napolitano.
Ad accoglierla sarà ovviamente Donald Trump: è il primo bilaterale con il presidente repubblicano. Non è però la prima volta nello Studio Ovale, i due precedenti sono con Joe Biden.
Verso le 18 in Italia, dunque, il primo saluto tra i due davanti alle telecamere. I leader illustreranno ai giornalisti nello Studio Ovale il senso dell’incontro: di norma, il format prevede pochi minuti di dichiarazioni senza domande. Trump però ha dil…
Poco prima di mezzogiorno, Giorgia Meloni taglierà di netto Pennsylvania avenue per mettere piede alla Casa Bianca. Si lascerà alle spalle la Blair House, residenza che ogni presidente degli Stati Uniti mette a disposizione degli ospiti. È già capitato nella seconda Repubblica a Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Giorgio Napolitano.
Ad accoglierla sarà ovviamente Donald Trump: è il primo bilaterale con il presidente repubblicano. Non è però la prima volta nello Studio Ovale, i due precedenti sono con Joe Biden.
Verso le 18 in Italia, dunque, il primo saluto tra i due davanti alle telecamere. I leader illustreranno ai giornalisti nello Studio Ovale il senso dell’incontro: di norma, il format prevede pochi minuti di dichiarazioni senza domande. Trump però ha dilatato a dismisura questa occasione. Per intenderci: è il cosiddetto ‘spray’ durante il quale ha umiliato Volodymyr Zelensky, incalzato dalle domande dei giornalisti.
A seguire, pranzo e bilaterale, utile ad affrontare i nodi sul tavolo del vertice: dazi, spese militari per la Nato, guerra in Ucraina, patti commerciali tra i due Paesi. Dopo il faccio a faccia, si entra in un terreno inesplorato: non è ancora chiaro, infatti, se la presidente del Consiglio si presenterà davanti alla stampa assieme a Trump per una conferenza stampa tradizionale, oppure se concederà ai cronisti l’occasione di porgere domande durante una conferenza stampa nell’ambasciata italiana a Washington. O ancora, se sceglierà di lasciare la capitale americana senza commenti, decollando attorno alle 17 (orario USA). Tutto, ovviamente, dipende dall’esito del faccia a faccia.