ROMA – «Vado via prima, sono un po’ provata». Dopo 48 ore sull’ottovolante, un paio di voli transoceanici per andare e tornare da Washington e per finire il bilaterale romano con J.D. Vance, alle sette di sera Giorgia Meloni si congeda così davanti ai ministri, che all’inizio del Cdm l’avevano accolta con un applausone, soprattutto quelli di FdI, come farebbe una curva davanti al bomber che ha insaccato la palla.
Nella stanza ci sono sia Matteo Salvini che Antonio Tajani. Con entrambi la premier si era vista dalla mattina. A pranzo con Vance. Ma anche dopo, sola con i vicepremier: un’ora per fare il punto sulla trasferta americana e su altre beghe che agitano la maggioranza, vedi il golden power su Unicredit-Bpm che ha irritato il segretario forzista.
…ROMA – «Vado via prima, sono un po’ provata». Dopo 48 ore sull’ottovolante, un paio di voli transoceanici per andare e tornare da Washington e per finire il bilaterale romano con J.D. Vance, alle sette di sera Giorgia Meloni si congeda così davanti ai ministri, che all’inizio del Cdm l’avevano accolta con un applausone, soprattutto quelli di FdI, come farebbe una curva davanti al bomber che ha insaccato la palla.
Nella stanza ci sono sia Matteo Salvini che Antonio Tajani. Con entrambi la premier si era vista dalla mattina. A pranzo con Vance. Ma anche dopo, sola con i vicepremier: un’ora per fare il punto sulla trasferta americana e su altre beghe che agitano la maggioranza, vedi il golden power su Unicredit-Bpm che ha irritato il segretario forzista.
Quando è da sola con il vice-Donald, Meloni discute soprattutto di dazi. L’obiettivo, ribadisce, è arrivare alla formula «zero for zero». Le trattative sono ancora alle battute iniziali, anzi devono ancora cominciare sull’asse Washington-Bruxelles. Meloni però è convinta che l’accordo «convenga a tutti», anche Ursula von der Leyen ne è consapevole. Quando i due vicepremier si uniscono a tavola, si parla di barriere commerciali brevemente, in modo ironico quando Tajani omaggia Vance con pacchi di mozzarelle ricevute da Fondi, paesone del Pontino. Un regalo «per i tre figli» del vicepresidente americano. Meloni sfrutta l’assist gastronomico e ci ricama una battuta: «Zero tariffs on italian cheese!», niente dazi sul cibo italiano. Tajani conviene divertito. Ride pure J.D.
La discussione si fa seria, naturalmente, quando si parla di Ucraina. A Meloni che continua a chiedere «una pace duratura e giusta» per Kiev e a proporre garanzie sul modello (anche rimaneggiato) dell’articolo 5 della Nato, il vice di Trump spiega, secondo fonti italiane, che in questa fase agli Usa preme capire se Mosca sia davvero interessata a trattare. Quanto alle preoccupazioni degli europei, Vance si sarebbe detto consapevole che «per voi non c’è un oceano di mezzo» con la Russia, ma che l’obiettivo ora è fare di tutto per chiudere una guerra che continua a essere una carneficina di militari e civili. Il numero due della Casa bianca avrebbe anche informato il governo italiano che l’accordo per le terre rare dovrebbe essere siglato il 26 aprile. Su Kiev, Meloni comunque sposa in pieno la linea di The Donald. Nel paragrafo sulla guerra del comunicato congiunto Italia-Usa, l’Europa non viene nemmeno menzionata. Non è una svista.
Nella tavolata di Chigi, Vance spende parole al miele per il “piano Mattei” sognato da Meloni, la quale avrebbe insistito su un concetto: «Serve uno sforzo di tutto l’Occidente, da soli non ce la facciamo». Si parla anche di Medio Oriente, del vertice Usa–Iran che si terrà oggi a Roma, scelta molto apprezzata da Vance. E di Asia, in particolare dell’Imec, la “via del cotone”, corridoio commerciale alternativo alla via della seta promossa da Pechino. Negli scambi con Vance, Meloni e Tajani parlano in inglese. Salvini principalmente con il traduttore. Però anche così ha modo di rimarcare la vicinanza con l’amministrazione “Maga”. Davanti al vice di Trump, il leghista si dice «entusiasta» dei risultati del nuovo presidente e della sua squadra. Un modo per rafforzare la narrazione della Lega iper-trumpiana. Non a caso il capo lumbard ieri ha rilanciato il suo viaggio negli Usa, dove vorrebbe rivedere (da solo) Vance.
Nonostante il pranzo a quattro a base di mazzancolle e branzino, anche la calata italiana del “vp” conferma la competizione a destra sulla politica estera. Sia Tajani che Salvini pubblicano su X una foto con il vicepresidente americano. Ma ognuno da solo, senza il collega di governo nel ritaglio social.