Città del vaticano – I conflitti di cui «non si vede la fine», le persone esposte a «giudizi e pregiudizi», i migranti fermati «alle frontiere», le vittime invisibili di una «economia che uccide»: papa Francesco ha descritto un «mondo a pezzi», nelle meditazioni che ha scritto di persona per la Via Crucis del venerdì santo, bisognoso di «lacrime sincere» e «conversione».
Bergoglio ieri sera non è andato al Colosseo: è il terzo anno consecutivo che salta questo appuntamento, gli anni passati sempre per via di una bronchite, ora perché convalescente dalla polmonite che lo ha tenuto in ospedale 38 giorni. È ricomparso più volte, la domenica in piazza San Pietro o in visita al carcere di Regina Coeli, ma esporsi al freddo serale andava al di là anche della sua temeraria propensione alle sorprese dell’ultimo minuto.
Città del vaticano – I conflitti di cui «non si vede la fine», le persone esposte a «giudizi e pregiudizi», i migranti fermati «alle frontiere», le vittime invisibili di una «economia che uccide»: papa Francesco ha descritto un «mondo a pezzi», nelle meditazioni che ha scritto di persona per la Via Crucis del venerdì santo, bisognoso di «lacrime sincere» e «conversione».
Bergoglio ieri sera non è andato al Colosseo: è il terzo anno consecutivo che salta questo appuntamento, gli anni passati sempre per via di una bronchite, ora perché convalescente dalla polmonite che lo ha tenuto in ospedale 38 giorni. È ricomparso più volte, la domenica in piazza San Pietro o in visita al carcere di Regina Coeli, ma esporsi al freddo serale andava al di là anche della sua temeraria propensione alle sorprese dell’ultimo minuto.
Nel corso degli anni ha voluto intrecciare la rievocazione della via dolorosa dei Vangeli all’attualità, la dimensione spirituale a quella politica: ha invitato una donna russa e una donna ucraina a tenere insieme la croce, non senza innescare lunghe polemiche, ha affidato le meditazioni a un gruppo di carcerati. Quest’anno il tono è diverso. Ha voluto comporre lui parole lette durante le quattordici stazioni della passione di Gesù, ha fatto riferimenti all’attualità ma mantenendosi a un passo di distanza, ha usato il registro delle lamentazioni. Non ha accennato alla propria malattia, si è concentrato sui dolori del mondo.
«La nostra convivenza ferita, o Signore, in questo mondo a pezzi, ha bisogno di lacrime sincere, non di circostanza», scrive Francesco. L’umanità ha costruito «un mondo che funziona così: un mondo di calcoli e algoritmi, di logiche fredde e interessi implacabili». Il Papa vede in giro «egoismo» e «indifferenza», prega «per coloro che si sentono falliti», vittime di «un’economia che uccide», ricorda «chi giace alle frontiere e sente finito il suo viaggio», scrive di conflitti di cui «non si vede la fine», senza dire di più. Il Pontefice argentino descrive, ancora, atteggiamenti e scelte che «feriscono» ed «escludono»: la tendenza a trattare le persone come se fossero «numeri», l’assuefazione da notizie che non commuovono più, andare per la propria strada «senza guardare in faccia nessuno», compiere gesti che «dividono». Un passaggio, relativo al momento in cui Gesù è spogliato dalle sue vesti, è dedicato alla Chiesa «lacerata»: «Dona alla tua Chiesa pace e unità», è la preghiera di Bergoglio. Che conclude le meditazioni invocando san Francesco, quasi in un dialogo a tu-per-tu con Dio: «Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà».
Anche la scelta delle persone che hanno portato la croce, nel corso del rito presieduto dal cardinale Baldo Reina, ha richiamato alla necessità di un mondo più solidale e attento agli ultimi: operatori sanitari, migranti, disabili e volontari. Questa sera a San Pietro il cardinale Giovanni Battista Re presiederà la messa della vigilia, domenica molti scommettono che Francesco riapparirà per la benedizione urbi et orbi di Pasqua.