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Ponte sullo Stretto “opera strategica”, insorgono le opposizioni: “Forzatura gravissima”

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Dopo l’anticipazione di Repubblica sul decreto con cui il governo chiede a Bruxelles di considerare l’opera “fondamentale per il passaggio di truppe”, scoppia la polemica. Salvini: “Ci saranno 120 mila posti di lavoro”
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Il Ponte sullo Stretto? “Una rivoluzione positiva, con almeno 120.000 nuovi posti di lavoro che garantiranno sviluppo e benessere da Sud a Nord”. Parola del ministro Matteo Salvini, che torna a promettere “cantieri aperti a breve” nonostante ancora manchi un progetto esecutivo e l’opera debba ancora superare i controlli Ue. Neanche una parola sul decreto anticipato da Repubblica con cui lui e la premier Giorgia Meloni hanno chiesto a Bruxelles di considerare il Ponte “strategico nell’ottica della difesa europea e della Nato” perché fondamentale “per il passaggio di truppe e mezzi”, dunque meritevole di deroghe ambientali. Ma le opposizioni insorgono e monta la polemica.

Il primo ad attaccare è il leader dei 5s Giuseppe Conte, che lo bolla come “strat…

Il Ponte sullo Stretto? “Una rivoluzione positiva, con almeno 120.000 nuovi posti di lavoro che garantiranno sviluppo e benessere da Sud a Nord”. Parola del ministro Matteo Salvini, che torna a promettere “cantieri aperti a breve” nonostante ancora manchi un progetto esecutivo e l’opera debba ancora superare i controlli Ue. Neanche una parola sul decreto anticipato da Repubblica con cui lui e la premier Giorgia Meloni hanno chiesto a Bruxelles di considerare il Ponte “strategico nell’ottica della difesa europea e della Nato” perché fondamentale “per il passaggio di truppe e mezzi”, dunque meritevole di deroghe ambientali. Ma le opposizioni insorgono e monta la polemica.

Il primo ad attaccare è il leader dei 5s Giuseppe Conte, che lo bolla come “stratagemma per forzare e accelerare nonostante le già segnalate criticità sul piano ambientale e sismico”. E ribattezza l’opera: “il ponte del riarmo”. Salvini e Meloni, spiega, hanno scritto all'Europa con l'elmetto di Von der Leyen per poter accelerare sul Ponte sullo stretto da 14 miliardi, giudicandola una infrastruttura strategica sul piano militare, per far passare truppe e carri armati".

Peccato che, ricorda il deputato 5S Agostino Santillo, al piano europeo di difesa il ministro si sia sempre detto contrario. “Ora però, resosi conto che il Ponte sullo stretto a lui caro ha nodi progettuali e ambientali insormontabili da sciogliere, vuole provare a far passare l'infrastruttura all'interno del Rearm Eu, a cui però resta contrario”, osserva. “È solo l'ultima trovata di un governo che non riesce ad arrendersi a un'evidenza ormai chiara a tutti gli italiani: il dossier non sta in piedi”, taglia corto la senatrice Barbara Floridia.

“È una forzatura gravissima, fatta per superare i rilievi ambientali e procedere con un progetto tecnicamente e legalmente fragile", dice indignato il leader dei Verdi Angelo Bonelli, che mette in fila tutte le zavorre del progetto, dalla mancata compatibilità ambientale agli studi sismici che persino l’Ispra ha bollato come insufficienti. “Questo governo spende miliardi in armi, taglia le pensioni e ignora il clima mentre il Paese va sott'acqua. A Messina, solo due settimane fa, ci sono state frane per il maltempo: questa è l'emergenza da affrontare, non il Ponte di Salvini”.

"Forse il ministro Salvini e la premier Meloni hanno nostalgia dell'infanzia, e ricordano con nostalgia i pomeriggi passati a giocare a Risiko”, osserva ironica Annalisa Corrado, responsabile Conversione Ecologica nella segreteria nazionale ed eurodeputata del Pd, che fa notare “strana coppia Salvini-Meloni, da giorni ai ferri corti, ritrova sintonia per segnalare che il ponte servirebbe in caso di calamità naturale, visto che l'area è soggetta ad alto rischio idrogeologico e sismico”. Una contraddizione in termini per l’europarlamentare: “Prima non coinvolgono Ingv nelle valutazioni sui rischi sismici, poi spiegano che il Ponte è la soluzione ai terremoti. Quindi il rischio che sminuiscono per il progetto, sarebbe quello per cui dovrebbe realizzarsi il progetto medesimo? Non sta in piedi il progetto, figuriamoci il ponte”.

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